Tra Trinitarios e MS13 così i latinos terrorizzano Milano

I colpevoli della violentissima aggressione a colpi di machete farebbero parte di una pandilla, una delle gang di latinos che da anni terrorizzano Milano

I colpevoli della violentissima aggressione a colpi di machete, che ieri sera è quasi costata l’amputazione di un braccio a Carlo Di Napoli, potrebbero far parte di una pandilla, una delle gang di latinos che da qualche anno replicano a Milano i comportamenti già diffusi altrove, dalle metropoli statunitensi ai paesi di origine, incluso l’impiego di armi bianche in reati come rapine e aggressioni, come avevamo già raccontato in un'inchiesta qualche anno fa.

Tra le gang più attive a Milano ci sono i Trinitarios. Originari di Santo Domingo si ispirano idealmente ai tre patrioti che resero indipendente la Repubblica Dominicana da Haiti, nel 1844. Ma a parte i richiami a presunti "padri nobili", la gang è conosciuta per la sua ferocia, e gestisce reati da strada come furti, rapine e spaccio di droga. Nel luglio dello scorso anno la Squadra Mobile di Milano ne ha arrestato 13 membri con le accuse di associazione a delinquere, tentato omicidio, rapina aggravata, lesioni personali, spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi. I Trinitarios sono dotati di una struttura fortemente gerarchizzata e vengono considerati una delle realtà emergenti delle pandillas in Italia: il codice dei Trinitarios è nato nelle carceri statunitensi e si è poi diffuso anche in Europa, e si fonda su tre regole basilari, una "preghiera", sette "punti" e 21 "norme", che al di là dell’impronta vagamente romantica non presentano nulla di molto diverso dai codici di altre associazioni criminali.

Per entrare a far parte della gang ci si sottopone a un violento pestaggio, e una volta dentro il proprio ruolo nella gerarchia si riconosce attraverso collane di colore diverso. I Trinitarios, a differenza di altre gang simili, non ostentano tatuaggi, ma si limitano a mostrare qualche volta il simbolo di una mano con tre dita aperte, che rappresenta tanto i tre presunti "patrioti fondatori" che il gesto della pistola. Gli ordini sui colpi da effettuare e i regolamenti di conti vengono di solito impartiti attraverso un codice numerico che gli investigatori sono riusciti a decifrare dopo gli arresti dello scorso anno. Dopo gli arresti del 2014 la gang sembrava decimata: tra gli arrestati c’erano anche i capi, detti «Supremo d’Italia»: si tratta di Ogardo Ramirez, 22 anni, detto «El Flaco», e Jonathan de la Rosa Paniagua (29 anni), leader del gruppo fino al 2012.

I Trinitarios sono nemici naturali di una gang storica come i Latin Kings, e le indagini del 2014 si erano concentrate sui Trinitarios dopo l’accoltellamento di due Latin Kings, avvenuto nel febbraio di quell’anno alla fermata «De Angeli» della metropolitana milanese. L’agguato, secondo gli inquirenti, era una ritorsione per l’omicidio di un Trinitario ucciso a Cinisello Balsamo tre anni prima. Nel corso delle perquisizioni a carico dei 13 arrestati gli inquirenti avevano trovato diverse armi bianche, tra cui coltelli, mazze da baseball e tirapugni, ma anche una pistola, e avevano dimostrato che nel 2012 si era svolta a Milano una riunione di diversi esponenti dei Trinitarios a livello europeo.

L’altra gang emergente è quella Ms13 o "Mara Salvatrucha". È una pandilla originaria di El Salvador che si è diffusa a Milano, in altre province lombarde e nella provincia di Novara. Le indagini della Squadra Mobile di Milano che nel 2013 hanno condotto all’arresto di 18 maggiorenni e 7 minorenni hanno anche dimostrato che la gang intrattiene rapporti costanti con la "casa madre" salvadoriana, pur mantenendo una certa autonomia. L’inchiesta era iniziata dopo due tentati omicidi commessi nel 2011, e aveva condotto, tra l’altro, al rinvenimento di quattro machete. Anche i Mara Salvatrucha hanno un "codice" composto da un decalogo di regole, la cui infrazione può anche prevedere la pena di morte. Attivi nelle rapine da strada, nei furti e nello spaccio, gli Ms13 sono anche dotati di un violentissimo codice di iniziazione, che prevede per le donne la sottoposizione a uno stupro. I membri della gang si identificano attraverso un tatuaggio rituale e sono soliti contrassegnare i luoghi dove si riunivano scrivendo sui muri la sigla della banda con la vernice spray.

Commenti

maufi

Ven, 12/06/2015 - 16:04

Io mi chiedo: ma chi ci obbliga a tenere in Italia questa feccia? Ma perchè dobbiamo "accogliere" tutto e tutti? Qualcuno mi spighi per favore...

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viktor-SS

Ven, 12/06/2015 - 19:09

Gang latine??? Questo Paese è morto!

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miladicodro

Sab, 13/06/2015 - 15:27

Bene. A questo punto visto ciò che fanno,sempre impuniti poiché chi li deve giudicare se la fa sotto,portarne un pò nella riserva di San Rossore con i cinghiali,un pò nell'ufficio dell'omuncolo siciliano che dovrebbe vegliare su di noi,l'altra banda dai pifferai renzi,chiamparino,fassino,coi suonatori di grancassa marini e pisapia e poi vedere l'effetto che fa,ah senza dimenticare coloro che fanno la pupù in ogni dove possibilmente coinvolgendo anche la presidenta sperando si convincano che hanno fatto del Bel Paese una cloaca a cielo aperto.

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siredicorinto

Sab, 13/06/2015 - 16:14

Questi hanno solo il loro codice di comportamento.Non possono convivere con noi, sono un cancro per la società. Il cancro lo si combatte estirpandolo.

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bonoitalianoma

Sab, 13/06/2015 - 23:44

Se fossero rimasti al loro paese patrio a quest'ora sarebbero dei Santi: sotto due metri di terra.

piertrim

Dom, 14/06/2015 - 17:48

Quello che più fa meraviglia è il fatto che forze dell'ordine e magistratura, in tanti anni di indefesso impegno, abbiano fatto pochino per smantellare queste bande e ricacciarle da dove son venute. E noi paghiamo i buonisti di tutti i livelli.

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nowhere71

Dom, 14/06/2015 - 20:16

e' incredibile. Sanno chi sono e da dove vengono e nessuno fa niente, ma che paese di mxxxa che siamo.