Tutte le rivolte dei migranti e gli scontri con gli italiani

Da tre anni a questa parte la convivenza tra migranti e residenti ha portato a scontri e a barricate. Città e periferie a rischio

Le tensioni dei giorni scorsi al Tiburtino Terzo, quartiere della periferia est di Roma, riportano alla ribalta la questione della convivenza tra migranti e residenti. Una convivenza spesso difficile e sofferta, che non di rado ha portato a scontri e barricate. Ecco una cronologia delle rivolte degli ultimi anni.

TOR SAPIENZA, ROMA (2014)

La prima tra tutte le rivolte è quella di Tor Sapienza, a Roma, con polizia e forze dell'ordine costrette a presidiare il centro per rifugiati e minori di via Morandi e a difenderlo dagli assalti dei manifestanti, armati di bastoni, sassi e bombe carta. È il novembre del 2014. Quelle scene, che finiscono su tg e prime pagine nazionali, aprono uno squarcio su una situazione fino ad allora più o meno ignorata dalle istituzioni. Tanto che quando l'allora sindaco Ignazio Marino decide di visitare il quartiere nella periferia est della Capitale è costretto a farsi scortare dalle forze dell'ordine e viene duramente contestato dai residenti.

CASALE SAN NICOLA, ROMA (2015)

La situazione non cambia quando pochi mesi dopo, nel luglio del 2015, sempre a Roma, questa volta nella periferia nord, dopo giorni di forte tensione e quasi 90 giorni di presidio dei residenti, esplodono scontri e violenze fra i cittadini che si oppongono all'arrivo di un gruppo di rifugiati nel centro di accoglienza allestito in un'ex scuola e le forze dell'ordine inviate per proteggere i pullman coi i migranti. A fine giornata il bilancio è pesante, con arresti e denunce tra i manifestanti (tra cui diversi esponenti di CasaPound) e feriti fra residenti e forze dell'ordine. Le polemiche arrivano fino alla politica: da un lato l'ex sindaco Marino e l'ex prefetto Franco Gabrielli che non arretrano e dall'altro partiti e movimenti di destra che accusano le istituzioni di agire contro gli interessi degli italiani.

QUINTO DI TREVISO (2015)

Quasi nelle stesse ore la rivolta anti immigrati si espande a macchia di leopardo, a Nord e Sud dell'Italia. A Quinto di Treviso, sempre nel luglio del 2015, si sfiora la rivolta sociale, con i cittadini in strada contro la decisione della prefettura di sistemare un centinaio di profughi all'interno di alcune palazzine già abitate da diverse famiglie. I residenti organizzano la rivolta incendiando mobili e materassi negli appartamenti destinati ai migranti e impediscono agli operatori delle cooperative di portare cibo e coperte ai profughi. Al termine delle violenze, in mattinata, arriva il governatore del Veneto Luca Zaia che si schiera a fianco dei cittadini.

ACERRA, NAPOLI (2015)

La protesta esplode quasi contemporaneamente in un'altra periferia, questa volta alle porte di Napoli: Acerra. Questa volta saranno i residenti ad averla vinta. E' il 18 luglio 2015 quando in città si comincia a vociferare dell'imminente arrivo di un pullman con a bordo alcune decine di immigrati destinati a essere alloggiati in alcune villette. Proprio in seguito alle proteste però, i profughi vengono spostati in un centro di accoglienza a Giugliano.

GORO, FERRARA (2016)

Una "vittoria" per i cittadini contrari ad accogliere i migranti che aprirà la strada a quanto successo nell'ottobre 2016 a Goro e a Gorino, in provincia di Ferrara, nella 'rossà Emilia Romagna. Qui, un paesino con poco meno di 600 abitanti e due negozi di alimentari, i cittadini innalzano barricate per respingere 12 africane, di cui una incinta.

EX MOI, TORINO (2016)

Il 24 novembre a Torino sono invece i migranti a scatenare la rivolta: teatro del caso l'ex Moi, ossia l'ex villaggio olimpico in attesa di sgombero, già al centro di polemiche e violenze, con alcune centinaia di occupanti che scendono in strada sradicando cartelli, lanciando bottiglie e scandendo slogan contro i residenti, dopo l'esplosione di alcuni petardi lanciati da ignoti all'interno delle palazzine.

SAN BASILIO, ROMA (2016)

A dicembre, un nuovo caso a Roma, dove il popolare quartiere di San Basilio si ribella contro l'assegnazione di un alloggio popolare (occupato abusivamente da italiani) a una famiglia marocchina: per impedire l'accesso al palazzo dell'Ater di via Filottramo 15, i residenti alzano vere e proprie barricate, non risparmiando insulti razzisti alla famiglia, con tre figli piccoli, che alla fine rinuncia all'appartamento.

VITULANO, BENEVENTO (2017)

Nel febbraio del 2017 a Vitulano, nel Sannio, il sindaco Pd Raffaele Scarinzi, per impedire l'arrivo di altri 40 migranti, chiude con un cumulo di terra la strada di accesso al centro di accoglienza, salvo poi ripensarci una volta che il prefetto destina altrove i rifugiati.

CASTELL'UMBERTO, MESSINA (2017)

La storia si ripete nel luglio scorso nel messinese, quando sindaco e residenti di di Castell'Umberto scendono in piazza contro l'arrivo nella notte di 30 migranti trasferiti presso un hotel gestito da una cooperativa di Palermo.

BAGNOLI DI SOPRA, PADOVA (2017)

A inizio agosto la protesta dei migranti nell'hub di San Siro, a Bagnoli di Sopra: i richiedenti asilo ospitati nella ex caserma militare chiudono i cancelli impedendo l'uscita dalla struttura di una decina di persone, tra operatori e volontari. Chiedono l'immediato trasferimento dalla base nelle strutture cittadine e lo stop di nuovi arrivi.

BORGONOVO VAL TIDONE, PIACENZA (2017)

Solo pochi giorni fa la protesta a Breno per impedire l'arrivo di una quindicina di migranti minorenni da ospitare in una ex scuola, ora gestita da una cooperativa: una scritta su un muro ('Breno dice no ai neri, alle coop, all'invasionè) e balle di fieno per impedire l'accesso ai locali.

Commenti

agosvac

Ven, 01/09/2017 - 12:46

Il vero problema è che ci potrebbe essere convivenza con chiunque tranne che con gli islamici perché l'Islam non può convivere con nessuno che non sia islamico. Ripeto per l'ennesima volta che contro l'Islam non ho niente purché se ne stia nei loro paesi di origine e non invada l'Italia e l'Europa. Se non ricordo male "islam" significa sottomissione totale ad Allah. Il problema è che nell'islamismo chiunque può autodefinirsi "imam" e predicare le leggi del Corano a modo suo. E nel Corano è scritto che chi non si sottomette, cioè i non islamici, sono passibili anche di morte. E' per questo che non ci potrà mai essere convivenza tra islamici e non islamici. Ognuno se ne deve stare a casa propria, il più distante possibile.

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Ven, 01/09/2017 - 12:51

Islam, migliaia a Napoli per la festa del sacrificio: riunite tutte le comunità per la prima volta Napoli, Piazza Garibaldi: Migliaia di fedeli riuniti per la festa del sacrificio "Questa preghiera è un ringraziamento per Dio" ha detto Amar Abdallah - Imam di Napoli- " Spero che un giorno venga riconosciuta la religione islamica in Italia per permettere la preghiera" Presente alla cerimonia anche il presidente del Consiglio comunale di Napoli Alessandro Fucito: "Una giornata contro corrente, un bel momento di condivisione di pace e di fraternità. In questo speriamo che Napoli possa essere da monito per il mediterraneo e l'Europa".

Ritratto di aresfin

aresfin

Ven, 01/09/2017 - 12:57

Il punto è che il governo di pidioti impone la convivenza al popolo Italiano con un'orda di selvaggi clandestini. Non siamo più padroni in casa nostra e questi animali da zoo sono sempre più esigenti e più violenti. Povera Italia. GRAZIE PD.

fedeverità

Ven, 01/09/2017 - 12:59

Questo è il prezzo per AIUTARE delle persone???? MA VOI SIETE DEI LURIDI MALEDETTI!!!!

vaigfrido

Ven, 01/09/2017 - 13:05

Non mi si venga a dire che noi italiani siamo razzisti e intolleranti . Questa situazione è la naturale conseguenza delle politiche fino a qui perseguite da una sinistra e da una lobby radical chic ottuse se non conniventi e ideologicamente accecate da non so quale sole dell'avvenir ...

GMfederal

Ven, 01/09/2017 - 13:11

RULLI DI TAMBURI SEMPRE PIÙ FORTI...

marco.olt

Ven, 01/09/2017 - 13:11

Mogadiscio degli anno 90, ed anche peggio diventerà l'Italia con il modello di paese che vogliono catto-comunisti, anarchici, e compagni vari

19gig50

Ven, 01/09/2017 - 13:13

Smettetela di chiamarli migranti, sono clandestini parassiti che minano alla nostra integrità.

antipifferaio

Ven, 01/09/2017 - 13:21

Ancora a chiamarli migranti...ma dai...ma non vi sentite un po' ridicoli?...Oppure è la linea del Giornale che deve continuare ad usare il politicamente corretto?...Fatela finita... così perdete sempre più voti...

moichiodi

Ven, 01/09/2017 - 13:21

Mancano castel Volturno 2007 e rosario 2010. (Da tenere sotto il tappeto)

fabiod

Ven, 01/09/2017 - 13:22

DEFEND EUROPE

Frank90

Ven, 01/09/2017 - 13:35

Sono le prime avvisaglie di quello che accadrà su larga scala ai popoli europei a breve.

Pietro2009

Ven, 01/09/2017 - 15:37

Fonti WP-Africa: grandi opportunità economiche, che registra tassi di crescita del PIL superiori al 5% medio annui, risorse naturali ancora non pienamente sfruttate e potenziali mercati.Da noi: Ambasciate quasi di tutti i Paesi, che svolgono attività atte a favorire le relazioni economiche per le grandi imprese e per le PMI:queste ultime accedono a informazioni e contatti altrimenti difficilmente, o troppo onerosamente, reperibili... E gli affari possono essere interrotti per enormi casi di razzismo? Si! l'Italia lo fece con gli USA nel 1891. Perché la Nigeria il Sud Africa ecc non dovrebbero farlo con noi? ENI, Impregilo, Fincantieri...non vivono più nelle capanne come quando c'era Giolitti, stanno crescendo. I ns tecnici ecc sono lì. Riflettiamox

Pietro2009

Ven, 01/09/2017 - 16:08

Fonti WP-Africa: grandi opportunità economiche, che registra tassi di crescita del PIL superiori al 5% medio annui, risorse naturali ancora non pienamente sfruttate e potenziali mercati.Da noi: Ambasciate quasi di tutti i Paesi, che svolgono attività atte a favorire le relazioni economiche per le grandi imprese e per le PMI:queste ultime accedono a informazioni e contatti altrimenti difficilmente, o troppo onerosamente, reperibili. E gli affari possono essere interrotti per enormi casi di razzismo? Si! l'Italia lo fece con gli USA nel 1891. (Eravamo i più linciati dopo i neri) Perché la Nigeria il Sud Africa ecc non dovrebbero farlo con noi? ENI, Impregilo, Fincantieri...non vivono più nelle capanne come quando c'era Giolitti, stanno crescendo. I ns tecnici ecc sono lì. Riflettiamo.

Pietro2009

Sab, 02/09/2017 - 11:30

PER CHI VOLESSE ANDARE A DOCUMENTARSI SUI NUMEROSI e GRAVI FATTI DI RAZZISMO CONTRO GLI ITALIANI CHE PORTARONO ALLA ROTTURA DEI RAPPORTI DIPLOMATICI CON GLI USA NEL 1891 http://www.lavocedinewyork.com/people/nuovo-mondo/2014/12/07/muli-jazz-e-linciaggi-lesperienza-italiana-in-louisiana/ Ognuno di se e del suo popolo dice sempre bene e degli altri a volte no. Noi italiani siamo emigrati e diciamo che eravamo/siamo lavoratori intelligenti buoni colti ecc Ma non è quello che pensavano/pensano gli “anglosassoni” di noi anzi...eravamo ai loro occhi come i neri...è giusto guardare agli altri come venivamo visti? Stiamo sbagliando?