All'armi siam nascisti

Si è spento lo spirito di natività e il gusto di partorire: persone, opere, idee

Vedevo l'altro giorno in una masseria un bambino di pochi mesi che gattonava con una rapidità gioiosa, cercava ogni tanto di alzarsi e tendeva la mano verso il cielo. Era uno spettacolo bellissimo, quel cucciolo d'uomo, la promessa di una vita sorgiva che albeggiava alla scoperta del mondo. Ho pensato in quel momento che per uscire dalla crisi e dalla sfiga che ci avvolge ci vorrebbe un movimento civile, politico e culturale nascista. È oggi il tema centrale, d'Italia e d'Occidente: si è spento lo spirito di natività e il gusto di partorire. Persone, opere, idee.

Si contano i declini, gli aborti, le demolizioni, la vecchiaia e la perdita; non c'è animo per fondare, costruire, proiettare, procreare. Famiglie striminzite, grandi imprese sparite, voluttà di decadenza, tutta una conta di cadaveri. Ci priviamo della grazia dello stato nascente e degli amori sorgivi.

Abbiamo il record di denatalità, segno che non si ama il futuro e si vuole finire coi presenti. L'assillo del pianeta è invece l'eccesso di nascite, la sovrappopolazione. La vitalità di un Paese si misura dal desiderio di veder nascere e fiorire, inseminare e generare. La base di una società, il senso più vivo della sua continuità, è essere eredi gravidi, cioè figli di storia e madri di futuro. La nascita è un progetto di vita, è un'apertura al mondo, alla storia e all'avvenire. Ci vorrebbe una corrente nascista, opposta al nichilismo, al cupio dissolvi, al desiderio d'estinzione. Ingravidate il futuro. All'armi siam nascisti.

Commenti

Kairos

Mer, 10/09/2014 - 15:55

Trovate che è volgare se dico che si scopa senza scopo? Beh, per una volta si può. La popolazione si affievolisce di numero? Ci pensano gli immessi (non è vietato, vero) a celebrare qui, nello spazio che lasciamo libero, il rito a norma di natura. Siamo, ormai, al terzo atto del musical “Aggiungi un posto a tavola”. E noi!? Noi, niente, no problem, basta che ci integriamo; integrati sì, integralisti no. Non è poi tanto difficile imparare a fare le stesse cose loro, a cominciare da come tenere a freno le nostre figlie, sfacciatelle all' occidentale, e fargli la festa se non si adeguano alla sante usanze. Che l' occidente peccato mortale iè. E fu. E domani, morto sarà.

EL AMOR BRUJO

Mer, 10/09/2014 - 16:23

In effetti, in quanto tutti tenuti alla integrazione con gli immischiati (nemmeno questo è vietato, vero?), in nome della legge e delle furie di sangue di qualche esaltata persona, siamo tutti parcheggiati in una speciale cassa integrazione. Nel frattempo che finiscano di allestire i campi di rieducazione sul modello pol pot dove ci interneranno, al bisogno e per i tempi necessari. Per i riottosi sono previste pene corporali a partire da quella base: lavare e stirare le camicie ascellarpuzzolenti ai leader. Stanno già scegliendo le location; hanno già bandito gli appalti per le strutture. I kapò li sceglieranno sul campo tra i più studiosi e i bravi macellai che disporranno in loco di scannatoi ultimo modello.

Luigi Farinelli

Mer, 10/09/2014 - 19:50

Decenni di radical-femminismo al grido di "la maternità è un handicap della natura contro le donne che per essa non possono fare carriera" e l'imposizione della società del consumismo illimitato "lavorare di più, per guadagnare di più, per produrre di più, per lavorare ancora di più, per guadagnare ancora di più, per produrre ancora di più..." hanno lasciato il segno. Il sistema va in tilt proprio laddove si spinge a lavorare di più imponendo la denatalizzazione del pianeta: la società e l'economia non riescono più a trovare un giusto equilibrio e fra pochi anni (come avverte anche l'INPS) il sistema occidentale andrà a catafascio. La cosa era stata prevista dai cosiddetti think tank di David Rockefeller (il famigerato Club di Roma) che aveva programmato la decrescita graduale (economica e demografica) del pianeta: quella demografica attraverso la diffusione del femminismo radicale (costruito a tavolino nelle università americane, sempre con soldi Rockefeller, Rothschild, Soros mescolandolo alle ideologie engeliane dell'ex URSS,quelle della donna sempre oppressada marito, figli e matrimonio, a meno che non abbandoni la famiglia e divenga una buona schiava lavoratrice con falce e martello). Oggi si spinge a imporre alla donna la stessa cosa mettendole in testa che se non va a lavorare non si emancipa. La conseguenza è stata: spinta all'aborto libero, sterilizzazione forzata di massa in molti Paesi, distruzione della famiglia naturale, sostituita con unioni promiscue sterili, eutanasia. In Italia siamo proprio messi male in questo ma allegri: colà dove si puote, nel ventre dei lindi palazzi del potere (ONU e EU) i luciferini costruttori della futura (ormai molto prossima) società del nuovo ordine mondiale si sfregano le mani. Stanno costruendo una società di POCHI ma RICCHI; di IMBECILLI INTEGRALI SCHIAVI DEL NUOVO SISTEMA e di chi ha dato vita a tutto questo: anch'essi POCHI, ma autoelettisi GUIDA delle ricche galline d'allevamento in batteria. Bè, ci si potrà consolare che il becchime verrà sempre dato ad ore fisse (finchè le galline torneranno utili al sistema.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mer, 10/09/2014 - 20:10

Capisco che mi sto mettendo in una situazione difficilmente condivisibile, ma questa volta (e spero solo per questa volta) non riesco a seguire la posizione di Veneziani, peraltro assolutamente sana, positiva, pulita, oltre che, naturalmente, condivisibile dalla maggior parte, anzi praticamente da tutti i commentatori. E' ormai assodato che ci penseranno i 'nuovi' italiani a 'rifare' il sangue di questo popolo, che, tuttavia, credo non ne abbia assolutamente bisogno, dato il livello ormai definitivamente stabilizzato da secoli dell'identità e della formazione etico-etnica, e l'impareggiabile contributo culturale da esso dato alla Storia dell'Umanità. Lei, Dr. Veneziani parla di un bambino che 'gattona' in una masseria. Ho davanti a me una pubblicazione del 1979 con delle fotografie di alcune masserie del tarantino e, sinceramente, le trovo straordinarie nel loro abbandono. Quell'abbandono, intendiamoci, che ancora odora di quella vita si era allontanata da loro, in fondo, non molti anni prima e che, quindi, aveva creato un equilibrio irripetibile durato dall'inizio degli anni '60 alla fine degli anni '70, che oggi non sarebbe più riscontrabile; oggi che le masserie (quelle poche che ancora non sono diventate agriturismi per il 'grasso matrimonio indiano') sono ormai ridotte a larve, mozziconi di muri senza più alcuna suppellettile (rubate da tempo), immondezzai affumicati e tane di sbandati. Certo, se devono essere così, tanto vale che qualcuno le restauri e le abiti. Però, come rimpiango quell'epoca in cui una dimora abbandonata dava quel sentore poetico di vita appena trascorsa, quella suggestione di 'fantasmi' che frequentano quel luogo: un'epoca irripetibile ormai per sempre. Lei, Dr. Veneziani, vedendo un bambino che 'rianima' una masseria, ci esorta ad abbandonare la 'cupio dissolvi' e a uscire dalla depressione e a proiettarsi nel futuro. Probabilmente ha ragione. Ma io vedo una visione profondamente culturale e malinconica nelle immagini di masserie di quarant'anni fa e sono così inattuale e inutile nel mio vagheggiamento che arrivo a dire: "Non è detto che un paese abitato sia più vivo di uno abbandonato"!

Bianchetti Andreino

Mer, 10/09/2014 - 23:48

Non è che "ci priviamo della grazia dello stato nascente e degli amori sorgivi", ma tutto ciò viene distrutto, viene rubato, viene calpestato, ogni volta che si tenta di superare le barriere o i reticolati che ci separano dal futuro o da un passato recente. Seleziona oggi, seleziona domani; progredisci oggi e progredisci domani, alla fine della fiera quel "cucciolo d'uomo" che alza la manina al cielo, se vuole sviluppare la propria vita ha bisogno di una intera masseria o di più masserie, perché non gli è sufficiente fare il contadino, l'allevatore, il boscaiolo, il viti-cultore, ma per sopravvivere deve fare pure il falegname, l'operaio, il commerciante....secondo le moderne richieste del mercato del lavoro. E' il mercato che stronca le nascite. E' il mercato che decide se tu sopravvivi o no. E' il mercato che decide una stabilità familiare o no. Una volta esisteva solo una selezione naturale, oggi se ne aggiungono una strutturale, una economica, una culturale, una etnica, una religiosa, una militare....Il progresso, poi, vuole crescere quel bambino perfetto, senza difetti di sorta, senza tare ereditarie, senza lacune, senza nei e possibilmente con un curriculum devastante colmo di titoli e di masters... quel bambino non è più un uomo ma un robot superdotato, un super-main terrestre. La differenza della masseria di una volta e quella della masseria di adesso sta nell'aver invertito le mansioni e i ruoli di quel bambino. A quella creatura gli abbiamo tolto il gioco, la spontaneità, la libertà, gli abbiamo proposto spesso una sessualità distorta, coi genitori e nonni aritmetici, nel senso di 1, 2, 3. Non c'è più la natura originale nella moderna "masseria", come non c'è più il toro da monta, ma il veterinario con fiale e provette. Altro che "gattonare" per terra, oggi se il pavimento o la ceramica non sa di "Amuchina" ti confinano nel girello o peggio ti fanno annusare qualche benzodiazepina che addormenta, poiché piangere e strillare disturbano il condominio.

michaelsanthers

Gio, 11/09/2014 - 01:28

l'italia è un paese tristissimo,trovare uno che sorride è quasi impossibile,una volta eravamo allegri

Ritratto di brunodoimo

brunodoimo

Gio, 11/09/2014 - 07:36

in termini di Marketing: siamo un prodotto maturo e occorre rinnovare la gamma, da zero

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Gio, 11/09/2014 - 08:07

Rosario Francalanza, voglio essere sincero: ho letto e riletto il Suo commento ma temo che mi sfuggano ancora i sensi esatti delle riflessioni alle quali, pertanto, non posso replicare né ad adiuvandum né ad opponendum. E, tuttavia, non mi piace rinunciare ad un piacevole conversare, convito che la comunicazione e lo scambio di idee siano pane quotidiano per il pensiero e le idee. Forse Lei conserva una visione oleografica di certe realtà ambientali che devono aver colpito una Sua vena d’arte? Alimentata dal rimpianto determinato dal forte contrasto con diffuse situazioni attuali. D’altro canto, la sintesi del Suo pensiero è mirabilmente tenute in quel ”Non è detto che un paese abitato sia più vivo di uno abbandonato” e solo a questo riesco a riportarmi con un certa sicurezza ermeneutica. Detta Sua interpretazione mi evocano immagini di particolari affascinanti dipinti paesaggistici di ruderi di storia e denota, forse, una Sua vena d’arte che sa di Romanticismo. Davvero raro al giorno d’ oggi. Eppure, sempre che non mi sfugga qualcosa, non rilevo sostanziali contrasti con le considerazioni di Veneziani ma piuttosto apprezzabili complementi. Mi piacerebbe saperne di più e farmene un’ idea più precisa.

Ritratto di dlux

dlux

Gio, 11/09/2014 - 08:27

Quel che è triste, caro Veneziani, non è la diminuita natalità in Italia, perché quella va avanti alla grande: provi a chiederlo agli albanesi, ai rom, ai cinesi, ai magrebini, ai centroafricani, ecc. ecc. presenti a vario (!) titolo in Italia. Quel che è triste, dicevo, è la posizione, rispetto a questa situazione, della generalità del popolo italiano, che non ha mostrato in modo deciso di soffrire per le conseguenze. La perdita continua ed ineluttabile di italianità, con le sue tradizioni di cultura, arte, genio ed altre specificità che solo qui era possibile trovare, per non parlare della religione, sembra non faccia né caldo né freddo. Riguarda certamente l'Italia, ma è tutto l'Occidente che si è dimostrato debole ed inerme nei confronti di questa massiccia invasione, della cui drammaticità nessuno sembra volerne rendersene conto.

Giacinto49

Gio, 11/09/2014 - 09:59

Il fatto è che si è andato sempre più affermando uno stile di vita che porta a considerare la famiglia e i figli un ostacolo alla voglia quotidiana di divertimento. Troppi svaghi (ormai siamo addirittura alla pubblicità televisiva del gioco d'azzardo via telefonino)indeboliscono il carattere e si perdono di vista i valori della vita (famiglia, figli, lavoro (!?!)). Per conto mio, parafrasando l'"all'armi siam nascisti", ripristinerei, questa volta per ragazzi e ragazze l'uso del rimpianto..... "all'armi siam borghesi".

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Gio, 11/09/2014 - 10:43

Su questo cucù, come in alcuni interventi, aleggia una sensazione di allarme. AIUTOOO si sta perdendo l'italianità (contento aristofane?) Ebbene, amici cari, rendiamoci conto che quando la décadence di un popolo raggiunge i limiti estremi è giocoforza che esso sparisca per lasciar posto ad un altro più sano e vitale. E' una legge darwiniana. Non disperiamoci, quindi. L'umanità farà a meno dello spirito italiano. E non ne soffrirà la mancanza.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Gio, 11/09/2014 - 10:56

Caro Rosario, inalterati i miei buoni sentimenti, riconosco nella corretta disamina di Michele il mio stesso pensiero. Miratamente alla questione sollevata da Marcello invece, io mi dissocio dalle sue 'istanze'. Trovo naturalissimo e positivissimo questo stravolgimento razziale nel nostro Bel Paese. In fondo, cosa ci ha dato finora questa identità italica? Cosa ha prodotto questa fanatica borghesia intrisa di ambizioni di immagine, causa, come nell'Ecclesiaste 'vanità delle vanità, tutto è vanità'.? Esattamente, questa criminale magistratura che stupra e violenta il popolo come nemmeno Frankenstein farebbe. Questi spregevoli figuri sono il prodotto della nostra cultura. A questo bubbone seguono tutte le altre mostruosità dell'attuale Sistema. Occorre quindi rinnovare, innovare (forse proprio nel cambiamento del plasma) la popolazione italiana. Come se un flusso nuovo di 'sangue' proveniente dalle immigrazioni da tutta la Terra, venisse a sostituire il vecchio, aprendo in tal modo una nuova pagina della Storia dei Paesi, dell'Italia. Nuove 'forze', nuove identità. Nuovi concetti giuridici, quindi sociali. Certamente, passaggio, questo, impegnativo. Ma, guardiamo oltre. Oltre quelle masserie d'un tempo. Dietro la cancellazione di una tradizionale abitudine, c'è il nuovo, portatore di avanzamento. D'altronde, è impensabile la stagnazione di una cultura, perché diventa prima o poi infetta. Ecco perché io accolgo ottimisticamente ogni flusso, anche se momentaneamente 'scomodo'. Andrebbe scritto un bel libro per sviluppare questo mio incipit. -riproduzione riservata- 10,53 - 11.9.2014

Mariacarla

Gio, 11/09/2014 - 12:23

Purché si tratti di evoluzione naturale, innaturale tentare opposizione o resistenza da riservare alle involuzioni, alle aggressioni invasive, rapidissime, traumatiche. Anche Alessandro, Napoleone, Hitler ci provarono. Ma la domanda è se stiamo davvero vivendo l' evoluzione o altro. Non ogni evento o fenomeno è da considerarsi naturale per il semplice fatto che accade. A partire da quelli demografici che, nella lunga storia dell' umanità, hanno impegnato millenni o almeno qualche secolo; quelli più rapidi hanno determinato sempre violenti e sanguinosi contrasti e situazioni instabili in quanto dovuti ad un rapporto di forza. E non credo che possa parlarsi di legge del più forte che ( giuridicamente riconosciuto) è una non legge in quanto non garantisce né ordine ne pace, essendovi sempre il pericolo di unico scontro per la sopravvenienza di una forza ancora maggiore, e così via. L'Umanità e la civiltà non possono essere caratterizzate da permanenti stati di guerra offensiva e/o difensiva. Almeno lo sforzo per vivere pacificamente secondo regole maturate nel tempo deve essere impegno di ogni essere che abbia superato gli standard del prelogismo cavernicolo, sempre in agguato. Una prossima guerra totale interesserebbe direttamente o indirettamente tutti. Non vincerebbe nessuno e torneremmo alla primordialità. In questo senso non è male che certi fenomeni vadano controllati e ben governati con lungimiranza e coraggio. Ripeto: non tutto ciò che accade è da accettare passivamente come naturale. A chi dice di spalancare tout court le porte, un invito a cominciare da quelle di casa propria, per il buon esempio. La mia e quella di altri le ho difese davvero, e ci tengo ancora.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Gio, 11/09/2014 - 13:18

Se non si guarda la politica con “occhio economico” si rischia di capirne poco. Ora la domanda è: perché l’Italia (e l’Europa) è invasa da stranieri in cerca di lavoro (ma anche di easy money)? La risposta in genere è che fuggono dalla miseria, dalla guerra ecc. Questo può essere vero ma non spiega i motivi per cui noi dovremmo accoglierli. E pensandoci bene si capisce che l’accoglienza e la solidarietà sono finzioni umanitarie e ideologiche. Vi sembra che davvero gli “ASINISTRI” abbiano a cuore l’emancipazione di milioni di disperati? La verità è un’altra ed è che dietro tanti buoni sentimenti esistono ragioni economiche forti. Quali? L’ultimo mezzo secolo è stato caratterizzato da una perdita di potere della cosiddetta “borghesia” in favore del cosiddetto “proletariato”. Lo scontro ora non è più fra questa due classi marxianamente definite, ma fra la global class (che possiede) e la poor class (che ha poco ed avrà sempre meno). È questo il quadro in cui, secondo me, deve essere visto il fenomeno delle immigrazioni, della diffusa paura del futuro che è causa di denatalità. In altre parole si vuole che masse di disperati costituiscano una riserva di forza-lavoro che consenta a chi ha perduto potere (economico) di recuperarlo. Ciò che fa inorridire è che i partiti della sinistra, gli ASINISTRI, favoriscano dietro l’oscena maschera del buonismo, un fenomeno talmente perverso e contrario agli interessi del Paese che affermano di voler tutelare, accettando da una parte l’ingresso di tanti disperati e dall’altra l’uscita di tanti giovani qualificati. Ergo, la situazione che stiamo vivendo è la conseguenza della politica ASINISTRA che da oltre mezzo secolo ha avvelenato non solo l’Italia (contento, aristofane?), ma anche gran parte dell’Europa.

rino biricchino

Gio, 11/09/2014 - 14:11

Farinelli si faccia meno seghe mentali: le donne non fanno più figli non perché c'e' il femminismo creato a tavolino dai nuovi padroni del nuovo ordine mondiale (a che scopo?!), ne perche vengono riconosciuti i diritti civili (i gay sono sempre esistiti e la reputo intelligente a sufficienza per non fare l'assurda relazione diritti ai gay= meno famiglie etero e meno figli!). No, le donne non fanno più figli perché semplicemente il mondo del lavoro e' pervaso dallo squalismo liberista e ciniche logiche capitaliste che spingono per il licenziamento, o alla non retribuzione, appena non si e' più produttivi. .Quando c'era il tanto vituperato statalismo le famiglie figliavano, eccome se figliavano.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 11/09/2014 - 16:59

@rino biricchino- Non sono d'accordo con la sua affermazione finale.Innanzitutto prima procreavano soprattutto le casalinghe, che erano la maggioranza, che non subivano le discrimazioni del mondo del lavoro;che cosa garantiva lo statalismo che oggi non è più garantito, e a chi? Io credo che la denatalità sia causata da motivi soprattutto economici e dal diverso modo di gestire l'allevare i figli, prima ancora che essi nascano.Oggi i giovani non si sposano perché non hanno lavoro o la precarietà non permette un progetto familiare; il lavoro femminile non si pone solo nella prospettiva dell'emancipazione, ma come una necessità economica all'interno della famiglia. Prima ancora che il figlio nasca, alla futura madre bisogna garantire un'assistenza sanitaria ? Bene, lei sa che in alcune regioni non è più possibile sino a gennaio prossimo usufruire di esami diagnostici perché non ci sono più fondi? E lei sa quanto costa ricorrere al settore privato? Una famiglia che abbia già figli, con un solo stipendio, ammesso che ci sia,può permettersi simili spese? O le donne sono carne da macello che dovrebbero partorire nei campi senza nessuna assistenza come una volta e riportare la loro età media di vita a neanche trent'anni a causa della mortalità causata dai numerosi parti? E poi i figli. Prima erano considerati nelle classi inferiori soprattutto come forza lavoro, crescevano spesso abbandonati a se stessi, nell'indifferenza familiare per i loro bisogni fisici e psicologici, s'informi su quanto costa adesso allevare un figlio.Lei dice che lo statalismo garantiva le condizioni per numerose maternità, ma anche ora sarebbe possibile avere quelle protezioni se non avessimo una situazione economica disastrosa,causata in parte dalle ruberie, legalizzate e non, della classe politica irresponsabile , incompetente e disonesta a tutti i livelli, a cominciare da quello regionale. Si fanno tagli alla Sanità, le cui risorse sono consumate in gran parte per immigrati e rom, che in modo completamente gratuito fanno esami a catena, mentre gli italiani stanno a guardare e devono rinunciare a curarsi, e poi destiniamo milioni di euro per l'accoglienza ai 'migranti'.Biricchino, lei che vota pd o peggio, rifletta su tutto ciò e non consideri le donne come fattrici alla catena di montaggio, come sembra suggerire quel suo brutale 'figliavano, eccome se figliavano'

Giacinto49

Gio, 11/09/2014 - 17:59

Non credo che sia corretto attribuire il calo della natalità alle condizioni economiche. Fino agli anni cinquanta le famiglie erano, nonostante non ci fosse ancora tanto benessere, più numerose. Al contrario proprio con l'arrivo di una maggior ricchezza, il numero dei figli è andato diminuendo. Credo che il vero motivo vada cercato altrove. Magari in una diversa percezione del concetto di famiglia? Qui si che ci vorrebbe l'analisi sociologica di cui si parlava qualche giorno fa.

Joe Larius

Gio, 11/09/2014 - 18:08

Come si fa a mettere al mondo figli in una società come la nostra che dopo aver praticamente distrutto la famiglia affiderà la riproduzione alle marxiane "Weibergemeinschaften"? Fortunatamente mi rimane poco tempo per vivere gli strabilianti progressi di una società che non ha neppure il coraggio di difendersi da coloro che la vogliono annientare, ma voi giovanotti (vero rino biricchino ?)..........

Mariacarla

Gio, 11/09/2014 - 18:50

Giacinto 49, osservazioni interessanti. Ricchezza non è mai stato sinonimo di benessere perché quest' ultimo è più strettamente dipendente dalla serenità, e quella - per non essendo di certo cosa da disprezzare – comporta lotta, ansia e fatica per accumularla e più ancora per conservarla; per non dire delle molte patologie somatiche o mentali strettamente connesse alla mancanza di stimoli e di mete che muovono l' individuo verso il miglioramento e lo appagano anche spiritualmente se realizzato. Oggi abbiamo molto di più di ieri, più cose e più servizi che ci rendono la vita più comoda, eppure faccio fatica a trovare individui o famiglie esenti da ansie, tormenti, crisi esistenziali, sicurezza, serenità. Quando eravamo nel tempo della ripresa economica, bastava l' acquisto di una 600, di un frigo Fiat, di un tv, per procurare un tangibile senso di appagamento che oggi non si trova e induce alla corsa agli acquisti in sovradosaggio con l' illusione che l' ultimo ritrovato tecnologico compia il miracolo che ci farà stare bene o uscire dalla intollerabile noia del quotidiano. Siamo dipendenti di cose infinite come infiniti sono i bisogni che ci ficcano sbdolamente nella testa. Ormai la depressione – che non risparmia i ricchi – si sta affermando come il male del secolo. Anche nella sfera emotiva affettiva siamo instabili e orientati verso l' utilitarismo dell' usa e getta; basta non sentirsi più innamorati per dire addio ad un coniuge e spezzare una famiglia. Ci si sposa di meno per una serie di motivi, ma anche perché si è banalizzato il valore dell' impegno solenne a fondare una famiglia e/o per non volersi assumere responsabilità in tali sensi: ben vengano leggi che riconoscano precisi diritti e doveri alle coppie di fatto. Il benessere non è un corollario essenziale della ricchezza, così come il malessere non lo è della povertà. Penso che sia determinante, invece, il verso delle progressioni.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 11/09/2014 - 20:17

@michele lamacchia, effettivamente anch'io, rileggendo il mio post, mi accorgo che, tutto sommato, non è in contrasto con quanto scrive Veneziani ('complementare' Lei dice giustamente). Il contrasto vero, forse, è nel mio 'vagheggiare' un certo 'immobilismo' paesaggistico e il gusto dell'abbandono che, paradossalmente, 'vive' dell'assenza' dell'uomo. Lei mi ha chiesto qualcosa di più su come la penso e quindi è giusto che Le risponda, scusandomi, però anticipatamente se parlo così a lungo di me. Guardi, a considerare la cosa, non credo che il mio sia solo 'romanticismo'. Il romanticismo ammira i ruderi, in genere, come segno di 'passata grandezza', come 'gusto estetico' del rovinismo; io, invece, rimpiango un periodo storico netto e preciso: il ventennio che va dalla fine degli anni '50 alla fine degli anni '70 (la Storia 'va' per ventenni!). Per intenderci mi piace in un modo assoluto l'età dell'abbandono delle campagne, della fine della mezzadria. Ne è derivata la diffusione dei paesi abbandonati, dei borghi dimenticati, delle case lasciate vuote, ma ancora piene delle loro suppellettili; magari anche all'interno di pesi ancora abitati: un periodo che NON si ripeterà MAI PIU' nella Storia d'Italia, in quanto oggi quei borghi o sono in via di completo disfacimento o sono molto chic. Oggi si aggredisce ogni parte del territorio per realizzare insediamenti, e l'immigrazione ci mette, come si dice, 'il carico da 11'. Era una condizione di assenza, di 'vuoto', che ormai vediamo mirabilmente 'cristallizzata' p.es. in quella irripetibile serie televisiva de 'L'Italia vista dal cielo', un'Italia perfetta nel suo equilibrio tra modernità e tradizione, dove il paesaggio aveva ancora qualcuno che lo gestiva nei suoi terrazzamenti e nei suoi pascoli, e, nello stesso tempo, aveva quella sua 'grana' di abbandono, di 'resa' dell'uomo che i filmati e le musiche sembravano sottolineare, come adesso sarebbe assolutamente impossibile. Una specie di calviniana Bauci. Ho fatto appena in tempo, da ragazzino, a vedere quel mondo e mi dispiace che solo adesso, ma fuori tempo, avrei l'esperienza per capirlo e goderne appieno!

Nadia Vouch

Gio, 11/09/2014 - 20:58

Chiunque nasce, si trova in questo mondo per decisione di altri. Io non credo che si nasca per Altro, per qualche cosa di ultraterreno o di miracoloso, bensì e soltanto per altri, di umani, di a volte bestialmente umani. Credo che questi "altri" siano semplicemente esseri umani, con tutte le turbolenze di qualunque essere umano a volte, mentre altre vi sono coloro che si comportano da bestie, violentando donne per esempio. Questo significa che, chiunque nasca e in qualunque condizione psico-fisica, qualsiasi sia il credo o la condizione economica di chi fa nascere tale nuova vita, mai vada etichettato per genesi. Non tutti i figli sono voluti e a volte nemmeno sono desiderati. Se veramente si desidera un figlio, spesso si accetta, qualunque ne sia la condizione. Non sempre si riesce ad accettare, perché è arduo riconoscere di poter essere in grado di mettere al mondo qualcuno che avrà costantemente bisogno di presenza e di assistenza. Se invece si rincorre semplicemente l'idea di un figlio, allora si può scegliere. Non c'entrano i rapporti sessuali, non c'entrano i sentimenti di amore o di non amore: solo di replicazione di cellule si tratta. Ma, poiché noi non siamo solo cellule, qui viene la fregatura. Oppure, accade una sorta di miracolo. Quello che ci permette di affermare che la Vita (con la v maiuscola) è effettivamente un miracolo. Poi, però, questo miracolo, va aiutato, perché non è sufficiente solo nascere per scelta o per caso. Per concludere direi che non basta nascere per sentirsi vivi e non basta essere vivi per sentirsi parte della Vita. Grazie. Cari saluti.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 11/09/2014 - 21:13

@Mariacarla. Tutto vero ciò che lei dice,ma credo che siamo in un vicolo cieco, perché si potrebbe pensare che una situazione economica di tranquillità conduca all'esasperazione dell'edonismo, dell'egoismo, dell'individualismo,alla non assunzione di responsabilità che costruire una famiglia e mettere al mondo figli comportano.Nel caso inverso sono le preoccupazioni ecomomiche, oggettive condizioni di impossibilità a creare un nucleo familiare a determinare la denatalità.Come se ne esce?

rino biricchino

Gio, 11/09/2014 - 21:57

Euterpe lei stà impapocchindo discorsi economici,sociologici, pedagogici e chi piu ne ha piu ne metta. Rifletta lei sul fatto che la situazione economica disastrosa a cui lei accenna, che tra le tante cose non permette anche di fare figli, è stata creata dal liberismo e dal capitalismo selvaggio che accentra la ricchezza nelle mani di pochi. La precarietà del lavoro, che non da sicurezza ai giovani, è figlia delle logiche di sfruttamento liberista del lavoro. Ed il lavoro lo si vuole rendere ancora più precario distruggendo definitivamente l'articolo 18! Gli ideali di cui vi riempite la bocca (liberismo, privatizzazioni, personalismo) sono la principale causa dell'impoverimento dello stato sociale a cui lei fa riferimento perchè sono il viatico dell'accentramento finanziario verso le lobby ed i grandi gruppi di investimento. E l'aspetto tragicomico di questa vicenda è la ricaduta su anche coloro stessi che sostengono quegli stessi ideali. Poi anche il resto, certo; immigrazione incontrollata, corruzione, mal governo. In fine, mi scusi, vorrei che lei non mi metta in bocca cose che non ho detto.

gianrico45

Gio, 11/09/2014 - 22:08

Il trionfo delle nascite non è di casa in un mondo fondato sui fallimenti. Lasciate ogni speranza.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 11/09/2014 - 22:39

@Dario, non riesco a capire il tuo atteggiamento neo-anti-borghese (non farmi dire: 'comunista'!). Permettimi: essere contenti (anzi quasi esaltati) con una vaga 'cupio dissolvi' (che sei abile a dissimulare ma che mi sembra tu viva con inquietante compiacimento) per il 'nuovo sangue' che dovrebbe cambiare questo Paese irripetibile e unico al Mondo, mi sembra una mancanza di rispetto verso quello che siamo stati e, ancora per poco, siamo. Per me l'Italia è fatta da tempo; addirittura dai tempi di Dante, perchè non si spiega altrimenti che, costrutti poetici e citazioni storiche a parte, noi possiamo leggerlo e capirlo ancora per il 90% delle sue parole. Non c'è nessuna Italia da cambiare ma solo da CAPIRE, una buona volta, come è fatta: DA SECOLI DOVREMMO FARLO! Se le parole valgono qualcosa io non vedo una 'nuova' Italia ma solo un''altra' Italia, che fa comodo a chi non vuole capirla; visto poi che parli di 'nuovi concetti giuridici', mi pare davvero una cosa ben diversa (che mi fa anche un po' paura). Non sta a me giudicarla, la sopporto, ma nessuno può obbligarmi a farmela piacere. Dario, pensala come vuoi (è un tuo diritto) ma non svenderti; non far diventare i tuoi discorsi, magari ottimisti, il 'manico' di chi vuole CANCELLARE questo Paese che si avvia ad essere SVENTURATO! A proposito dell'identità apprezzo la semplicità con cui @dlux abbia posto l'accento, tra l'altro, su "La perdita continua ed ineluttabile di italianità" che non viene sofferta dagli italiani nel modo adeguato.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Ven, 12/09/2014 - 09:36

@Euterpe. Alle 21:13 hai chiesto mariacarla" come se ne esce"?. A questo proposito vorrei dirti che secondo me non se ne esce affatto. Questo il Paese in cui gli anti-razzisti e “cittadini del mondo” con la loro retorica filantropica legittimano qualsiasi contaminazione delle nostre tradizioni; dove la moda impone di tutelare le minoranze, ma si manda a ramengo la maggioranza e gli abortisti si commuovono e protestano per la morte di Daniza. Questo è un Paese che ha già deciso di suicidarsi. Quindi non se ne esce.

edo1969

Ven, 12/09/2014 - 11:35

E com'è che in Francia ogni donna fa 2 figli e mezzo in media?

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 12/09/2014 - 11:51

Rino birichino, godiamoci questo raro momento di confronto sereno; lasciamo perdere, per favore e almeno per questa volta, l' uso di locuzioni marginali e di termini e “alternativi” che rischiano di sbilanciare e mandare fuori binari una bella conversazione, sia pure nel nostro piccolo. Considerazioni di varia natura ( che Lei rimprovera a Euterpe ) non mi sembrano elementi a valenza negativa per chi voglia esaminare un problema che presenta aspetti e risvolti sociali, economici e antropologici, esaminati da una molteplicità di angolazioni e valutazioni il più ampia possibile. Non riesco ad immaginare, infatti, la unicità della soluzione per un problema così complesso, dalle cause multiple e concorrenti, dagli orditi interdipendenti e dagli effetti interattivi. Ben vengano vagoni di idee ad arricchire la ricerca, i confronti e la valutazioni. Non considererà mica come un “non avente diritto” ad esprimersi un pensare diverso dal Suo? Alla mia età io ne vado ancora raccogliendo.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 12/09/2014 - 13:20

Rino biricchino, cosa crede, che intendessi fare un discorso altamente specialistico e che non fossi consapevole di accennare ad una pluralità di problematiche in modo sommario e semplicistico? La realtà è complessa,lo so bene, ma almeno nel mio dire non ho raggiunto la superficialità del suo schematismo che riduce tutto all'articolo 18 e al bieco e selvaggio capitalismo, con toni retorici degni dell'epoca stalinista, di cui sembra però che i kompagni italiani che governano siano fedeli servitori e beneficiari. Io ho semplicemente indicato, con un discorso terra terra,ma realistico, le difficoltà di natura economica che 'hic et nunc' ostacolano la volontà di 'figliare', usando il termine che lei predilige, evitando volutamente altre considerazioni su altri temi connessi che non mi sono sconosciuti, che altri lettori hanno adeguatamente analizzato in commenti che lei farebbe bene a rileggersi, tentando di uscire da quell'ideologia in cui sembra incapsulato.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Ven, 12/09/2014 - 14:07

a rino.birichino consiglierei una lettura interessantissima, certo che si schiarirà le idee (che sembrano un tantino confuse). Si tratta di una scritti di Fredéric Bastiat dal titolo "Ciò che si vede e ciò che non si vede". Editore Rubettino. Costo €15.00

Ritratto di Patchonki

Patchonki

Ven, 12/09/2014 - 14:21

Euterpe e Rino birichino, mi sembra che l'ideologia o meglio le ideologie appaiano tra le righe dei vostri interventi! Ognuno vuole portare acqua al proprio mulino ma il,grano è finito ed è rimasto poco da macinare per il 50% degli italiani che possiedono il 10% della ricchezza! altro discorso per l'altro 50% che possiede il 90% della ricchezza! Decidete voi a quali partiti o partitucoli fanno riferimento i due gruppi!

Ritratto di dlux

dlux

Ven, 12/09/2014 - 14:30

Nel leggere molti di questi commenti a me sembra che qualcuno voli, volutamente, troppo in altro. Troppi discorsi aulici, troppo profonfi, che si disperdono inutilmente nella macroeconomia o alta finanza, passando per la sociologia rasentando la filosofia. Come la nebbia, lasciano il tempo che trovano. Il problema è molto più terra terra. Come si fa a mettere su famiglia, e quindi a procreare, se si studia almeno fino ai venticinque-ventisei anni e poi se ne passano almeno dieci a cercare uno straccio di posto di lavoro? Quindi il problema numero uno è la scuola: non svolge appieno il suo compito per fornire le giuste armi onde poter entrare subito nel mondo del lavoro. Il problema numero due è quest'ultimo: il mondo del lavoro. Troppi oneri per chi assume. Pochi posti a disposizione. Troppe domande, poche offerte. E' una giungla. Mettiamoci anche l'aggravante dell'immigrazione massiccia che l'Italia ha dovuto subire negli ultimi anni grazie alle poco illuminate trovate dei nostri amministratori, complice un'Europa sorda da tutt'e due gli orecchi...

lorenzo464

Ven, 12/09/2014 - 14:48

Congo, Guinea, Liberia, Niger...questi sono, evidentemente, i paesi più fiduciosi per il futuro, consiglio il sig. Veneziani a trasferirsi in uno di questi allegri posti, così lo spettacolo del cucciolo d'uomo lo vedrà spessissimo...

Kairos

Ven, 12/09/2014 - 16:04

DLUX, questo è quel che si dice pane al pane e vino al vino. Ce lo poteva dire prima e ci evitava lo sforzo dei voli nello scrivere e quello degli scavi per capire. E a qualcuno pure il nervoso. E' inutile, i papaveri dovrebbero ascoltare di più la gente!

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Ven, 12/09/2014 - 17:17

Caro Rosario, beh, sì, occorre avere una bella fantasia per infilarsi nella 'nuova' Italia. Dante, come Mussolini, come tutti gli altri, chi può negare la grandezza del Popolo di Eroi, di Navigatori, di Poeti, di Scienziati, di Santi ? Chi può negare la grandezza degli Egizi, dei Fenici, dei Greci, di Cristoforo Colombo? Mi fermo qui. La mia prospettazione guardava proprio all'elemento umano affrancato dalla schiavitù dell'eredità, che appesantisce la sua mobilità. Le formule fin qui adottate, ci hanno portato all'impasse, per logoramento. Il nuovo cespuglio umano che si creerebbe in Italia, avrebbe una levità prodigiosa proprio perché non soggetto alla identificazione con la Storia da cui proviene. Ma questo non cancellerà mai il passato e le sue glorie. Ovvio. Sono sempre nell'incipit. Per infilarmi nell'esplicazione più ampia mi serve una pazienza che al momento non ho. Ma, mi serve pure che quanti si apprestano a 'seguirmi' siano predisposti a voler capire. -ripr.ris.- 17,17 - 12.9.2014

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Ven, 12/09/2014 - 17:26

A parte la crisi economica e il fallimento delle varie ideologie del millennio appena trascorso, ma che trascina dentro il nuovo i suoi ultimi micidiali colpi di coda, penso che l’uomo, tutto preso a rincorrere il benessere che la tecnologia sforna senza requie e che lo obbliga ad un aggiornamento infernale per essere sempre “in”, abbia veramente perso sé stesso e tutti i veri valori. Valori che, malgrado il male sempre in agguato, hanno tuttavia preso il sopravvento sullo stesso e ci hanno portato ad una evoluzione che, solo per la frenesia del suddetto infernale aggiornamento, é stata seppellita insieme alla loro forza generatrice di idee. E quando si spegne quella forza anche l’essere Uomo si spegne. L’antico uomo delle caverne, a confronto, é veramente l’Uomo moderno proprio perché sempre alla ricerca di sé e alla scoperta del Creato. Creato che gli pone mille e mille domande sulle quali l’uomo d’oggi si é seduto a giocare con quegli aggeggi infernali che lo trasformerà in un robot-uomo. Solo quando tecnica e scienza cammineranno a fianco dell’evoluzione del pensiero, l’Uomo diventerà tale e tutto si risolverà. Ma al punto in cui siamo, ne passerà di acqua sotto i ponti! Nel 1968 abbiamo lasciato passare il treno della vera evoluzione, per imbarcarci su quella che si credeva una bella e comoda nave. Invece era una zattera sgangherata, rivestita di cartone e di luci colorate per farla sembrare una nave, che ci ha portato in mezzo ad un mare tempestoso.

tzilighelta

Ven, 12/09/2014 - 17:59

Qui da me non ci sono masserie, però ci sono gli "stazzi" siamo in gallura sardegna nord orientale, qualche tempo fa svolgevo dei lavori topografici in un terreno, rilevavo dei confini, muri a secco vecchi di secoli, mi sono imbattuto in un rudere di stazzo, bellissimo, con il tetto mezzo diroccato posto in sommità ad una collina che si affacciava sul mare (la famosa costa smeralda, toponimo inventato da un architetto) a fianco un altro rudere senza il tetto e con all'interno un olivastro che occupava tutta la stanza, siccome sono curioso ho cominciato a rovistare qua e la, non c'era niente naturalmente, però in un ripiano all'interno del muro quello che doveva essere un armadietto aveva alla base una mensola in legno e sopra un paio di fogli di giornale, lo sfoglio, una foto grande con tre marines americani nella didascalia "operazione Lam Son" 1964, seduto in un gradino mi sono letto tutta la pagina pubblicità compresa. 50 anni fa quello stazzo era abitato dai pastori, adesso è stato acquistato da "continentali" amici miei pazzi per l'isola, che hanno (con la mia complicità) comprato e ristrutturato lo stazzo e aggiunto una piscina, ma il fascino non è più lo stesso, il giornale lo conservo ancora. Forse ha ragione Rosario Francalanza "Non è detto che un paese abitato sia più vivo di uno abbandonato"!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Ven, 12/09/2014 - 18:21

Caro #Dario, Perchè ti sei 'fermato'? Perchè dei popoli che hanno fatto l'Italia hai stranamente citato gli Egizi invece dei Romani, razza virile che ha fatto il Pantheon e gli acquedotti, che ha fondato il Diritto romano, si è meritata la fiducia di Gesù Cristo e ha conquistato il 'Mare nostrum' (quello vero)? Non ne saremo più degni noi italiani, ma pensi che ne saranno degni quelli che ci sostituiranno: la razza degli sciacalletti?

Giacinto49

Ven, 12/09/2014 - 18:27

dlux - Condivido il Suo commento nella prima parte. Nel merito: con quello che vedo spendere a moltitudini di giovani, e meno giovani, ogni sera, per intontirsi di fumo e di alcol fino alle ore piccole ci si mantiene comodamente una famiglia e ne avanza.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Ven, 12/09/2014 - 18:43

#Rosella, effettivamente c'è stato un periodo nel quale tecnica e scienza viaggiavano a braccetto: fu al tempo degli antichi Romani. Pensiamo al miracoloso connubio realizzato dagli acquedotti, nei quali l'osservazione scientifica del comportamento dei fluidi veniva utilizzata per realizzare un perfetto meccanismo di gestione e trasporto dell'acqua. E poi è anche arte: guarda un acquedotto romano al tramonto! Prendiamo esempio dai Romani! #tzilighelta, mi stupisco positivamente e La ringrazio di cuore per il Suo apprezzamento!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 12/09/2014 - 20:30

Questa volta mi rivolgo direttamente a lei, Tzilighelta. Il suo post è molto bello e molto l'ho apprezzato.

Bianchetti Andreino

Ven, 12/09/2014 - 22:35

"D'altronde, è impensabile la stagnazione di una cultura, perché diventa prima o poi infetta. Ecco perché io accolgo ottimisticamente ogni flusso,...". Liberissimi di sostenere tali osservazioni, ma a mio modesto modo di vedere, mi sembra di paragonare la nostra cultura a uno stagno, a una pozza, in cui l'acqua ferma marcisce. Come cadavere in decomposizione, causa liquidi e "plasma" senza "movimento". Non si può mai, anzi non si deve mai cancellare una una "qualsiasi cultura", sostituendola con un'altra. Se siamo convinti di eliminare la nostra cultura e pure il "plasma" significa ammettere ed accettare il nostro annientamento, il nostro "essere italiani". In fondo tutte le guerre si combattono per questo, per non rimanere cancellati dal più forte o dai più numerosi. Si è detto e ripetuto più volte, che l'immigrazione non deve essere il "cavallo di Troia" per certi nostri potenziali nemici dal "plasma" decisamente innovativo. Carissimo Dario, quando mai, noi Italiani, avremmo avuto sangue vecchio, nelle vene, da esser sostituito da quello nuovo dei moderni migranti? Fatti coraggio, amico mio, non farti trovare "eunuco" (scusa la parolaccia) prima del tempo. L'amica Mariacarla ti da un ottimo esempio nel difendere le "PORTE" di casa sua, e come altre tantissime Donne Italiane non è neppure disposta a cambiare "plasma". Prima o poi, quando la misura sarà colma, decideremo il "da-farsi".

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 13/09/2014 - 06:03

Noi non dobbiamo guardare all'immigrato nel suo profilo grezzo, dello sbarco. Vuoto della rifinitura culturale che noi possediamo e che " nell'impatto " stride. ( Stupenda la sensazione che si prova vedendo la piattaforma delle ipertecnologizzate navi che si riempie di prototipi umani 'nuovi', portatori di una nuova linfa vitale. Ciò che loro hanno fatto noi non lo faremmo mai. Il biblico mare al quale ci si affida. Noi siamo quasi traumatizzati ad osservare questo incredibile "ingaggio". La percezione di essere noi giunti a dotarci di mezzi avveniristici di civiltà, impiegati in una missione quasi non voluta da noi. Come fossimo estranei al comando che ci perviene da una invisibile entità superiore, assoluta, l'Evoluzione, forte di un 'gene' particolare, -il Principio di Umanità-, che ha la precedenza su tutto. Ecco, siamo quasi robotizzati a svolgere le funzioni di imbarco di schiere di individui traghettati da danteschi caronti, che pare montino sull'astronave della Storia, del futuro. Quasi estranei, anche loro, a questa intraprendenza. ) Tutto questo è l'eccezionale 'negativo' che ci consegna l'incredibile storia umana. Che altro non è che -burocrazia dell'evoluzione- Banale approvvigionamento di rigeneranti geni umani. Questi esseri posseggono una nuova energia, che è promotrice di formulazioni esistenziali più. Basta 'più'. Il loro inserimento fra noi è un'operazione del laboratorio chimico dell'Evoluzione. Così va visto questo strabiliante fenomeno. E già, riuscire soltanto a farlo, ci potenzia, arricchendoci di una nuova cultura, indispensabile per evitare la stagnazione. - riproduzione riservata- 6,03 - 13.9.2014

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 13/09/2014 - 08:18

Tempus_fugit, ho pensato che il racconto della finestra rotta abbia ispirato Monti per l'IMU ,non per incrementare l'economia, ma per distruggerla con 'ciò che non si vede', che purtroppo noi ora stiamo vedendo.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 13/09/2014 - 09:33

Questa volta mi rivolgo direttamente a lei, Tzilighelta. Il suo ultimo post è molto bello e molto l'ho apprezzato. (2° invio)

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 13/09/2014 - 09:40

Caro @Dario, il tuo panegirico della vitalià dell'immigrato l'ho sentito anche da tanti 'poveri di spirito' e spiritosi: è strana questa 'equazione'! Mi auguro che tu lo dica con altri intenti, più positivi (anche se penso con raccapriccio ad "Aggiungi un posto a tavola"). Però, se mi permetti, non mi venire a parlare di 'linfa vitale', 'nuova energia' o di 'cultura': questi vogliono solo i nostri soldi. Se poi, tra qualche anno si saranno imparati a fare il Parmigiano (dubito, ma comunque ammettiamolo) o a dire 'cazzo', belin' o 'minchia' (che ormai lo dicono anche i bergamaschi, oppure se tra vent'anni ci sarà, sul palcoscenico del Sistina, un Rugantino cinese, beh, francamente non ne sentivo la gran necessità. La Terra è piccola. Ormai puoi arrivare dall'altro capo del mondo ma non stupisci più nessuno. Il mondo è in crisi perchè non si stupisce più nessuno, perchè nessuno vuole più responsabilità, ma tutti ci caliamo nel baratro della decadenza e della depressione aspettando al molo ventoso che arrivi una qualche salvezza! Sono però finiti i tempi in cui uno straniero portava novità e cultura in una società isolata! Non cambieremo, ma ci mescoleremo solamente. Col telefonino e con Internet vieni al banchetto già 'mangiato', anche se hai fame lo stesso. Quasi quasi era meglio Attila: sicuramente portava più novità di questa gente!

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Sab, 13/09/2014 - 10:13

@Euterpe (08:18) La tua osservazione è ironicamente e tristemente corretta. Ne aggiungerei un'altra. Sostituisci lo Stato al vetraio sarà sempre tutto chiaro.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Sab, 13/09/2014 - 10:34

@rosario.francalanza (09:40) Anche il presidente napo-letame qualche tempo fa definì gli immigrati "linfa vitale" ... e questo basta per capire tante cose.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 13/09/2014 - 10:49

Certamente. Il ripiegarsi sugli schemi religiosi, sociologici, campanilistici, nel lungo tempo, produce un vizio 'cancerogeno'. L'essersi radicati su formulazioni morali di grande fascino e legittimazione, ha permesso di avanzare nel tempo a tutte le genti della Terra. Ma, in una modalità che in parallelo sedimentava un 'tarlo' nelle tradizioni, altrimenti 'il male' tanto intelligentemente combattuto con i socratici lasciti sarebbe dovuto essere estinto. Invece è peggiorato. Con il chiudersi nel particulare del proprio orticello, si è invalidata ogni altruistica comprensione. Si è deteriorata l'umanità richiesta per con-vivere. Lancio il flash delle metropoli invase da corpi mostruosi, vestiti con braghe orrende, tatuati da horror, con l'intento di abbattere ogni estetica nobile. Questa, la propensione delle masse. Il modello 'gentiluomo' è stato assassinato. Mi capita spesso rivolgermi in luogo pubblico con un tono di voce ed un'inflessione comunicativa di alta civiltà (non ne faccio mistero) e tirarmi dietro le attenzioni di quanti si trovano nel mio raggio d'ascolto, come fossi un animale in via d'estinzione. Gli sguardi mi sono subito addosso, e producono l'effetto di chi sta addentando un corposo pezzo di pizza e rimane immobile, occhi sbarrati. No, non si tratta di 'vanità delle vanità', ma di fenomeni metropolitani odierni che devono essere segnalati. Tutto questo appartiene a ciò che si vuole tenere stretto con i denti. !? Soltanto con una graduale (beninteso) trasfusione di sangue, miniaturizzando le popolazioni tutte, si possono ottenere dei rovesciamenti di asfittiche interpretazioni esistenziali radicatesi proprio nel modello giuridico sociale in uso. L'asprezza e l'inadeguatezza del principio di giustizia con cui 'noi tribunale odierno' somministriamo 'imparzialità' è lo scaturigine di una 'stagnazione ambientale', pur se confezionata nelle fascinose icone mariane a fondo oro. Ironizzo. Il 'meticciato' (d'altronde costitutivo di tutte le famiglie della Terra, penso a Gianni Agnelli figlio di una discendente dei pellirossa), ha sempre 'vinto' nella competizione genetica, da Neandhertal in su. Con questo, non toglie che sono di buon gusto gli addobbi michelangioleschi neniati da armoniose tessiture vivaldiane. Sono sempre all'incipit. -riproduzione riservata- 10,49 - 13.9.2014

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 13/09/2014 - 10:52

Caro Rosario, é vero, la civiltà romana é uno splendido esempio di come finché un popolo, se rimane unito in nome di ideali naturali e maturati attraverso l’esperienza di vita e di pensiero, possa creare cose sublimi che incantano, anche se i secoli che passano le trasformano in rovine. Hanno la maestà di un pensiero positivo espresso nell’arte. A te non posso che inviare un forte pensiero positivo carico di auguri. Ciao, ciao. Rosella

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 13/09/2014 - 11:28

Caro @Dario, l'"alta civiltà" riesce ancora ad attrarre l'attenzione delle persone: è questo che, ancora, mi conforta!

rino biricchino

Sab, 13/09/2014 - 12:26

Io sto solo cercando di dire che non possiamo constatare che siamo in decrescita demografica perché lo stato sociale e' diventato più debole ed il lavoro più precario e e far finta che questo non sia il risultato delle logiche liberiste che smembrano lo stato sociale ed azzannano il mondo del lavoro. Possiamo buttare nell'analisi qualsiasi altro aspetto, del tutto secondario perché il punto nodale della crescita demografica di un paese occidentale e' la sua salute sociale e lavorativa. Quando mancano questi due elementi oppure ci sono ma sono percepiti come precari il paese occidentale non cresce più demograficamente. Ho volutamente specificato la nostra continentalità di tipo " occidentale" per distinguerla da altre continentalità che crescono demograficamente pur nella poverta ed insabilita, per reazione, cosa che noi occidentali non siamo poi in grado di fare. Infatti siamo cresciuti demograficamente, in maniera quasi esponenziale, negli anni del boom economico, quando lo stato sociale era forte ed i posti di lavoro sia pubblici che privati non mancavano, ed erano oltretutto garantiti da un tessuto sociale che, pur facendo sprechi, redistribuiva ricchezza, contratti indeterminati e stipendi fissi che creavano la classe media la quale acquistava beni di consumo come automobili, elettrodomestici, mobili, case e seconde case al mare eccetara. E faceva figli.A vantaggio di una industria autoctona sempre piu florida (che non sempre faceva ritornare i soldi allo stato sociale sotto forma di corretta ottemperanza fiscale...). Non bisogna essere scienziati per capire la basilarita di questi concetti. Non serve nemmeno complicare il discorso moltiplicando le prospettive di analisi che dicono tutto e tanto ma alla fine non dicono nulla perché non si arriva mai alla sintesi. Ma soprattutto, non serve essere ne di destra ne di sinistra, ne "incapsulati" in chissà quale spauracchio comunista( che non sono mai stato).

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 13/09/2014 - 13:08

Come, giustamente è stato messo in luce, è la fiducia nella società e il sostegno delle strutture dello Stato che danno una spinta propulsiva e positiva. La cosa veramente angosciante di questo sventurato Paese (non lo è ancora ma lo sarà presto) è che vi è una spaccatura 'trasversale' della società; per cui non vi è tanto una divisione tra classi sociali (ricchi o poveri per intendersi) ma tra 'deboli' e 'forti'. Esiste cioè una divisione tra chi ha accesso ad una vita 'facilitata' a qualunque livello e chi invece ne è escluso. 'Riserve' presidenziali o 'enclave' del malaffare. E' un retaggio atavico di Corti e lecconi, don Rodrigo e bravi, ed è la cosa che, più di tutte, spesso mi frena nel difendere l'identità italiana'. E' la fonte di tutto il 'male di vivere' che giace, nascosto, nelle pieghe di questo Paese. E' qui che Renzi e il 'nuovo sangue' maggiulliano dovranno mettere le mani se, veramente vogliono cambiare l'Italia! Ma ho la sensazione che, ai 'nuovi italiani' (e non solo), quest'Italia piaccia proprio così com'è!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 13/09/2014 - 14:05

@Rino biricchino. Non sono solo le logiche liberiste che hanno determinato il deterioramento economico e sociale, ma dissennati interventi statali e sovranazionali che hanno azzoppato e distrutto il sistema economico. Lo stato sociale era forte perché l'economia produceva ricchezza e secondo lei negli anni aurei del boom economico quali principi governavano l'economia? Non dimentichi poi,per favore,che il suo decantato stato sociale, insieme alla disonestà e incapacità dei politici, ha prodotto quel debito pubblico che ora viene usato come capestro per noi, per cui le vacche grasse sono finite.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Sab, 13/09/2014 - 14:33

Oggi voglio essere gentile. "L'eloquenza fa offedsa alla realtà quando se ne allontana per attirarci troppo a sé" (Montaigne) Va bene così?

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Sab, 13/09/2014 - 14:34

Oggi voglio essere gentile. "L'eloquenza fa offesa alla realtà quando se ne allontana per attirarci troppo a sé" (Montaigne). Va bene così?

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Sab, 13/09/2014 - 14:49

@rino.biricchoino. Una informazione per te, con la speranza ti aiuti a liberare la mente da tanti pregiudizi sul liberismo. In Italia ci sono circa 8500 aziende municipalizzate, oltre 70 ogni capoluogo di regione. Si occupano di trasporti, rifiuti, teatri autostrade, aeroporti, case per anziani, parchi ecc. Di queste 8500 circa 2600 hanno un buco di bilancio pari a 1000 miliardi (2 milioni di miliardi di vecchie lire). Altre 1200 sono completamente inoperanti, ma con presidente, vicepresidente, direttore generale, consiglieri, sindaci ecc. Non fanno assolutamente niente. Servono a girare quattrini a partiti, famigliari, e compagni di merende. Esistono Comuni dove l'assessore alle municipalizzate non ha mai visto un bilancio; semplicemente non glielo fanno vedere. Questo e altro è verificabile nel progetto di riduzione della spesa elaborato dal commissario Cottarelli. Orbene rino.biricchino, sai quali spese sono state tagliate dal boy scout? Sinora, l'unica è Cottarelli. Coraggio rino! Sforzati un poco e capirai anche tu.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 13/09/2014 - 16:15

Parliamo due linguaggi diversi, tu sei tutto preso da problemi idiosincratici. Che io scantono, finchè mi è dato. Io sto parlando dello spostamento delle placche tettoniche. Che mi assorbono di più. -ripr.ris.- 16,15 - 13.9.2014

Joe Larius

Sab, 13/09/2014 - 17:29

Quando la ultramodernissima civiltà contemporeneo/futura dopo aver eliminato la famiglia, assurda istituzione borghese (K.Marx), si renderà conto di essere a pochi passi dall’autodistruzione potrà sempre ricostituirsela avvalendosi degli insegnamenti forniti da un mondo assai più intelligente del nostro e privo di borghesia, quello animale

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 13/09/2014 - 18:05

Caro Joe, se ti inserisci nel dibattito tra me e Rosario, ti pregherei di essere più preciso. Perché io mi tiro la coperta dalla mia parte. Quel tuo 'privo di borghesia' vuole forse essere sinonimo di elemento corruttivo che, pur se vanta gloriosi acquedotti, ha lasciato sporco dappertutto??? Ciao. -ripr.ris.- 18,05 - 13.9.2014

Ritratto di brunodoimo

brunodoimo

Sab, 13/09/2014 - 19:28

la matematica non è un'opinione: famiglia di mio padre = 9 tra fratelli e sorelle; famiglia di mia madre = 9 tra fratelli e sorelle; io = una sola figlia. Siamo 18 a 1....statisticamente parlando siamo già estinti

Agev

Sab, 13/09/2014 - 20:22

Proprio perché siamo "nascisti" .. Vale a dire Esseri Eterni in divenire e consapevolezza vi invito alla lettura di un articolo che ho appena letto e he trovo semplicemente meraviglioso per altezza/profondità/ampiezza .. Gli Arturiani - La soglia del puro amore - .. Buona lettura/meditazione/contemplazione . Gaetano

Bianchetti Andreino

Sab, 13/09/2014 - 22:39

Diciamo pure che "i socratici lasciti" sono stati poco sentiti e studiati, se ancora nel mondo esiste un così grande male da spostare "placche tettoniche" di umanità spossate, ferite, sofferenti. A rimuovere i "tarli" sedimentati nelle tradizioni secolari, non basta l'opera di "Geni Particolari" o particolari interventi chimici dell'amica e nemica Evoluzione. Né l'aspra "inadeguatezza" delle leggi, né "il noi tribunale" potrebbero garantire a queste placche tettoniche di migranti pace di terremoti, calma di maremoti, silenzio di fuochi. Il movimento migratorio attuale produrrà sismi e spaccature incontrollabili tra le diverse Civiltà, tanto da entrare nella storia del terzo millennio, come cataclismi logici, voluti e cercati dalla voglia di libertà di singoli individui calpestati, nei loro continenti, da altri individui mostruosi. E' tanta la fatica e lo studio di cercare la libertà nei propri Paesi di origine, di combattere, di cambiare, di ribellarsi e crescere. Viene più facile "con-vivere" in altri posti, che diventare giacobini in patria: meglio tagliare le teste ai Cristiani, meglio farsi esplodere, meglio esportare moschee, meglio generare "meticci", meglio esportare "plasma" e cultura islamica che ribellarsi alle lobby del petrolio o a quelle militari che gli obbligano a scannarsi tra loro. Sarebbe questa la "placca tettonica" medio orientale destinata a "vincere" nella competizione genetica con l'Europa?

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Euterpe

Dom, 14/09/2014 - 08:29

Dario, una piccola intromissione e poi lascio campo libero. Quali garanzie tu puoi dare intorno al tuo essere libero da 'problemi idiosincratici'? Scusa il mio ardire nel porti una simile domanda,ma se tu ci dessi qualche ragguaglio saremmo più tranquilli.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 14/09/2014 - 10:18

@Euterpe, mi permetto di indicarLe il blog di Vittorio Macioce, sempre su questo sito, sul tema: 'La malinconia degli invitti'. Le estraggo alcune righe che non posso che condividere: " Il colonnello da tempo non combatte più per vincere, neppure per resistere. Combatte per essere coerente con un ricordo: fedeltà disincantata ad un mondo, che per beffa non trova né giusto né bello. È semplicemente il suo".

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 14/09/2014 - 10:44

Ci sono problemi e problemi idiosincratici. Ecco io ne soffro quando mi si pongono queste domande. -ripr. ris.- 10,44 - 14.9.2014

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Dom, 14/09/2014 - 11:25

... e poi c'è anche un disturbo mentale detto megalomania

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 14/09/2014 - 12:46

Dario, " Albo signanda lapillo" la tua risposta. Almeno conosciamo uno dei tuoi 'problemi idiosincratici'.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 14/09/2014 - 12:53

Mi accorgo adesso, Rosario, del tuo commento del 13, ore 13,08. Con il quale smentisci l'apoteosi della schiatta italica che tu hai prima tanto enfatizzato. La spaccatura che tu hai menzionato è una vera frammentazione. Come dire 'non c'è più religione'. Ed il pensiero al 'nuovo sangue', vedo con piacere che ha fatto breccia anche in te. L'ho detto che piano piano, in questo Paradiso Terrestre, camminando insieme, ti saresti potuto convertire. Adesso capirai meglio perché la 'purezza' del sangue 'selvaggio' può essere linfa vitale se trasfuso al nostro viziatissimo. Altro che Cappella Sistina ne verrebbe fuori. Che poi, La Cappella Sistina è il frutto di una fatica fisica immane, che ha impegnato il povero Michelangelo inerpicato sui piramidali trabiccoli, al lume di candela, a spalmare colori. Impossibilitato pure a far pipì nei momenti più sfibranti. Mentre sotto, Papa Giulio II lo bacchettava. Ma, questa è un'altra Italia. Ed ora sembra tu lo abbia capito. E, lo sanno, in pectore, anche questi 'selvaggi' che con grande fierezza approdano sulle 'nostre' coste, consapevoli di essere portatori di pulsioni (plasma) nuove, quasi escatologiche. Non è minimamente importante che loro siano diversi fisicamente in quanto a colore delle pelli ed altro. Ciò che di pregiato esportano sono i loro geni, quei diavoletti che determinano la 'selezione delle cose da fare'. Chimica. Nel futuro cambierebbero anche le estetiche anatomiche, ma in meglio. Nuovi progetti strutturali. Nuovi tracciati giuridici. Nuovi ideali. Non possiamo andare sempre a braccetto con Garibaldi e con gli architetti del preziosissimo Acquedotto. Così come ora sta facendo la pregiata redazione resuscitando Moana Pozzi. E' morta e sepolta, pace all'anima sua. Lasciamola in pace. - riproduzione riservata- 6,38 - 14.9.2014 - Avete notato che mi alzo presto la mattina? Colpa della TV che non produce nulla di accattivante. Però, quando c'è The Mentalist e Elementary io ci sto appiccicato ad occhi apertissimi. Sono estremamente educativi. Io ne ho ricavato cose preziose.

rino biricchino

Dom, 14/09/2014 - 13:14

Il giorno che riusciremo a separare le idee dalla contingenza avremo fatto un grande passo avanti nella scellerata e paradossale lotta, tutta italiana, tra destra e sinistra, visto che l'80% di chi vota destra e' un morto di fame e l'80% di chi vota sinistra e' un ipocrita. Premesso cio mi sembra evidente che lo stato sociale in italia abbia prodotto e continui a produrre spreco,debito,corruzione,baronati e potentati vari. Ma mi sembra anche scontato, per me che sono giustizialista puro, sbattere in galera coloro che vengono beccati, quando vengono beccati a delinquere, senza se e senza ma, senza farci passare nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di andare a far caso al campanile politico a cui il reo appartenga. Dunque ribadiamolo nuovamente a scanso di equivoci: nelle maglie dello stato sociale e nella miriade dei sui organi ed istituzioni si insinua molto facilmente il verme dell'illegalità! Ed allora? Che facciamo? Demonizziamo in assoluto lo stato sociale? Cerchiamo di distruggerlo perché produce brutture? Buttiamo via il bambino per buttare via l'acqua sporca? Cominciamo a pretendere trasparenza e legalità dai nostri amministratori, a prescindere dal campanile politico. La salute di un paese e' tale quando c'e' uno stato sociale sobrio ma forte.Ben venga la proprietà privata e la libertà di diventare ricchi, ma nel rispetto della legalità prima di tutto e della socialità. Basta guardare alle socialdemocrazie del nord europa che riescono a coniugare le due istanze producendo benessere generale, innalzando la qualità della vita, continuando a procreare (da qui eravamo partiti), ma soprattutto NON producendo l'assurda spaccatura tutta italiana guelfo/ghibellina, di stampo beduino da cui purtroppo deriviamo. Detto questo non so cosa altro aggiungere. Chi vuol capire capisca, chi non vuol capire continui a fare il beduino, chi fa finta di non capire ha evidentemente interessi affinché le cose rimandano tali. Chi invece vuol rimanere rinchiuso nel proprio magico mondo se l'andasse a pia' nderculo culo!!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 14/09/2014 - 14:12

@Dario, i 'nuovi italiani' vengono qui da noi proprio perchè quest'Italia è, in parte, come l'ho descritta io nel post che tu, peraltro, mi sembra abbia un po' 'interpretato'! E, ripeto, ho la sensazione che, ai 'nuovi italiani' (e a tanti altri), quest'Italia piaccia proprio così com'è, 'pronta per l'uso' e non sono assolutamente sicuro che abbiano così tanta voglia di cambiarla se non per quello che gli conviene!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 14/09/2014 - 14:47

@rino biricchino- E come non concordare con ciò che lei ha affermato? Il problema sta nel saper individuare quali potrebbero essere quelle forze politiche che vogliano e sappiano opporsi validamente e porre rimedio a tutta quella negatività che lei ha indicato.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 14/09/2014 - 15:17

Rosario, grazie per avermi indicato quella pagina.Quanto dev'essere doloroso percepire , anche se 'invitti', di essere dei sopravvissuti, coraggiosamente inadatti,non disponibili a coltivare illusioni di palingenesi, sia essa genetica o di altro tipo.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 14/09/2014 - 19:17

Dario, come siamo felici per le 'magnifiche sorti e progressive' che tu ci prospetti.

Agev

Dom, 14/09/2014 - 19:51

Egregio e carissimo Dario Maggiulli .. Dal Suo commento del 14 ore 12.53 si comprende una Sua profonda/alta consapevolezza anche se distorta .. la vecchia realtà/mondo fatta di pensieri/forma di mistificazione/distorsione della realtà è terminata per sempre .. Tutto il vecchio potere .. tutte le vecchie chiese che hanno creato questa realtà di miseria economica/spirituale hanno chiuso per sempre .. Non vivranno più su questo nostro meraviglioso pianeta chiamato Terra. La terra è già nata a queste potentissime vibrazioni/realtà meravigliose .. l'uomo farà altrettanto .. Così è Già .. E cosi sarà .. Dove sta la Sua .. chiamiamola distorsione/mistificazione della realtà .. Non sarà certo l'immigrato (lodevole/profonda la Sua comprensione ) che porterà nuovo Plasma/Vivente di vita/vivente .. Bensì i nuovi nati .. I nuovi figli che hanno già il nuovo DNA adatto a vivere le nuove e potentissime vibrazioni e trasmuteranno/trasformeranno completamente la realtà/mondo .. Sono i nuovi figli nati e provenienti da pianeti dove il cosiddetto raccolto è già avvenuto e si sono incarati sul nostro meraviglioso pianeta per la loro nuova esperienza/evolutiva .. Sapranno fare cose inimmaginabili per l'attuale comprensione e trasmuteranno tutta la realtà in armonia con la legge del Uno .. La nuova Era è Già .. sarà l'era evolutiva dell'uomo in divenire chiamata anche l'era/vibrazione dell'Amore o della comprensione .. Nulla sarà più come prima .. Questa è la reale realtà/comprensione/consapevolezza .. Tutti i cosiddetti grandi Maestri l'avevano annunciata da migliaia di anni .. Akhenaton aveva cercato di tradurla già allora in realtà ...Budda .. Il più vicino alla comprensione della Legge del Uno .. Cristo .. F. Nietzsche (Non ti dirò chi in realtà fosse ) .. L'unico che ha cercato di chiarire e trasmutare tutta la realtà/mondo di mistificazione/distorsione del Cristo e della realtà/mondo operata da quell'idiota di paolo che ha creato quel mostro di stupidità/distorsione/mistificazione della realtà/mondo e di potere che è la chiesa cristiana .. Cristo era/è l'esatto suo opposto . Buona domenica e buona meditazione/comprensione/contemplazione .Gaetano