Violenza sessuale di gruppo nel Cara, condannati 5 nigeriani per stupro a 25enne

Cinque nigeriani sono stati condannati per violenza di gruppo ai danni di una connazionale 25enne mentre erano ospiti del cara di Bari-Palese nel 2017

Violenza sessuale di gruppo. Con questa accusa, ben cinque cittadini nigeriani sono stati condannati a pene di reclusione, da un minimo di 5 anni ad un massimo di 9, per aver stuprato una connazionale a lungo tempo all'interno del Cara di Bari-Palese nel 2017.

Quella giovane ragazza 25enne - di cui non sono state diffuse ulteriori generalità per ragioni di privacy - era diventata oggetto di desiderio sessuale (turpe, becero ed efferato) da parte di alcuni alcuni compatrioti. Loro, i nigeriani, ne avevano profittato barbaramente, con reiterazione e senza mai mostrare alcun tipo di ravvedimento, mentre erano ospiti del centro di accoglienza per richiedenti asilo nella piccola cittadina pugliese. Lucidi e cinici come rodati cecchini. Spietati, come killer seriali.

La sentenza è stata emessa con rito abbreviato nella mattinata giovedì 12 dicembre, presso l'aula bunker di Bitonto alla presenza del gup di Bari Marco Galesi. Stando a quato si apprende da La Gazzetta del Mezzogiorno, i condannati farebbero parte di un gruppo criminale riconducibile ad una "setta cultista" e rispondono ai nomi di: Olatunde Opaleye, 38 anni, soprannominato "Egbon", a capo della gang; il 22enne Uche Oliver; Henry Sule di 26 anni; Semiu Ogutande di 22; il 23enne Emmanuel Ohenehen e il 34enne Otaniyen Sunday. Nei confronti di tutti gli imputati, l'accusa ha chiesto che non fossero concesse attenuanti generiche data la "brutalità della condotta".

I fatti risalgono al 2017 ma le indagini perdurano da circa un anno o poco più. Secondo quanto accertato dalla Squadra Mobile di Bari, coordinate dalle pm Simona Filoni e Lidia Giorgio, la 25enne – attualmente ospite in una struttura protetta – sarebbe stata violentata, minacciata e picchiata a morte per mesi. Troppi. Inoltre, le autorità predisposte al caso hanno appurato che la giovane fosse già vittima di tratta e riduzione in schiavitù durante la permanenza in Libia, prima ancora di giungere al cara di Bari-Palese.

I condannati, per i quali era stata richiesta in prima istanza (28 novembre 2018) una condanna compresa tra i 9 e i 12 anni di reclusione con le accuse di violenza privata i concorso e violenza sessuale di gruppo aggravata, sono detenuti già da un anno nella casa circondariale di Bari "Francesco Rucci".

Commenti

dagoleo

Ven, 13/12/2019 - 08:20

nessun problema. sono i loro costumi. è una sorta di rito iniziatico che noi non possiamo comprendere perchè abbiamo filtri culturali che ci condizionano nel giudizio. chiedete alla Boldri che questi filtri li ha rimossi da tempo e possiede una visione più illuminata. loro i sinistri sono superiori e sono gli unici in grado di capire.

rosalba cioli

Ven, 13/12/2019 - 09:59

condannare senza se e senza ma quanto accaduto, tuttavia una osservazione al riguardo: ci pensano lo Stato ed i gestori dei vari CARA sul territorio al problema legato alla sessualità di tutti questi giovani e anche purtroppo nullafacenti che sbarcano e poi forse vengono lasciati al loro destino?

Ritratto di UnoNessunoCentomila

UnoNessunoCentomila

Ven, 13/12/2019 - 10:18

Rosalba, la " sessualità di questi giovani " si risolve lasciando i suddetti manzi ad oziare nella loro terra natia.