Targa estera, nuove norme con pene più severe

Le vetture con targa straniera potranno circolare solo 60 giorni nel nostro Paese, se il proprietario risiede in Italia, entro i quali si dovrà provvedere a una nuova immatricolazione. Entro 6 mesi dalla sanzione e dal sequestro dell’auto dovrà essere tutto in regola, pena la confisca del mezzo

Nuove norme e pene più severe previste per chi utilizzi autovetture con targa estera pur risiedendo in Italia da più di 60 giorni.

Si tratta di un tentativo di arginare l’elusione del fisco da parte di coloro che, col fatto di circolare con una targa straniera, riescono ad evitare di pagare assicurazione, bollo o addirittura multe.

Ad oggi la legge consentiva ai residenti in Italia di utilizzare veicoli con targa estera per 12 mesi, periodo superato il quale era obbligatorio procedere alla reimmatricolazione del mezzo nel nostro Paese. Ridicole le pene previste in caso di infrazione, che potevano incoraggiare questo tipo di fenomeno. Una piccola sanzione veniva comminata solo nel caso in cui il trasgressore fosse stato fermato almeno tre volte in 6 mesi dalle autorità, una possibilità decisamente remota.

Ecco perché ha preso piede la pratica di comprare auto di lusso fuori dall’Italia, così da evitare la spesa del superbollo e quella di eventuali multe. A questi ammanchi fiscali si aggiungono quelli di alcuni migranti, che continuano a circolare su vetture immatricolate in patria. Diverso il discorso per i clandestini, che tramite questa pratica si rendono più difficili da individuare.

Per tutte queste problematiche arriva la modifica degli articoli 93 e 132 del Codice della strada. I residenti in Italia con vetture dotate di targa estera avranno 60 giorni di tempo per mettersi in regola e reimmatricolare l’auto nel nostro Paese.

Unica deroga per i veicoli con targa straniera in leasing o in locazione senza conducente, ma solo ed esclusivamente se la società che possiede il mezzo abbia la propria sede in un altro stato dell’Unione Europea o compreso entro lo Spazio economico europeo, senza avere una sede, pur secondaria, in Italia.

Per incentivare il rispetto delle sopra citate regole sono state previste pene più severe rispetto alle condizioni precedenti, come il ritiro del documento di circolazione ed una multa di 712 euro, ridotta a 498,40 se pagata entro 5 giorni. A questo punto il trasgressore avrà 6 mesi di tempo per mettere tutto in regola e reimmatricolare in Italia il mezzo, sottoposto a sequestro in deposito in attesa del completamento delle pratiche previste. Al termine dei 180 giorni se non dovesse venir inoltrata richiesta di foglio di via per l’estero o se non dovesse risultare regolare reimmatricolazione, la conseguenza sarebbe la confisca dell’auto.