La terremotata di 91 anni:"Se mi portano in città, muoio"

Vincenza Geranio, 91 anni, la terremotata più anziana di Accumoli racconta la sua tragedia e la vita nel paesino da cui non vuole allontanarsi

“Non so se ce la faccio. Prima mi sentivo ancora forte e fortunata, perché non ho mai avuto un malanno di quelli brutti, ma adesso non più. Era meglio non arrivare fino a qui, sono sincera. Almeno non vedevo tutto questo. La mia casa è crollata per metà”. La signora Vincenza Geranio, 91 anni, probabilmente la terremotata più anziana di Accumoli da dove non vuol andarsene.

“Se mi portano in città, muoio subito”, dice l’anziana signora che è scappata via per miracolo dalla sua casa, prima che le crollasse il soffitto addosso. Accumoli ha subito 11 morti e, stando alle immagini del satellite, è sprofondata di 20 cm. Vincenza racconta a La Stampa come ha vissuto in quel paesino finora.“Avevamo comprato quella casa nella primavera del 1982. Con Emidio vivevano qui dal 1950, ma prima stavamo in affitto”, dice ricordando quegli anni come anni felici col marito che lavorava come manovale per l’impresa di costruzione di Costantino Rozzi, il presidente dell’Ascoli Calcio, e che è morto già da 11 anni. E con i soldi guadagnati si erano comprati una casa da 21 milioni di lire “dal nipote di un ex militare dell’aeronautica militare, che l’aveva ricevuta in eredità. Il primo piano per noi, il secondo per nostra figlia. Adesso è per lei che devo resistere”, con i 470 euro di pensione ereditata dal marito.“La notte del terremoto – dice - ci siamo ritrovati in piazza. Lì ci siamo accorti che mancava la famiglia di Andrea, quelli che sono finiti schiacciati dal campanile della chiesa. E poi non so quanto ci hanno messo ad arrivare i soccorsi, mi è sembrato tanto. Fuori faceva freddo”. Vincenza Geranio ha paura delle città e non vuole lasciare il suo paesino da cui si è allontanata solo una volta tanti anni fa per andare a trovare la sorella a Roma. Le città “Non sono fatte per me. Te lo ripeto: muoio subito”, dice al giornalista de La Stampa.Vincenza ormai non spera più niente. “Io non lo so quello che verrà appresso”, dice parlando del futuro.