Yara, al via il processo contro Bossetti

Via al procedimento contro il muratore per la morte di Yara Gambirasio: la ragazza sparì nel novembre 2010, il cadavere in un campo 3 mesi dopo

Comincia oggi davanti ai giudici della Corte d’assise di Bergamo il processo a Massimo Bossetti accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Già numerose troupe televisive si sono posizionate fuori dal palazzo di Giustizia bergamasco per seguire il dibattimento a cui si è giunti dopo oltre cinque anni dalla scomparsa della tredicenne che fu trovata uccisa tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola, il 26 febbraio del 2011. Ingenti le misure di sicurezza e aula interdetta a tablet e telefoni cellulari.
C'è Bossetti, che intende seguire tutte le fasi del processo ma non ci saranno, con tutta probabilità, i genitori della ragazza uccisa che hanno fatto sapere che limiteranno la loro presenza solo per testimoniare.

In aula non potranno esserci nemmeno la moglie del muratore arrestato nè la madre che sono state citate come testimoni. Una dei primi problemi che si presenterà alla Corte è quello dell’ammissione delle telecamere in aula. La famiglia Gambirasio e il pm Letizia Ruggeri sono contrarie.

I difensori bossetti contano di smontare cercando di far cadere quella che finora è stata considerata la “prova regina”, ovvero un frammento di Dna ritrovato sulle mutandine e sui leggins di Yara che corrisponde alla traccia biologica del muratore, unica ad avere una corrispondenza di 21 cromosomi su 21 tra miliardi di miliardi di miliardi di individui. Difficile attaccare una prova del genere, sebbene così minuscola da essere considerata irripetibile e con un aspetto risultato controverso per la differenza rilevata tra il Dna nucleare, ovvero al centro della cellula, e quello mitocondriale, cioè periferico, delle cellule analizzate. Un aspetto fondamentale secondo gli avvocati, irrilevante secondo gli esperti del laboratorio di genetica forense di Pavia.