Il Nobel di Quasimodo va all'asta. Il figlio: "Difficoltà economiche"

A Quotidiano.net spiega di avere difficoltà economiche. "Quel premio non glielo può togliere nessuno"

In Italia non era mai successo che venisse venduta una medaglia del Nobel. Una prima assoluta l'asta che il 2 dicembre darà al miglior offerente il riconoscimento per la letteratura che fu assegnato a Salvatore Quasimodo nel 1959, "per la poeticità lirica con cui ha saputo esprimere le tragiche esperienze umane dei nostri tempi".

La base d'asta per la medaglia è di 50mila euro, ma le stime la danno tra 100mila e i 150mila euro. Ed è il figlio dello scrittore, Alessandro, a spiegare a Quotidiano.net la ragione della sua decisione.

"Mi hanno messo in croce dicendo che la cultura non si vende", ha accusato i media, ricordando che in passato aveva già ceduto l'archivio del padre, ma in un momento di "difficoltà economiche" ha deciso di mettere in vendita anche la medaglia del Nobel, un riconoscimento prestigioso, ma che "nessuno può più togliergli". Un simbolo, dunque, di qualcosa che invece a Quasimodo rimarrà.

"Non sono un feticista - dice Alessandro Quasimodo -, non passo il mio tempo ad ammirare e lustrare medaglie, sono cose che non mi interessano". E aggiunge che agli eredi non fruttano più molto neppure i libri, che ormai rendono in diritti circa "all'anno duemila euro, e io cosa dovrei fare con duemila euro?".

Commenti

Dordolio

Lun, 23/11/2015 - 09:37

Non sono d'accordo per nulla con Quasimodo junior. Ognuno ha una sua sensibilità - certo - e non avrei penso da ridire se lui vendesse una SUA onorificenza. Ma quella che vende è del padre. Ho poche cose di valore e se fossi stretto da necessità economiche penso che valuterei l'ipotesi di venderle. Ma le decorazioni di mio padre mai: devono passare sul mio cadavere per averle. Non so in verità se ci tenesse tanto o poco, papà. Ma erano un riconoscimento A LUI e io non ho alcun titolo morale per disfarmene anche se le ho legittimamente ereditate.

giovauriem

Lun, 23/11/2015 - 11:02

credo che il figlio di quasimodo ,abbia un'altra motivazione , che non ha potuto dichiarare , lui vende la medaglia nobel del padre , per la vergogna di vedere associato il grande salvatore quasimodo , a una piccola e inutile entità come dario fo .all'epoca del nobel a quasimodo (1959) i nobel non erano ancora in vendita e i comunisti non spadroneggiavano .

Ritratto di Giorgio_Pulici

Giorgio_Pulici

Lun, 23/11/2015 - 17:23

Poverino non riesce a campare con 2000 € all'anno e così vende la medaglia di papà: ma pensare di andare a lavorare non gli sfiora nemmeno l'anticamera de cervello?