Vaticano, ora si parla di fondi segreti in Svizzera

Nuove rilevazioni sulle casse in Vaticano: l'ex revisore generale Libero Milone parla di "conti segreti" in Svizzera su cui stava indagando

Ancora rivelazioni di peso sulle casse del Vaticano: questa volta a dire la sua è Libero Milone, ex revisore generale della Santa Sede, che ha raccontato di essere stato allontanato dall'incarico che ricopriva, un incarico di grande rilievo, per via di una sua specifica attività inchiestistica. Il Dottor Milone, di cui abbiamo già parlato ai tempi della "cacciata", ha infatti fatto presente al Financial Times di aver attenzionato durante il suo mandato"centinaia di milioni di dollari, trattenuti dalla Segreteria di Stato 'fuori dai libri contabili'", così come riportato dall'edizione odierna di Libero.

Una notizia che può rientrare nel quadro generale che sta emergendo attorno alle vicende di queste settimane. Quelle che hanno anche condotto a cinque sospensioni, per quanto questa storia dei presunti conti segreti, che sarebbero stati collocati peraltro in Svizzera, sia spuntata solo ora. Dagli investimenti nei palazzi a Londra alle acquisizioni che hanno avuto luogo in alcuni uffici della Segreteria di Stato: l'aria, per qualcuno, è quella di una nuova Vatileaks.

Ma è presto per trarre conclusioni. Appronfondendo le dichiarazioni presentate da Milone e stando sempre alla versione esposta, sembra possibile dire che qualcuno negli ambienti del Vaticano non abbia reagito in maniera positiva al fatto che quei presunti fondi fossero stati in qualche modo rivenuti. Anzi, Milone ha utilizzato un virgolettato esplicativo per descrivere la situazione che si è trovato dinanzi: "Alcune persone si sono spaventate". E ancora: "Eravamo andati troppo vicino a informazioni che volevano tenere segrete e hanno inventato una situazione per buttarmi fuori". Si spiegherebbero insomma i motivi dietro la mossa fatta all'epoca. Vale comunque la pena rimarcare come la Santa Sede si sia già espressa sull'allontanamento, che è avvenuto nel 2017, rimarcando come Milone avesse "incaricato illegalmente una Società esterna per svolgere attività investigative sulla vita privata di esponenti della Santa Sede".

Siamo insomma a disamine sul caso del tutto differenti. Perché c'è chi ritiene che si sia trattato di un episodio di dimissioni volontarie e chi invece narra di essere stato silurato. Certo è che questi dettagli sui conti segreti, nel caso trovassero conferma, estenderebbero ancora di più la bufera che sembra travolgere la Santa Sede.