Scabbia e malaria: a Taranto il 10% dei profughi è malato

Allarme del 118: "Su mille sbarcati ci sono quasi cento casi di scabbia e tre di malaria". I profughi sono stati sbarcati nel porto pugliese dalla Marina britannica

Sono circa cento, i casi di scabbia segnalati tra i 914 profughi sbarcati oggi a Taranto dalla nave della Marina britannica HMS "Bulwark" che li ha recuperati nel Mediterraneo.

La Royal Navy ha tratto in salvo 698 uomini, 133 donne e 83 minorenni, fatti sbarcare nel porto pugliese. Dai controlli effettuati dal personale del 118 sui profughi appena scesi a terra è emerso che almeno 100 persone avrebbero la scabbia e si conterebbero anche tre casi di malaria. Lo ha riferito il direttore del 118 di Taranto Mario Balzanelli, che era presente alle visite mediche effettuate in prossimità del porto.

Balzanelli descrive una situazione sanitaria che parrebbe assai complicata: "Moltissime – ha osservato Balzanelli – le patologie dermatologiche rilevate, ma anche patologie tropicali, infezioni respiratorie, traumi minori, stati di disadratazione, un paio di polmoniti. L’obiettivo è quello di assicurare la migliore risposta sul piano qualitativo e anche la tutela delle gravidanze a rischio."

Ci sarebbero inoltre, proseguono dal 119, casi di "disadratazione un po' più marcata e abbiamo riscontrato anche tre casi di malaria. C'è sempre una quota minima del 2-3% che ha qualche problema più significativo. L'intendimento è di risolvere quasi tutto in questo presidio medico e ospedalizzare solo quando è necessaria una valutazione diagnostica più precisa ed anche un livello di consulenza dedicato che possa fare il punto sul miglior tipo di trattamento possibile."

Si tratta quindi sia di malattie non gravi, guaribili in pochi giorni, come nel caso della scabbia, sia di patologie ben più serie come la malaria. Sbrigate le formalità burocratiche, i profughi verranno smistati con i pullman in altre località; solo poche decine dovrebbero rimanere nella cittadina jonica.

Commenti
Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Lun, 22/06/2015 - 17:38

Certo non bisogna cadere nell'allarmismo, ma neppure nell'approccio superficiale al problema, perché in caso di contagio, soprattutto se diffuso, le ripercussioni sarebbero devastanti e non ci sarebbero misure repressive in grado di contenere il risentimento popolare, soprattutto se tra i colpiti fossero bambini.

Raoul Pontalti

Lun, 22/06/2015 - 17:41

Se le magagne dei migranti sono quelle indicate nell'articolo possiamo dormire tra due guanciali....

franco-a-trier-D

Mar, 23/06/2015 - 09:19

vabbè ma avete dei buoni medici in Italia ne devono arrivare ancora alcuni milioni abbiate pazienza fino alle prossime elezioni.