Viterbo, giovane uccisa dal fidanzato: il bimbo di lui mima il delitto

Maria Sestina Arcuri è morta dopo una caduta dalle scale. Per il Riesame le responsabilità del fidanzato Landolfi sono chiare. Il figlio di lui ha mimato la scena con un pelouche

È stato Andrea Landolfi a uccidere la fidanzata Maria Sestina Arcuri scaraventandola dalle scale di casa della nonna, a Ronciglione (Viterbo), la notte tra il 3 e il 4 febbraio scorso. Il Tribunale del Riesame di Roma non ha dubbi, l'uomo deve finire in carcere.

Non è stato quindi un incidente. Il 30enne romano ha gettato la fidanzata dalla scale di proposito. "Siamo caduti abbracciati", aveva dichiarato l'uomo ai carabinieri. Ma dall'accogliemento del ricorso della procura di Viterbo che dal 15 marzo chiedeva di arrestare l’ex pugile e operatore socio sanitario, ora spunta un'altra verità. Come spiega il Corriere, per il Riesame l'uomo "ha evidentemente mentito".

Le prove

"Tutte le lesioni sono compatibili con una caduta/precipitazione dall’alto", hanno spiegato le consulenze della Procura. La 25enne è morta per un trauma cranico che non avrebbe mai riportato rotolando semplicemente per le scale. E a tutto ciò si aggiunge anche la testimonianza del figlio di Landolfi.

Il bimbo di appena 5 anni era presente al momento della tragedia e ricorda tutto alla perfezione. Così quando è stato ascoltato, il piccolo ha mimato tutta la scena con un peluche di Topo Gigio: il padre ha provato ad abbracciare la donna che lo ha respinto. Poi lui l’ha sollevata oltre il parapetto e lasciata cadere sul pavimento.

Secondo i giudici quindi l'uomo mente così come la nonna Mirella Iezzi che sostiene la teoria dell’incidente. Ma la donna dichiarerebbe il falso per paura, visto che il nipote non è solo indagato per omicidio e omissione di soccorso, ma anche per lesioni aggravate proprio sulla nonna.

Anche le ex fidanzate del 30enne hanno raccontato di essere state aggredite in qualche occasione. Testimonianze che si sommano e che non lasciano quindi scampo a Landolfi.

Per ora però l'uomo resta libero. Il suo avvocato sta già preparando al ricorso in Cassazione.