Le tappe di Maria Giulia Sergio verso il Califfato

Le nozze combinate con "un fervente religioso pronto a combattere". Poi il volo in Turchia e il viaggio al confine siriano

"Martese", in lingua albanese, significa "matrimonio". Con questo termine è stata nominata l'operazione della procura di Milano che ha portato all’emissione di dieci ordinanze nei confronti di presunti terroristi legati allo Stato Islamico. E parte tutto proprio dall'unione tra Maria Giulia Sergio, la ragazza italiana di 27 anni originaria di Torre Del Greco (Napoli) convertita all'islam radicale, e Aldo Kobuzi, coetaneo albanese.

I due vengono messi in contatto da Lubjana Gjecaj, una donna canadese (al momento ricercata) che lavora per lo Stato Islamico e fa da tramite per l’unione combinata. Intercettata al telefono, è la stessa Gjecaj a raccontare che la jihadista italiana era "alla ricerca di un marito che fosse un fervente religioso pronto a combattere". Così le presenta un "fratello musulmano che sta cercando una moglie per andare al jihad e non riesce a trovarla". "Fatima (il nome della Sergio dopo la conversione all'islam, ndr) - racconta Gjecaj - ha reagito manifestando l’incontenibile necessità di conoscere l’uomo per sposarlo e partire con lui. Quella... Ha iniziato... è diventata pazza".

Le nozze con rito musulmano avvengono il 17 settembre 2014 nella moschea di Treviglio. Il 18 settembre partono per Scansano (Grosseto) dove Kobuzi ha diversi parenti. Il tempo di organizzare alcuni dettagli per il viaggio e il 21 settembre partono dall’aeroporto di Fiumicino diretti a Istanbul, in Turchia. Il 22 prendono un volo interno che li porta a Gaziantep, da dove raggiungono il confine con la Siria. L’ipotesi è che siano entrati il 2 ottobre.

A novembre Kobuzi inizia l’addestramento militare in un campo in Iraq. Dopo sei settimane ne esce con il titolo ufficiale di mujaheddin. A questo punto le date diventano meno precise. Gli investigatori sanno che a febbraio Maria Giulia Sergio, che ha assunto il nome di Fatima Zahra, comincia l'addestramento con le armi. A marzo la famiglia della 27enne foreign fighter decide di raggiungerla per sposare la causa del Califfato. Ad aprile il padre si licenzia e prende la liquidazione, intanto vende i mobili su internet per avere un fondo cassa. A maggio comprano le valigie seguendo le regole dell'Isis, ovvero non troppo grandi. Infine, a giugno, pronti per partire, ottengono il rilascio del passaporto. Ma gli investigatori della Digos milanese li fermano prima eseguendo cinque delle dieci ordinanze emesse dalla procura di Milano. Oltre a padre, madre e sorella di Fatima, sono stati arrestati due parenti di suo marito albanese Aldo Kobuzi: in Albania lo zio 37enne Baki Coku, e a Scansano la zia 41enne Arta Kacabuni.

Commenti

michele lascaro

Gio, 02/07/2015 - 11:37

Dalle intercettazioni, pubblicate sul Giornale, si desume che la derelitta è affetta da sindrome paranoide-ossessiva, roba, cioè, da vecchi manicomi.