Dal 2017 sarà obbligatorio certificare la provenienza del latte

La nuova normativa europea per agevolare il latte italiano. La Coldiretti pugliese: ora anche per il grano

L'annuncio a Cernobbio durante il forum di Villa d'Este dedicato all'agricoltura e all'alimentazione. “Via libera all'indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari.”

È la nuova normativa dettata dall'Europa in materia per informare i cittadini sull'origine degli alimenti.
Così il latte italiano potrà essere distinto da quello di importazione extraeuropeo, arginando il fenomeno dei prodotti agroalimentari "taroccati".

Dal primo gennaio 2017 sarà, perciò, obbligatorio indicare con chiarezza al consumatore la provenienza di prodotti come latte, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini.

“Un 'risultato storico' per la filiera dell'allevamento italiano” ha dichiarato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo. “Cambia la consapevolezza dei cittadini a partire dal latte, capiamo che non siamo più soli a fare certe battaglie - ha aggiunto Moncalvo -. Lo stanno facendo anche Francia e Lituania. E' un riconoscimento sempre più forte della centralità del cibo” e della qualità delle produzioni.

In Puglia la decisione di Bruxelles è stata accolta con soddisfazione: “E’ un grande successo per tutto il mondo agricolo e per gli allevatori che versano in una grave situazione – ha dichiarato a "La Gazzetta del Mezzogiorno" il presidente regionale di Coldiretti, Gianni Cantele – per le importazioni di latte e dei semilavorati dall’estero, utilizzati per fare mozzarelle e formaggi spacciati per prodotti Made in Puglia. L’etichettatura obbligatoria diverrà una infallibile cintura di sicurezza per i nostri allevatori. E i consumatori potranno scegliere in maniera consapevole quello che acquistano e mangiano.”

Ma lo stesso Cantele ha colto l'occasione per aprire un altro capitolo della grande vertenza sulla qualità d'origine del cibo che tocca l'emergenza cereali. Il presidente di Coldiretti Puglia spera, infatti, che la certificazione dei prodotti lattiero-caseari faccia da apripista per ottenere un provvedimento analogo in favore del grano, da rendere obbligatorio sulle etichette di pane e pasta.

L’Italia vive una grave contraddizione: è il primo produttore europeo di latte e di grano, ma allo stesso tempo è il paese diventati il più grande importatore di latte. Finora questo poteva rimanere nell'ombra, perché non era obbligatorio riportare l'origine in etichetta. Come si legge da fonti di stampa, solo in Puglia a fronte dei 1.939 allevamenti che producono 3,6 milioni di quintali di latte bovino, le importazioni di latte dall’estero raggiungono i 2,7 milioni di quintali e i 35mila quintali di prodotti semi-lavorati quali cagliate, caseine, caseinati e altro, utilizzati per prodotti che vengono, poi, venduti come prodotti lattiero-caseari Made in Puglia.