Trasparenza ed efficienza premiano l'exploit degli Etf

Dopo un'iniziale diffidenza, anche il canale bancario sta promuovendo questi prodotti che trovano sempre più spazio nelle gestioni patrimoniali e nelle proposte dei consulenti

Dal lancio del primo Etf in Europa nell'aprile del 2000, il settore degli Etf è cresciuto esponenzialmente, anche in una fase di mercato poco favorevole per la raccolta dei prodotti finanziari. «Il costante sviluppo e dinamicità del segmento degli Etf si è affermato secondo molteplici direttrici: per tipologia di investitore, prodotti offerti, esposizioni accessibili, emittenti, quotazioni e volumi di negoziazione.

«Dopo 15 anni si stanno per varcare i 500 miliardi di dollari di patrimonio in gestione a livello europeo; si tratta di una pietra miliare per gli Etf, che stanno per entrare in una fase di maturità: da prodotti di nicchia, questi prodotti sono ora adottati da diverse tipologie di utilizzatori e con nuove applicazioni, anche grazie alla spinta derivante da una più elevata liquidità e maggiori asset in gestione», fa presente Emanuele Bellingeri, responsabile per l'Italia di iShares.

A oggi gli Etf rappresentano comunque ancora una componente contenuta dell'industria dei prodotti di risparmio, ma negli ultimi 15 anni la crescita percentuale è stata di circa il 30% per anno. In particolare, il 2014 è stato un anno record per la raccolta e quest'anno il trend sta ulteriormente accelerando. Quali sono le ragioni di questo successo?

«Posso sintetizzare la ricetta in 3 parole: trasparenza, efficienza e diversificazione. Queste caratteristiche sono peculiari degli Etf e ne hanno sostenuto e continueranno a sostenere la crescita. In aggiunta, gli Etf offrono agli investitori degli ulteriori benefici, che derivano dal loro essere scambiati su mercati regolamentati, ovvero quello della liquidità, e contenuti costi di transazione, spesso inferiori a quelli dei fondi ad indice o dei portafoglio dei titoli sottostanti», spiega Bellingeri, il quale indica le prospettive del mercato.

«In generale, stiamo osservando una sempre più crescente attenzione agli Etf da parte di operatori che, tradizionalmente, non li utilizzavano. In primis il canale bancario: non c'è più quella resistenza che si osservava qualche anno fa quando un privato si presentava in banca chiedendo allo sportello informazioni sullo strumento. Inoltre, dal private banking ai servizi di consulenza, sono sempre più numerosi gli intermediari che propongono ai privati soluzioni che utilizzano anche gli Etf quali, a esempio, fondi di Etf, unit linked o certificati. Oggi gli investitori retail non solo hanno a disposizione molte informazioni su questi strumenti, ma esistono anche soluzioni di asset allocation, consulenze, advisory e gestioni professionali che utilizzano gli Etf, spesso con degli investimenti minimi molto contenuti».

Un altro aspetto di rilievo è lo sviluppo dei servizi di consulenza che, in generale, rappresentano uno dei principali driver per la crescita del settore del risparmio gestito e, quindi, anche degli Etf, strumenti molto idonei per la consulenza in generale e sono molti gli operatori che già li utilizzano.

«Infatti, gli Etf rappresentano degli strumenti efficienti per la costruzione ottimale di portafogli in linea con il profilo di rischio degli investitori: tramite gli Etf si può investire facilmente in alcuni mercati, come a esempio quello obbligazionario, con un'ampia diversificazione grazie alla grande varietà di sottostanti che comprendono tutte le asset class e le aree geografiche investibili. Inoltre, le caratteristiche di liquidità e trasparenza consentono anche una notevole facilità nelle operazioni di acquisto e vendita, elemento importante nelle decisioni di allocazione tattica. Da ultimo, gli Etf sono sostanzialmente privi del rischio di insolvenza, dato che il loro patrimonio è segregato rispetto a quella della società di gestione. Con l'affermarsi e l'evoluzione dei servizi di consulenza a parcella, mista e fee-only , ci attendiamo un ulteriore impulso nell'affermazione degli Etf, quali componenti imprescindibili di un portafoglio diversificato ed efficiente, conclude Bellingeri.