Tragedia senza fine: il fratello di Mango muore durante la veglia funebre

Giovanni ha avuto un malore nella villa di Pino dove è stata aperta la camera ardente

Lagonegro è un paese dal nome dolente. Quel "negro" buttato lì, in fondo al nome, sembra ricorda la parte oscura che è in ciascuno di noi. Sempre pronta a esplodere quando al destino gira lo sghiribizzo di accende la miccia. Senza logica. Senza pietà. Proprio ciò che nelle ultime 48 ore è accaduto alla famiglia Mango, un nome che a Lagonegro non fa venire in mente frutti esotici ma una dinastia di persone serie e stimate. Come serio e stimato era (non solo nella sua Basilicata ma in tutta Italia) Pino Mango, 60 anni, il cantante lucano morto domenica scorsa, stroncato da un infarto, mentre a Policoro (Matera) in concerto stava cantato Oro, la più preziosa delle sue canzoni. "Scusate, non mi sento bene" aveva detto interrompendo il brano, poi si è accasciato a terra. Una scena che un imbecille tra il pubblico ha subito ripreso col telefonino e riversato sui social, trasformando l'addio in punta di piedi di un grande artista (e di un grande uomo) in un cinico show con tanto "dibattito" e post deliranti.

La famiglia Mango sembrava con questa tragedia essersi messa in pari, almeno per un po', con la malasorte. E invece non è stato così. Ieri pomeriggio, durante la veglia funebre in casa del cantante, Giovanni, 75 anni, fratello maggiore di Pino, è morto stroncato da un infarto. Non ha retto al dolore e si è sentito male davanti al feretro. È stato soccorso e portato in ospedale. Ma per lui ormai non c'era più nulla da fare. Una catena di avvenimenti drammatici che ha dell'incredibile, considerato che anche Michele e Armando, gli altri due fratelli di Giovanni e Pino, ora sono ricoverati sotto choc. Un crollo emotivo inevitabile per chi ha visto morire due fratelli nel giro di poche ore. Nel giorno della morte del cantante, Giovanni, affaticato a causa dell'età e di qualche problema di salute, Giovanni, non era riuscito a muoversi ed era stato tenuto a riposo dai suoi congiunti. Ma ieri l'uomo, classe 1938, ex muratore, ha voluto raggiungere la camera ardente in cui giace la la bara di Pino. Ma a pochi metri dall'uscio ha avuto un malore.

Al momento del dramma era insieme alla sua famiglia ed è stato immediatamente soccorso con un defibrillatore da un carabiniere e da un vigile urbano che gli hanno praticato un massaggio cardiaco e lo ha rianimato almeno un paio di volte. "Lo abbiamo visto arrivare insieme ala moglie, ha percorso un paio di metri e poi ha dato l'impressione di sentirsi male e si è poggiato a terra. Dopo il primo soccorso lo abbiamo portato in casa e adagiato sul letto in attesa che arrivassero i medici", hanno raccontato i due soccorritori. "La scena scioccante - riferisce Il Quotidiano di Basilicata - è stata vista anche dai ragazzi dell'istituto scolastico che si trova in piazza della Repubblica, poi Giovanni è stato portato in casa di Pino e successivamente (alcuni hanno lamentato un eccessivo ritardo vista la vicinanza dell'ospedale, che dista meno di 100 metri in linea d'aria) è stato trasportato in ospedale con un'ambulanza dell'associazione Humanitas, dal momento che non c'erano altri mezzi disponibili".

Giovanni è arrivato in ospedale ancora vivo ed è deceduto poco dopo in una stanza del reparto di rianimazione del nosocomio lagonegrese. Al momento non si sa se i suoi funerali si svolgeranno oggi insieme al fratello, è stato però accertato dai sanitari lo stato di decesso, probabilmente per infarto, ed il cadavere è stato consegnato ai familiari che lo hanno riportato a casa. Intanto gli altri due fratelli Mango, Michele e Armando (quest'ultimo compositore di alcune delle canzoni più famose di Pino) sono andati in ospedale per trovare il fratello maggiore ignorando che fosse morto, e appena giunti al pronto soccorso si sono a loro volta sentiti male e sono stati ricoverati entrambi. Sono tutti e due ricoverati al pronto soccorso e restano sotto osservazione, anche se le loro condizioni non destano particolare preoccupazione. Oggi faranno di tutto per partecipare ai funerali di Pino, ai quali forse si aggiungeranno anche quelli di Giovanni. Intanto Lagonegro è immerso in un silenzio irreale. Nell'aria solo l'eco di una musica lontana. Sempre più lontana. E che profuma di Mediterraneo.