Tre alpinisti italiani sono morti in alta Valle di Susa

Impegnati in un'escursione a 3.100 metri al confine francese, non sono rientrati

Erano stati dati per dispersi nel tardo pomeriggio di ieri tre alpinisti italiani, due uomini e una donna, che erano partiti per un'escursione che li avrebbe portatoi in alta quota sul Monte Chaberton (3.100 metri d'altezza), in Alta Valle di Susa, al confine tra l'Italia e la Francia.

Una denuncia di mancato rientro che era stata data poco prima del tramonto, quando del gruppetto partito da Montgenevre, sul lato francese, ancora non c'era traccia ed era stata informata la gendarmeria transalpina, che aveva compiuto senza successo un primo sorvolo in elicottero prima che calasse il buio.

Scarsa visibilità e troppo vento avevano impedito ai soccorritori di ritrovare i tre e spinto due squadre, una francese e una piemontese del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas), a partire in spedizione con sci e pelli di foca. Un'operazione resa complicata dal buio.

Questa mattina all'alba le ricerche sono riprese e un ulteriore sorvolo ha permesso di individuare i corpi, ormai senza vita, alla base del canale nord-est della montagna. È stata una valanga a trascinarli a valle, probabilmente i traumi dovuti alla caduta a ucciderli. Le salme sono state riportate a valle e affidate alle autorità per il riconoscimento.

Commenti

Klotz1960

Sab, 18/02/2017 - 14:41

Si chiama selezione della specie. Una quota di scriteriati da "fuori pista" muore. Fine del discorso.