Uccise a sassate la fidanzata incinta. Condannato a 30 anni

Il 19enne ha ucciso la compagna, che si era rifiutata di abortire al settimo mese

Gli aveva confessato di essere rimasta incinta e lui aveva presa a sassate, per poi strangolarla e abbandonare il suo corpo in un fosso. È arrivata la sentenza per Mihail Savciuc, 19enne del Comune trevigiano di Godega Sant'Urbano, che dopo il rito abbreviato dovrà scontare 30 anni di reclusione per l'omicidio della 20enne Irina Bakal, di origini moldave, a cui tolse la vita quando era al settimo mese di gravidanza.

Fu ritrovato a fine marzo il corpo della ragazza, residente in Italia. Era abbandonato alla periferia di Vittorio Veneto, dove si era incontrata con il ragazzo per parlare delle responsabilità legate all'arrivo del figlio. Qui si era scatenta la furia del 19enne, dopo che lei si era rifiutata di abortire. Prima le sassate, poi lo strangolamento, fino a finirla.

Savciuc si era poi allontanato con i gioielli da poco che la ragazza indossava, rivenduti a un "compro oro". Dagli oggetti, riconosciuti dal negoziante nelle fotografie della polizia, gli investigatori erano riusciti a risalire all'uomo che ha ucciso Irina.

Commenti

Brutio63

Ven, 10/11/2017 - 22:16

Da scontare tutti ed al suo paese non in Italia mantenuto a spese del contribuente Italiano !