Trapani, negata doppia paternità ai figli di una coppia omosessuale

Lo scorso 6 marzo il comune di Trapani ha negato la doppia paternità ad una coppia di genitori omosessuali che chiedeva agli uffici comunali "il riconoscimento successivo della seconda paternità" per i loro due figli nati negli Stati Uniti.

Il no, forte e chiaro, arriva dal comune di Trapani, rappresentato dal sindaco Giacomo Tranchida, che nei giorni scorsi aveva negato la doppia paternità ad una coppia di genitori omosessuali che chiedeva agli uffici comunali: "il riconoscimento successivo della seconda paternità" per i due figli nati negli States tramite fecondazione assistita. Una storia che dietro ha un vuoto normativo e che pone un problema sulla posizione che le istituzioni dovranno attuare nei prossimi anni. "Cosa hanno in comune i sindaci Sala, Appendino, Orlando, De Magistris, Pizzarotti, Nardella e tanti altri? Tutelano i bambini, colmando un vuoto lasciato dal Parlamento italiano che non ha approvato la stelchild adoption, lacuna per cui in tanti dovremmo chiedere scusa alle famiglie italiane - afferma Valentina Villabuona, rappresentante dell’associazione Punto Dritto -. Succede che in Italia Sindaci lungimiranti riconoscono le famiglie con due mamme e due papà, perché l'interesse dei minori è superiore a qualsiasi opinione politica. Cosa succederebbe ad un bambino se non venissero riconosciuti entrambi i genitori? che se perdesse l'unico genitore riconosciuto in Italia sarebbe adottabile. Questa è la conseguenza estrema della mancanza di una legge necessaria".

La coppia aveva chiesto al comune il riconoscimento della doppia paternità, istanza che è stata rigettata dal comune siciliano lo scorso 6 marzo. "Succede che anche a Trapani una famiglia chiede di essere riconosciuta e ottiene un diniego dall'ufficio anagrafe che fa male a tutti - prosegue Villabuona -, perché porta l'amministrazione trapanese nel gruppo dei Sindaci che oggi si nascondono dietro le politiche medievali del Ministro Fontana e dell'onorevole Pillon. Sicuramente è una scelta politica brutta, che ci stupisce e che non comprendiamo. Vogliamo pensare che sia stato un eccesso di prudenza da parte del Sindaco Tranchida che è ufficiale di Stato Civile e lo invitiamo a seguire con coraggio quei Sindaci progressisti e democratici che ci insegnano che le famiglie sono tutte uguali, che i bambini vanno tutelati e che i diritti non si negano mai. Invitiamo il Sindaco a ripensarci perché la politica ha sempre il dovere di arrivare prima dei Tribunali, sarebbe una grave sconfitta trascrivere l'atto per imposizione di un giudice, una grave sconfitta che un democratico non si può permettere. Questi bambini trapanesi sono figli di tutti e i loro diritti li tuteleremo tutti insieme, coinvolgendo i consiglieri comunali e la cittadinanza”.

Il sindaco chiede di non strumentalizzare la storia perché: "la questione va affrontata nelle giuste sedi, a partire dal Parlamento - dice il primo cittadino trapanese -. Io non ho mai rinnegato la mia appartenenza al Pd e ho sostenuto Zingaretti, che tra i punti del suo programma ha il superamento di situazioni come queste".

I genitori nel frattempo cercano di spegnere i riflettori su una vicenda che li addolora. La coppia cerca di fare quadrato spiegando che il diniego non toglie ai bambini il fatto che i genitori continuino ad essere due, ma dimezza giuridicamente la famiglia. Diritti e doveri riconosciuti alla coppia sono prima di tutto a salvaguardia dei bambini e garantisce loro una tutela legislativa.

Intanto sui social è partito il tam tam mediatico con una campagna dal titolo #Giacomometticiunafirma, per il riconoscimento delle famiglie arcobaleno del comune di Trapani. In pochi giorni ha già raccolto 1700 firme