La rivolta dei bergogliani contro il nuovo direttore della Sala Stampa

Ora anche la parte progressista della Chiesa cattolica critica una scelta del Papa. Le "perplessità" de Il Sismosgrafo sulle mosse nel settore comunicativo del Vaticano

Il Vaticano si prepara alla successione del "portavoce" del Papa, ma è già emersa qualche reazione sulla nuova scelta di Francesco.

L'incarico di Matteo Bruni, da un punto di vista formale, non ha ancora avuto inizio: la nomina diventerà effettiva lunedì 22 luglio. Qualche critica al neo direttore della Sala Stampa della Santa Sede, però, è già arrivata. Il fatto un po' atipico, rispetto alle consuete dinamiche, è che delle "perplessità" e "qualche annotazione" siano state sollevate, oltre e al di là delle "speranze", da IlSismografo, che di sicuro può essere definito un portale tutt'altro che contrario all'azione da pontefice di Jorge Mario Bergoglio.

Nella semplificazione spesso operata in relazione agli schieramenti vaticani, si è parlato e si parla ancora di "bergogliani" e di "critici del Papa" o di "anti-Bergogliani". In altre circostanza, invece, si procede dividendo i conservatori dai progressisti. Bene, il distinguo può interessare anche il settore comunicativo. E la realtà mediatica sopracitata, che di certo non fa parte di quei blog tradizionalisti su cui, quasi dall'inizio di questi sei anni e mezzo di pontificato, è stato possibile anche approfondire associazioni tra la dottrina promossa dall'ex arcivescovo di Buenos Aires e ipotesi o sentenze di eresia, ha elencato una serie di quelli che possono essere definiti dubbi: "la prima riguarda il fatto che il Direttore nominato per la Sala stampa (che non è l'ufficio del portavoce del Santo Padre) non sia un giornalista". Poi si passa alla composizione della squadra comunicativa, che sarebbe poco attenta alla par condicio e che vede la presenza di un numero di italiani che Lucas Badilla, direttore de IlSismografo, e gli altri, non fanno fatica a notare: se del team fanno parte undici persone, nove di queste sono italiane.

Ma una delle rimostranze rimarcate riguarda i tempi che potrebbero essere impiegati per l'individuazione dei vice della Sala Stampa della Santa Sede, che per un periodo prolungato di tempo è stata diretta da un altro italiano, Alessandro Gisotti, che resterà comunque all'interno della squadra comunicativa del Vaticano. Matteo Bruni - fanno notare - non è un giornalista. E questo è un fattore che, almeno per la fonte "bergogliana", "potrebbe rallentare la scelta del suo Vice che se giornalista difficilmente vorrà stare sotto la guida di un non professionale delle comunicazioni". Non è la prima volta che accade ma, in relazione a una mossa del Papa, è possibile annoverare una critica proveniente da parte progressista, La stessa critica che è stata diffusa su un sito, dunque in maniera pubblica.