Il tumore senza confini Fra Nord e Sud ora non c'è più differenza

Finito il tempo in cui in Meridione ci si ammalava meno La malattia colpisce più gli uomini delle donne (54 contro 46%) Attenzione ad alimentazione e comportamenti a rischio

Erroneamente si pensa che il cancro sia una malattia dell'era moderna. Invece il più antico trattato di medicina giunto fino a noi, il Papiro Edwin Smith, già descrive il cancro della mammella. Nel 3000 a.c. però si moriva inesorabilmente di questo male, oggi le cose sono decisamente migliorate anche se la scienza medica non è ancora riuscita ad archiviare i tumori. Così, se ogni giorno in Italia si scoprono 1.000 nuovi casi di cancro, negli ultimi anni, grazie a screening e terapie mirate, molti pazienti guariscono: il 63% delle donne e il 57% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi (soprattutto in tumori frequenti come quello del seno (87%) e della prostata (92%).

Ma accanto ai fortunati o ai virtuosi che stanno attenti a come prevenire diverse patologie, molti italiani fanno spallucce di fronte al consiglio del medico di fare controlli. E così agli statistici non resta che registrare la seguente previsione: nel corso della vita circa un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalerà di tumore. Secondo le stime dell'Associazione italiana registro tumori, nel nostro Paese vi sono annualmente 366.000 nuove diagnosi di tumore (esclusi i tumori della pelle), circa 196.000 (54%) fra gli uomini e circa 169.000 (46%) fra le donne.

Ma di quale tipo di tumore ci si ammala di più? In assoluto il più frequente è quello del colon retto (14%), seguito dal tumore della mammella (13%), della prostata (11% solo nel sesso maschile) e del polmone (11%). Esclusi i carcinomi della cute, i cinque tumori «maschili» sono il tumore della prostata (20%), il tumore del polmone (15%), il tumore del colon-retto (14%), il tumore della vescica (10%) e quello dello stomaco (5%). Tra le donne, il tumore della mammella (29%), del colon-retto (14%), del polmone (6%), del corpo dell'utero (5%) della tiroide (5%).

La malattia non rispetta confini. E' finita però l'epoca in cui si poteva dire che al Sud si campava di più. Infatti i livelli inferiori del meridione stanno gradualmente allineandosi a quelli del Centro-Nord. E il tumore miete ancora molte vittime da Nord a Sud. Nel 2011 i decessi sono stati, secondo l'Istat, quasi 175.000 (99.000 fra gli uomini e 77.000 fra le donne). Con queste cifre il cancro si conferma la seconda causa di morte (il 30%) dopo le malattie cardiovascolari, ma chi sopravvive cinque anni dalla diagnosi ha, per alcuni tumori (testicolo, corpo dell'utero, melanoma e in misura minore colon-retto), prospettive di sopravvivenza vicine a quelle della popolazione che non ha mai avuto una neoplasia. Anche i bambini e i ragazzi tra 0 e 19 anni muoiono di tumore, ma per fortuna i decessi sono circa un terzo di quelli che si contavano nei primi anni '70.

La tendenza dunque è quella di trasformare un tumore in malattia cronica. Infatti all'aumento del numero dei casi di tumore la medicina risponde con terapie sempre più efficaci e mirate, che per alcune forme di cancro hanno aumentato notevolmente le speranze di sopravvivenza o di guarire. Per alcuni tumori, come quelli del testicolo o le leucemie e i linfomi, soprattutto quello di Hogkin, il calo di mortalità è significativo e costante nel tempo; per altri, come il tumore del collo dell'utero, il successo è da attribuire soprattutto alla prevenzione e la diagnosi precoce, per altri ancora l'andamento della mortalità dipende da quanto sono diffusi i comportamenti a rischio. È il caso del tumore del polmone che fa sempre meno vittime tra gli uomini, i quali fumano molto meno di un tempo, e colpisce sempre più le donne, tra le quali purtroppo si è diffusa dagli anni Settanta del secolo scorso l'abitudine alla sigaretta, una volta considerata sconveniente. Lo stesso vale per altre forme di cancro associate, oltre che al fumo, anche al consumo di alcol.

Ma un sano stile di vita può spesso allontanare lo spettro di questa malattia. Molte ricerche confermano una relazione tra dieta ricca di alimenti ad alto indice glicemico e l'insorgenza di diverse malattie cronico-degenerative, quali il diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore (colon retto, mammella, endometrio). Viceversa, un'alimentazione ricca di fibre ha un effetto protettivo contro l'insorgenza del tumore del colon-retto. Mentre le donne che mangiano molti grassi saturi hanno un rischio maggiore di sviluppare un tumore della mammella maggiore rispetto alle donne che ne consumano basse quantità.