Tutto quello che non torna nel delitto di Loris Stival

Dal movente all'arma scomparsa passando per gli slip e l'eventuale complice

Veronica Panarello ha trascorso la prima notte in carcere, accusata dell'omicidio del figlio di otto anni, Loris Stival. Ma sono ancora diverse le cose che non tornano. A partire dal movente. Inesistente e indecifrabile. Si è parlato di movente sessuale, di presunti abusi in famiglia financo di raptus della mamma. Ma di certezze nemmeno l'ombra.

Poi c'è il capitolo dell'arma del delitto e delle fascette utilizzate per uccidere Loris. Perché la madre avrebbe dovuto insistere così tanto per consegnare la presunta arma del delitto alle maestre? E poi c'è ancora il mistero degli slip. Ritrovati due giorni dopo il delitto davanti alla scuola (in una zona sorvegliatissima dalle forze dell' ordine) che la madre prima dice essere dello stesso tipo di quelle di Loris e poi invece nega. E gli esami della scientifica non hanno ancora dato risultati. Infine c'è sempre quell'ombra di abusi sessuali sul piccolo e l'ipotesi che a ucciderlo siano state due persone.

Commenti

cicero08

Gio, 11/12/2014 - 06:35

Una sola persona non sarebbe riuscita a non fare gridare la povera vittima.