Vaticano, cardinale cileno a giudizio per presunte coperture

Un altro cardinale viene tirato in ballo nella "crisi degli abusi". Ezzati è stato citato in giudizio per presunti insabbiamenti

Un quinto cardinale ​della Chiesa cattolica, in maniera diretta o meno, rischia di finire in mezzo alla cosiddetta "crisi degli abusi".

Quella scoppiata in questo ultimo anno e mezzo e cui il papa ha cercato di fare fronte convocando un summit straordinario in Vaticano nel mese di febbraio. Pell, che dovrebbe presentare un ricorso a breve, ha ricevuto una condanna che ha fatto scalpore; McCarrick è stato prima scardinalato e poi ridotto allo stato laicale e le accuse che lo riguardano sono ritenute credibili anche dalla diocesi di New York; Barbarin, ancora, dovrà scontare sei mesi in regime detentivo con la condizionale. In questo caso, però, quello dell'arcivescovo di Lione, non si può parlare di veri e propri abusi, come invece è divenuto possibile per Pell e McCarrick, ma di insabbiamenti. Che poi è quello che potrebbe essere contestato al porporato cileno, Ricardo Ezzati, che è il secondo cardinale di quella nazione dopo Errazuriz​, che era pure un membro del C9 di Bergoglio, a essere tirato in ballo per presunte coperture. Ezzati si aggiunge così all'alto prelato appena citato nell'elenco di coloro che verranno o sono già stati ascoltati dalla giustizia della nazione sudamericana. Il Cile è, assieme agli Stati Uniti, all'Australia e alla Francia, il paese dove le cronache sono costrette a occuparsi con maggiore frequenza di questi episodi. Le alte cariche sono coinvolte di rado, ma gli episodi che le riguardano fanno rumore.

Ricorderete come, dopo la visita del pontefice argentino, l'intero episcopato del Cile abbia consegnato nelle mani del Santo Padre le proprie dimissioni. Papa Francesco ha inviato mons. Charles Scicluna, plenipotenziario nella lotta alla pedofilia, dopo le polemiche seguite alla visita apostolica. La stesura di un dossier dell'arcivescovo maltese, nello specifico, ha provocato un terremoto nelle istituzioni ecclesiastiche cilene. Ma perché è spuntato pure il nome di Ezzati? Stando a quanto si legge su Vatican Insider, il porporato è stato "citato in giudizio per 530mila dollari perché avrebbe coperto le violenze sessuali di un prete, padre Tito Rivera, ai danni di un uomo quarantenne nella cattedrale metropolitana". Saremmo, insomma, dinanzi a un ennesimo capo di coperture. Questa volta la diocesi coinvolta è quella di Santiago del Cile, che ha evidenziato pure come alcune segnalazioni sul sacerdote abusante fossero state fatte in tempi non sospetti. Ezzati potrebbe essere del tutto estraneo a quanto emerso oppure no. Fatto sta che la Chiesa cattolica è di nuovo costretta a fare i conti con una notizia di questa tipologia.