Sydney, l'Isis aveva spedito l'esplosivo ai futuri attentatori

Le due persone di origini libanesi arrestate per avere organizzato un attentato aereo, avevano ricevuto l'esplosivo direttamente dallo Stato islamico

Le indagini della polizia di Sydney sull'attentato aereo che stava per essere organizzato da tre cittadini australiani di origini libanesi, hanno fatto emergere dettagli inquietanti sul piano organizzato dai terroristi.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il tritolo che sarebbe stato fatto esplodere su un aereo - probabilmente un velivolo diretto verso gli Emirati Arabi - era stato spedito ai futuri attentatori direttamente dallo Stato islamico, attraverso un volo-cargo turco. Una soffiata dei servizi segreti britannici è stata decisiva per fermare il piano dei terroristi.

Le indagini della polizia australiana hanno tolto il velo di mistero che aleggiava sulla vicenda, ancora - seppure solo in parte - dai contorni poco chiari. Khaled Kayat, uno dei terroristi, aveva accompagnato il fratello all'aeroporto per salutarlo prima della partenza in aereo per Dubai con un volo Etihad.

L'idea di Kayat era questa: consegnare al fratello (che non ne sapeva nulla) un bagaglio contenente un ordigno da lui realizzato in modo artigianale grazie ai componenti che gli erano stati spediti da un alto ufficiale dell'Isis in Siria. La bomba sarebbe esplosa in volo e azionata mediante un timer automatico.

Tuttavia, per ragioni ancora da chiarire, il piano di Kayat salta e il terrorista torna a casa con il suo bagaglio, mentre il fratello si imbarca regolarmente e arriva a Dubai.

Kayat pensa a una strategia alternativa e acquista gli ingredienti per un nuovo ordigno: lo scopo non è più farlo esplodere durante il volo, ma utilizzarlo per sprigionare del gas tossico all'interno di un altro aereo. Il veleno doveva essere inserito all'interno di un tritacarne o di un frullatore, un aspetto che però non è ancora stato chiarito del tutto.

L'intelligence britannica è venuta a conoscenza del piano grazie alla tracciatura delle conversazioni tra Kayat e i suoi referenti Isis in Siria. A quel punto, dopo avere informato la polizia australiana, gli agenti speciali di Sydney sono intervenuti per trarre in arresto Kayat e un complice, mentre una terza persona è stata scagionata dalle accuse e rilasciata.

Commenti

agosvac

Ven, 04/08/2017 - 13:32

Dare la colpa all'isis è riduttivo: l'isis è la longa manus dei Sauditi, pertanto questo attentato fallito è opera dell'Arabia Saudita, grande alleata degli USA!!!

carlottacharlie

Ven, 04/08/2017 - 13:49

La vicina Storia ha sempre capito e toccato con mano che arabo sauditi sono collusi coi vari terrorismi. Questo australiano e' l'ennesima conferma.