La ong va all'attacco: "I motori a gas? Andrebbero tassati come i diesel"

A rivelarlo uno studio della ong "Transport & Environment", che ha monitorato i livelli di inquinamento dell'aria. Secondo la ricerca, l'Italia consuma il 60% del metano utlizzato nei trasporti europei

Nessun beneficio climatico significativo rispetto ai derivati dal petrolio. E così, la ong Transport & Environment boccia l'utilizzo alternativo del gas, indicandolo come "dannoso per il clima quanto quello di benzina, gasolio o dei carburanti navali convenzionali".

Secondo quanto riportato da Repubblica, a dimostrarlo sarebbe una ricerca dell'istituto europeo, secondo la quale bruciare gas nelle auto produrrebbe "un inquinamento atmosferico uguale a quelle alimentate a benzina". Ma non solo, il testo metterebbe anche in evidenza una realtà nuova. Ovvero che il gas fossile "non può contribuire a rendere puliti i trasporti". In nessun caso, se si escludono biometano e metano sintetico. Che, in effetti, potrebbero avere emissioni di gas serra significativamente inferiori, ma che presentano un problema di limite, in termini di quantità e sostenibilità, delle materie prime necessarie alla produzione (rifiuti e residui).

Non è dello stesso parere Ngv Italy, l'associazione che sostiene il ruolo del gas naturale nei trasporti. Per loro, infatti, lo studio sarebbe figlio di "un pregiudizio nei confronti del gas naturale per i trasporti". Per il gruppo la ricerca sarebbe "già stata confutata da numerose altre analisi indipendenti, che invece confermano le caratteristiche di sostenibilità di questa fonte energetica e i suoi impatti ambientali significativamente minori rispetto ai combustibili derivati dal petrolio come diesel e benzina". Ngv, che ha risposto allo studio, ha sottolineato la propria posizione, attraverso un comunicato: "È ampiamento noto, infatti, che il ricorso al gas naturale per l'autotrazione riduce le emissioni di gas serra in modo significativo, dato che il contenuto di carbonio del metano è estremamente più basso sia di quello di benzina e di gasolio, mentre il peso delle emissioni di gas serra dell'industria estrattiva ha un impatto praticamente irrilevante rispetto al totale delle emissioni di gas serra planetarie".

Dall'organizzazione europea, invece, è arrivato anche un avvertimento ai legislatori: "Dovrebbero iniziare a tassare il gas con aliquote analoghe a quelle applicate al gasolio e alla benzina". Jori Sihvonen, responsabile carburanti puliti di T&E, ha confermato, infatti, che auto, camion e navi a gas, non portando benefici climatici, distrarrebbero "dall'obbietivo reale, il trasporto a zero emissioni". E ha aggiunto: "I governi devono resistere alle pressioni della lobby del gas, smettere di sprecare denaro pubblico prezioso per l'infrastruttura e di concedere agevolazioni fiscali per il gas fossile".

Se la ricerca dovesse ottenere riscontri effettivi sul settore, potrebbe essere vietato anche l'utilizzo del gas nelle giornate di blocco del traffico. "Considerando gli effetti delle perdite di metano (gas a forte effetto serra), i gas fossili potrebbero aumentare le emissioni di gas serra fino al 9% o ridurle, al massimo, del 12%, a seconda del mezzo di trasporto utilizzato", hanno spiegato i ricercatori.

Nell'Unione Europea, in media, il gas viene tassato il 76% meno del gasolio, mentre nei paesi con vendite significative di veicoli a gas naturale compresso e a gas naturale liquefatto, il gas fossile beneficia di aliquote d'imposta ancora più basse. Secondo la ricerca, l'Italia consumerebbe il 60% del metano utlizzato nei trasporti europei, con il 68% delle vendite di auto a metano, con un'accisa sul gas pari solo allo 0,5% di quella applicata al diesel.

"Si tratta di un attacco infondato a una filiera molto importante per l'industria e l'occupazione in Europa, in un momento decisivo per il futuro della mobilità sostenibile del nostro continente, nonché importantissima tecnologia di transizione, che può portare a un futuro più sostenibile", ha concluso Ngv Italy.