Taxi legali contro taxi abusivi: legalità a Roma questa sconosciuta

A Roma non sono abusivi solo i vu’ cumprà e gli ambulanti, ma anche i taxi, che in stazione Termini contrattano il prezzo a pochi metri dalla polizia

Il termine “Abusivo” sembra riecheggiare a Roma come una mantra. Non solo per quanto riguarda il commercio su strada o per mano dei tanti vu’ cumprà in giro per la Capitale. No, c’è un altro tipo di abusivismo dilagante ed è quello che riguarda i Taxi illegali e corre più veloce dei controlli.

Nel settore hanno calcolato una media di 13mila licenze di noleggio con conducente provenienti da fuori città contro le 1.025 autorizzate dall’amministrazione, anche rispetto ai 7.800 taxi romani ne circolano molti di più, gli improvvisati. In parole povere il mercato illegale ha raddoppiato di fatto quello ufficiale. Una vera e propria guerra tra poveri quella che sta avvenendo tra i taxi romani e i tanti taxi abusivi.
Una concorrenza sempre più in crescita dove i primi si vedono soffiare i clienti da coloro che lavorano illegalmente e senza le adeguate licenze. Appostati nei posti chiave come le stazioni e gli aeroporti riescono ad accaparrarsi gli ignari clienti, turisti soprattutto.

Alla stazione Termini ad esempio si concentrano davanti alla fermata dei taxi regolari, bloccano i clienti e contrattano il prezzo a poche decine di metri dalle camionette dei carabinieri.
Ma è soprattutto all’aeroporto di Fiumicino, davanti al Terminal 3 che questi “professionisti del raggiro” attendono le loro “prede” nella zona top degli arrivi internazionali. In attesa con loro, nel caso se ne sentisse la mancanza, anche i tanti noleggiatori con conducente. Naturalmente parliamo di quelle senza i regolari permessi.

E nonostante la presenza nella zona Ztl di telecamere registra-targhe, riescono non si sa come, ad eludere i controlli. Magari dispongono di targhe false o di un parco auto per il racket. Sono così agguerriti che non si fanno problemi ad entrare fin dentro la hall dell’aeroporto.
“Alcuni fingono di attendere un cliente, esibendo cartelli con nomi di fantasia. Invece è tutto un bluff per trovarne di nuovi. Ormai lavorare in maniera legale è diventata una vera e propria battaglia” è la dichiarazione di Antonio, 51 anni e tassista romano da due generazioni.
“Quando ho cominciato io non c’era tutto questo schifo a Roma. Ognuno fa come gli pare tanto non viene sanzionato. Siamo più noi a ricevere controlli che chi lavora illegalmente. Capito? Noi che paghiamo le tasse e ci spacchiamo la schiena tutti i gorni”. conclude a dir poco sconsolato.

E non si può dare torto ad Antonio perché è vero, gli escamotage messi in atto dagli abusivi sono tanti e a quanto pare efficaci.
Ad esempio uno dei trucchi che adottano è quello di infilarsi e nascondersi (rimanendo però in piena vista) davanti al terminal, collocandosi prima o dopo le file di taxi regolari. Altri ancora più impavidi si immettono direttamente nella fila dei taxi legali.
Questo per la categoria che lavora onestamente è un doppio smacco. Perché il turista o cliente che sia penserà ad un tassista che non lavora con professionalità, visto le cifre esorbitanti richieste. A volte arrivano a chiedere anche 70 euro per una corsa di pochi chilometri. Alcuni non hanno neanche la patente di guida.

Questa dell’abusivismo dei trasporti è una vera piaga sociale in frequente crescita. E non solo a Roma, ma in molte città italiane. Presentandosi poi nelle forme più disparate è di fatto più difficile tenerla sotto controllo. Crisi e abusivismo speriamo solo non generino aumenti di tariffe che andrebbero a discapito non solo del cliente ma di tutti.