Terremoto, "Pescara del Tronto ridotta come Aleppo"

Il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, racconta a ilGiornale.it la situazione ad Arquata e a Pescara del Tronto, due dei centri più colpiti dal terremoto

Pescara del Tronto è rasa al suolo. “La distruzione”, per fare un paragone, “è come quella di Aleppo in Siria”. A parlare è il sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli, che a ilGiornale.it racconta il dramma della piccola frazione del comune di Arquata, in provincia di Ascoli, uno dei centri più devastati dal terremoto di 6 gradi della scala Richter che stanotte ha scosso il Centro Italia.

Il bilancio per ora è di 18 morti e 60 feriti dei quali 25 sono codici rossi e sono ricoverati negli ospedali della zona. “Le 18 vittime sono state collocate nell’obitorio dell’ospedale di Ascoli, ma ci stiamo attrezzando per adibire una palestra alla stessa funzione in previsione di un aggravarsi del bilancio delle vittime”, afferma il sindaco. Tra loro i bambini rimasti senza vita sotto le macerie sono dai 3 ai 5, secondo il primo cittadino. “Una bambina di due anni, nipote di un cittadino ascolano, è stata trovata morta sotto le macerie di una casa crollata, sotto i corpi della mamma e del papà che si erano gettati uno sopra l’altro per proteggere la piccola”, racconta il sindaco Castelli. I genitori della bimba sono feriti ma salvi. La madre è ricoverata all’ospedale di Ancona, e suo marito in quello di Ascoli Piceno.

“Attualmente ci sono i Vigili del Fuoco, coadiuvati da 120 volontari, che sono impegnati nella rimozione delle macerie nella speranza di trovare persone vive”, ha detto Castelli a ilGiornale.it, “mentre altri si stanno occupando della gestione del campo di emergenza e assistenza che è stato predisposto presso il campo sportivo di Arquata, assieme ad un presidio ospedaliero mobile che si occupa di smistare i feriti negli ospedali della zona”. Tra le vittime molti sono anche cittadini romani che si trovavano in vacanza nel borgo montano, spiega il sindaco. “Stamattina quando ero al campo sentivo parlare con accento romano e tra le vittime ci sono molti ragazzi o famiglie che si trovavano nel paese per le vacanze”, ha spiegato il sindaco di Ascoli Piceno.

Il capoluogo marchigiano, secondo quanto ha dichiarato il primo cittadino, sta predisponendo spazi, derrate alimentari e beni di prima necessità, da mettere a disposizione degli sfollati. Presso gli ospedali, venti posti letto sono già pronti per ospitare le persone più vulnerabili come anziani e disabili. “La situazione anche ad Ascoli Piceno è di grande nervosismo”, spiega il sindaco, “l’ultima scossa è stata avvertita cinque minuti fa e la gente si è riversata in strada perché è spaventata dalle immagini che arrivano dai comuni vicini”. Il primo cittadino spiega che nel capoluogo marchigiano ci sono alcuni edifici a rischio. Per questo scuole e musei rimarranno chiusi nei prossimi giorni per alcune verifiche tecniche.

Il primo cittadino di Ascoli racconta poi a ilGiornale.it della tragica notte appena trascorsa tra le macerie di Arquata e Pescara del Tronto. “Immediatamente non ci siamo resi conto della gravità della situazione". "È stato un crescendo, man mano abbiamo acquisito consapevolezza dell’entità di ciò che stava accadendo anche perché la notizia dei primi due morti a Pescara del Tronto è arrivata alle 5.30, quindi a notte inoltrata”, racconta il sindaco di Ascoli, “e i segnali che ci venivano da Amatrice e da Arquata erano difformi: alcune delle quindici frazioni di Arquata, ad esempio, non hanno riportato alcun danno a differenza di altre, come quella di Pescara del Tronto, disastrosamente coinvolte”. L’immagine della distruzione di queste ultime, conclude il sindaco, è paragonabile a quella della città siriana di Aleppo. Un cumulo di macerie.

Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Sab, 27/08/2016 - 11:43

Stiamo attenti a fare paragoni: Pescara del Tronto e circondario sono simili ad Aleppo per cause opposte: Pescara è crollata per vicissitudini storiche e l'effetto scatenante del terremoto mentre Aleppo è diventata un cumulo di macerie in conseguenza dell'ignominia dell'Homo sapiens.