Sui banchi col tablet In classe cresce la voglia di imparare

Smart Future è il progetto di Samsung in 25 istituti. Ragazzi motivati e addio alle lezioni frontali. Presto esteso a 54 sezioni

Studenti più responsabili, classi più coinvolte e unite, e rendimento maggiore. La tecnologia entra a scuola e i vantaggi ora non sono solo ipotesi. Dopo avere provato a utilizzare tablet e lavagne elettroniche, un insegnate su due (il 46%) ritiene che aumenti il rendimento e il senso di responsabilità nei confronti dello studio. Non solo. Col tablet secondo l'80 per cento degli insegnanti c'è una maggiore inclusione degli studenti che hanno qualche disabilità e anche dei ragazzi stranieri. Sono questi gli esiti della ricerca condotta dal Cremit dell'Università Cattolica di Milano che ha monitorato in questo primo anno il progetto Samsung Smart Futur. Da giugno 2013 infatti 25 istituti tra scuole primarie e secondarie inferiori di tutta Italia hanno sperimentato la didattica digitale. Grazie a Samsung le classi sono state dotate di E-board e ogni alunno ha avuto un tablet a disposizione. Gli insegnanti hanno seguito un corso di formazione specifica e l'università ha monitorato il tutto. Risultato? I ragazzi si sono divertiti a imparare storia, geografia e scienze attraverso, ad esempio, i filmati di Youtube. Gli insegnanti hanno abbandonato la lezione frontale mettendosi alla prova su altri fronti e i genitori hanno scoperto figli più motivati. Così oggi Samsung, con le istituzioni, si pone l'obiettivo di individuare altre scuole dove implementare, a partire dall'anno scolastico 2014/2015 e per il prossimo triennio, il progetto Smart Future, coinvolgendo un totale di 54 classi su tutto il territorio nazionale. E di fare un passo avanti. «È stata un'esperienza davvero positiva, sia per i ragazzi che per gli insegnanti. Specie in una scuola come la nostra dove l'utenza è di fascia medio bassa», ha commentato dopo un anno di sperimentazione Elena Borgnino, dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di viale Romagna a Milano che dal prossimo 21 novembre sarà intitolato al magistrato Guido Galli. A imparare col tablet sono stati i 27 ragazzini che lo scorso anno frequentavano la terza elementare e che quest'anno proseguono il percorso già intrapreso. I dati lo confermano. I primi risultati della ricerca-intervento del Cremit della Cattolica di Milano ha coinvolto 199 genitori, 157 docenti (64% donne e 36% uomini) e 16 dirigenti scolastici. Secondo gli insegnanti il tablet risulta utile per sostenere l'apprendimento di conoscenze e metodi spendibili nella didattica (18,42%), produrre strumenti e materiali in classe (11,62%), aumentare la motivazione degli studenti (10,53%), recuperare materiali/contenuti utili per l'attività didattica con gli alunni (7,24%), ricevere supporto nella progettazione del percorso (6,38%), confrontarsi e collaborare tra colleghi (5,92%). «Certo, il rischio che si corre è infatti quello di lasciare intatte pratiche didattiche tradizionali - ha spiegato Pier Cesare Rivoltella, direttore del Cremit – o, peggio, di risolvere quello che dovrebbe essere un'operazione didattica su un piano esclusivamente tecnologico». Ecco perché «l'obiettivo di Smart Future è qualcosa di più, aggiunge un passaggio, quello di contribuire a ripensare la didattica», ha commentatoo Carlo Barlocco, Deputy President di Samsung Electronics Italia.