Il locale è chiuso, ma lui vuol mangiare: accoltella il ristoratore

Un 29enne pregiudicato ha accoltellato il fratello di un ristoratore perché non volevano servirgli da mangiare dopo l'orario di chiusura. Già con l'obbligo di firma adesso rischia il carcere

Pretendeva di essere servito a notte fonda nonostante il locale fosse praticamente già chiuso e davanti al rifiuto ha accoltellato il fratello del ristoratore. L'uomo, un pregiudicato di 29 anni con l'obbligo di firma in caserma, è stato denunciato e adesso rischia la misura cautelare dei domiciliari, se non il carcere.

Come riportato da PadovaOggi, l'episodio è avvenuto a notte fonda in un locale di Padova, l'"Istanbul Pizza & Kebab". Totalmente ubriaco il 29enne di nazionalità tunisina si è presentato intorno all'1.30 davanti alla porta con l'intenzione di mangiare. Ben oltre l'orario di chiusura, nel fast food completamente vuoto c'erano soltanto il proprietario e il fratello impegnati nelle pulizie. Alla richiesta, hanno fatto notare all'uomo che l'esercizio fosse chiuso. Di fronte all'insistenza del tunisino l'hanno invitato ad andarsene, ma a quel punto il 29enne sotto i fumi dell'alcol ha perso la testa cominciando a insultare e minacciare i due, fino a quando ha tirato fuori un coltellino e ha colpito il fratello del proprietario.

Scappato via è stato inseguito e identificato dai carabinieri, nel frattempo allertati dal titolare, mentre il ferito veniva portato al pronto soccorso. In Questura il tunisino è stato fotosegnalato, denunciato e considerando fosse già destinatario dell'obbligo di firma quotidiano per i suoi precedenti penali, è stato richiesto nei suoi confronti un inasprimento delle misura cautelari.

Commenti

dagoleo

Gio, 22/08/2019 - 09:11

una preziosa risorsa che ha lavorato tutto il giorno per pagarci le pensioni e che giustamente affamato chiedeva di poter avere un kebab. si vede rifiutare quanto ha richiesto e che voleva regolarmente pagare è comprensibile che abbia perso la testa per l'ennesimo affronto subito. vorrei sentire il qualificato parere della Boldri in merito.