Usa, dopo 15 anni via libera ai salumi italiani

L'export aumenterà del 17%. Un business da 68 milioni di euro l’anno

Dopo quindici anni di chiusura ostinata cade (finalmente) il blocco doganale. Gli Stati Uniti hanno liberalizzato la commercializzazione dei salumi italiani. Salami, pancette, coppe, culatelli e altri salumi potranno così tornare sulle tavole degli americani.

A far scattare il blocco era stata la malattia vescicolare del suino. Adesso, però, è stata riconosciuta l'indennità sanitaria dall'infezione. Proprio per questo, a partire da oggi, tutti gli insaccati italiani potranno essere importati in America. Le autorità statunitensi di Aphis (Animal and Plant Health Inspection Service) hanno, infatti, riconosciuto ufficialmente l'indennità di Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

L'Assica, l'associazione che riunisce le industrie italiane della carne e dei salumi, lo definisce "un evento epocale". In questo modo è stata, infatti, superata una delle barriere non tariffarie che impediscono il pieno sviluppo delle esportazioni italiane di salumi. Gli allevatori si aspettano un incremento dell'export negli Stati Uniti del 17%. Un business da 68 milioni di euro l’anno che secondo gli esperti potrebbe addirittura arrivare a sfiorare gli 80 milioni.

Commenti

Boxster65

Mar, 28/05/2013 - 12:05

Buona notizia soprattutto per gli americani che potranno gustare le nostre prelibatezze!

benny.manocchia

Mar, 28/05/2013 - 12:25

Non potrete mai capire quanto questa notizia faccia piacere a chi,come me ,vive negli Stati Uniti.Per anni ho dovuto mangiare mortadella di... spugna (9 dollari la libbra,cioe' 453 grammi),aalame (che chiamano Genoa,8 dollari la libbra)come chewing gum senza sapore,mentre il prosciutto,(12 dollari la libbra)preparato dagli scandinavi che vivono nel Minnesota, ha il sapore del sapone per i panni pesanti...Gli americani,siamo onesti,non penso sapranno apprezzare i nostri salumi.C'e' di sicuro un bel gruppo che e' stato in Italia e conosce,ma gli altri,quelli del Centro,del Sud continueranno ad amare il loro baloney,che e'poi la definizione contorta di Bologna,ossia mortadella.C'e' da augurarsi che i prezzi saranno mantenuti...onesti.Se cosi' sara' si prevedono grossi grossi affari. Un italiano in USA per i panni pesanti.

Boxster65

Mar, 28/05/2013 - 13:59

@benny.manocchia Grande Benny, mi fa un sacco piacere che potrai gustare nuovamente salumi davvero Made in Italy. Quando vado all'estero rabbrividisco nel vedere come riescono a rovinare i nostri capolavori storpiandone i nomi, e, soprattutto i sapori. E' giusto che chi continua a gustare Baloney continui a mangiarsi falsi spaghetti conditi con il ketchup!!! Buon appetito Benny!

gibuizza

Mar, 28/05/2013 - 14:06

Ma come? Non potevano entrare negli USA i salumi italiani? E questo cosa è se non protezionismo? Se lo prospetta Bossi tutti a ridere, se lo fa Obama tutti d'accordo! Siamo proprio un popolo di imbecilli!

PS

Mar, 28/05/2013 - 14:19

Benny, non so dove vivi tu - ma sia a Dallas che a NY il prosciutto e' sopra i 23 dollari alla libbra (450g circa) da almeno 10 anni. comunque e' una buona notizia ed anche i chef italiani (per esemio Cesare Casella) che ci hanno rifilato salumi canadesi o speck del vermont potranno finalmente dire che il charcuterie e' veramente italiano. Naturalmente con il corrispondente aumento di prezzo che sarei anche disposto a pagare se trovassi salame morbido all'aglio. Buona giornata a tutti.

Raoul Pontalti

Mar, 28/05/2013 - 14:36

benny la scelta di mangiare porcherie è stata tutta Tua! Perché volevi al supermercato acquistare surrogati che richiamassero il Bel Paese. Ma esistono eccellenti prosciutti francesi e spagnoli tra i crudi e tra i cotti quelli boemi (palatabili per i nostri gusti). L'industria salumiera dell'Europa centrale offre prodotti insuperabili, di gran lunga superiori ai nostri (basti pensare al salame ungherese ad es.). Il "mangiare italiano" non ha confronti se considerato nel suo complesso (ossia considerando la strutturazione del pasto e i vari pasti della giornata e i relativi alimenti componenti i vari piatti, ma sulle singole portate e sui singoli alimenti la concorrenza straniera è forte: formaggi svizzeri e francesi, prosciutti francesi e spagnoli, salumi tedeschi, piatti di carne francesi, tedeschi, etc, e se parliamo di vini, liquori, acqueviti in realtà a ben vedere siamo soccombenti pur difendendoci bene. Ora fanno ottimi vini persino negli USA, Sudafrica e in Australia e il cognac (brandy fuori dalla Francia)e l'armagnac restano insuperabili, per tacere di whishky, vodka, etc. Per la birra siamo in compagnia del Burundi in quanto a qualità...(consentitemi l'iperbole). Giusto il nazionalismo alimentare, ma senza eccedere disdegnando ottimi prodotti alimentari stranieri. Ma Tu vivi negli USA benny e allora, pur scontando gli effetti della barbara cucina anglosassone, puoi accedere alle altre cucine nazionali con prodotti locali di ottima qualità, specie quelli carnei.

Ritratto di Reinhard

Reinhard

Mar, 28/05/2013 - 14:39

In america sono vietati gli ovetti Kinder in quanto le sorprese contenute sono state ritenute pericolose per i bimbi... Potranno consolarsi con le armi da fuoco.

billibix

Mar, 28/05/2013 - 15:16

Caro Benny, mi dispiace che non tu non possa gustare le prelibatezze italiane dove vivi negli States. Noi (io e tanti altri) di NY le gustiamo da anni grazie a molti avveduti imprenditori del gusto che tramite i loro businesses hanno contribuito a fare conoscere il vero Made in Italy alimentare. Certo l'America è grande e, continuo a ripeterlo a chi me lo chiede, al di fuori delle grandi metropoli (East Coast) l'America è l'Italia degli anni 60 come arretratezza e infrastrutture. E' sufficente viaggiare a soli 30 miglia da NY e non trovare nulla di alimentare che assomiglia a qualche cosa di italiano. Peccato! Comunque se passi da NY devi assolutamente andare da Eataly o dai F.lli Di Palo (3.a generazione) o da Buona Italia e godere delle prelibatezze italiane. Per non dire dei numerosi ristoranti gestiti da italiani che offrono il meglio del meglio. Siamo in tanti e con mani d'oro, immense capacità di adattamento...e intelletto infinito...peccato che il nostro Paese di origine questo non lo ha mai compreso obbligandoci ad emigrare per vivere meglio.

giuseppe.galiano

Mar, 28/05/2013 - 15:40

Non avete idea di cosa vi siete persi in questi 15 anni..

eloi

Mar, 28/05/2013 - 16:34

Alcuni anni addietro andai a Toronto. Con mio cognato, la residente andai in un supermercato di tale città, islumi esposti al banco "salumeria" erano tutti marcati "Siena". Direbbe ADP che c'azzecca la Toscana con l'Ontario.

vince50

Mar, 28/05/2013 - 17:05

Se non si trova un sistema sicuro e inimitabile,in modo che i prodotti siano certificati al 100% ci sarà ben poco da esportare.Di certo i contraffattori si sono già organizzati,e i consumatori non capiranno mai se prodotto Italiano DOC,oppure cinese o giù di lì.

Ritratto di stufo

stufo

Mar, 28/05/2013 - 18:14

Urca! E pensare che i nutrizionisti italiani vedono nei salumi il maligno come i musulmani ed impazza il kebab e in germania i pizzaioli più o meno arabi ti rifilano la pizza con salsiccia di pollo o il salame di tacchino. Non parliamo poi delle varie discipline intente a tirar giù i massimali di colesterolo o i valori pressori per intossicarti con le statine (si può dire ?). Speriamo che almeno così i produttori del ramo italiano recuperino qualcosa da questa storica apertura.

Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Mar, 28/05/2013 - 18:31

Evviva, mandiamo il mortadella! E che se lo tengano!

Ritratto di genovasempre

genovasempre

Mar, 28/05/2013 - 19:51

Ora capisco perche i militari italiani sono andati in iraq ,afghanistan, e in altri 27 paesi che manco sapevano esistessero.tutta colpa del culatello

MEFEL68

Mar, 28/05/2013 - 21:06

@@ gibuizza - In poche righe il commento più valido. Forse neanche i vari luigipisoli riuscirebbero a contraddirlo.

Ritratto di genovasempre

genovasempre

Mer, 29/05/2013 - 02:15

I salami da noi abbondano comei papponi, laSCIATE PURE CHE SI MANGINO I SALAMI DELLA ROMANIA O DELLA BULGARIA, ma se volete un salame nostrano salame doc sant olcese

Ritratto di edodancer

edodancer

Mer, 29/05/2013 - 02:17

Vivo anch'io negli Stati Uniti e la notizia mi rallegra non poco. Il fatto che sia liberalizzata la commercializzazione dei salumi implica anche che io possa imbarcare un culatello quando torno da queste parti? Un privato potrá a no portare con se' salumi?

Roberto Casnati

Mer, 29/05/2013 - 03:33

Gli americani, intesi come USA, non fanno mai, assolutamente mai, qualcosa per nulla. Che cosa hanno avuto in cambio? Magari vie preferenziali per le loro multinazionali che vogliono inondare il mercato di OGM?

Raoul Pontalti

Mer, 29/05/2013 - 13:52

Guarda Roberto nonché Casnati che questa volta erri (non sapendo di errare) poiché il divieto di importazione negli USA di carni suine e prodotti a base di carni suine come gli insaccati era motivato dalla presenza in Italia (ma anche in altri paesi europei) di una specifica (ed esclusiva) malattia del maiale: la malattia vescicolare come correttamente ricordato nell'articolo.