Assessora e avvocata: la grammatica paritaria

Tre università hanno stilato un documento con le linee guida del nuovo italiano paritario. Potete consultarlo qui

Questora e sindaca, assessora e avvocata, ministra e architetta, rigorosamente senza il suffisso "-essa" a cui siamo abituati. Già qualche tempo fa l'Accademia della Crusca auspicava un largo uso di queste parole, cercando anche di convincere i giornali a scriverle più spesso. Adesso, a supportare la battaglia dell'Accademia ci hanno pensato anche l'Università di Trieste, quella di Udine e la Scuola Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Hanno stipulato una "Dichiarazione d'intenti per la condivisione di buone pratiche per un uso non discriminatorio della lingua italiana".

L'obiettivo è quello di sensibilizzare la cultura di genere anche attraverso il linguaggio, scoraggiare l'utilizzo di tutte le forme legate a una visione discriminatoria del mondo per quanto riguarda il genere e promuovere l'uso di un linguaggio in grado di registrare anche la presenza del femminile. In particolare, emerge dal documento una dissimetria grammaticale riguardo il verbo. Un esempio è il seguente: nella frase "gli studenti e le studentesse sono stati sgridati" il verbo è al maschile, e infatti non si dice mai "gli studenti e le studentesse sono state sgridate". C'è chi sostiene che, per ovviare a questo problema, a Zurigo si è tenuto un convegno sull'asterisco. La frase, con l'asterisco, diventerebbe "sono stat* sgridat*". Una formula che permetterebbe di evitare ambiguità di ogni genere. Il documento riporta anche delle dissimmetrie semantiche, come l'uso del maschile come valore generico (l'animo degli uomini per indicare l'animo umano).

Nel documento, infine, vengono anche indicate le prime misure da adottare nella nostra lingua: "Attenzione costante agli aspetti del genere grammaticale da non declinare esclusivamente al maschile" e "visibilità del femminile attraverso l’inserimento di termini e declinazioni al femminile accanto a quelli al maschile", e soprattutto "la possibilità dell’oscuramento del genere attraverso uso di pronomi indefiniti, termini collettivi non marcati, uso della sintassi". Via libera alla sindaca, all'assessora e all'avvocata. O, se preferite, all'avvocat*.


Commenti

michele lascaro

Mar, 16/09/2014 - 12:38

Questo articolo giornalistico potrebbe avere una postilla: "Come si sovverte e si squalifica la lingua italiana". Ora ci si mette anche l'Accademia della Crusca a intorbidare la nostra lingua? Così sarà chiamata Accademia del Cruschello, (Parce sepulto!) Ma si è voluto fare un favore a Madamin per non mettere al maschile i participi passati, quando i sostantivi siano di ambedue i generi? Ma dove andremo a finire con questi presunti linguisti e glottologi?

agosvac

Mar, 16/09/2014 - 12:51

Ma di quale cultura parliamo? L'italiano è italiano e non può essere modificato. Chi lo vuole modificare è solo ed esclusivamente ignorante.

paolonardi

Mar, 16/09/2014 - 15:18

Quante bischerate da istituti che dovrebbero difendere il buon italiano la cui grammatica e sintassi si e' formata nel corso di secoli senza alcun intento discriminatorio. Solo dei poveri di comprendonio possono interessarsi e perdersi in queste disquisizioni prive di ogni logica.

Tergestinus.

Mar, 16/09/2014 - 15:26

Siccome l'italiano fino a prova contraria deriva dal latino (anche se a molti ciò non piace) bisognerbbe casomai dire questrice e assestrice (o asseditrice), non certo questora e assessora, parole degne tutt'al più di qualche dialetto ruspante del centronord. Spiace consatare che quando si tratta di fesserie, sia pure accademiche, la mia città, ormai soffocata dal più squallido e meschino cattocomunismo, sia sempre in prima fila. Io, che provengo dalla storica e gloriosa borghesia liberal-nazionale triestina, che fino a qualche decennio fa era il nerbo anche culturale della città, ormai mi sento uno spaesato in casa mia.

Tergestinus.

Mar, 16/09/2014 - 15:29

Siccome l'italiano fino a prova contraria deriva dal latino (anche se a molti ciò non piace) bisognerbbe casomai dire questrice e assestrice (o asseditrice), non certo questora e assessora, parole degne tutt'al più di qualche dialetto ruspante del centronord. Spiace consatare che quando si tratta di fesserie, sia pure accademiche, la mia città, ormai soffocata dal più squallido e meschino cattocomunismo, sia sempre in prima fila. Io, che provengo dalla storica e gloriosa borghesia liberal-nazionale triestina, che fino a qualche decennio fa era il nerbo anche culturale della città, ormai mi sento uno spaesato in casa mia. Qualcuno poi mi dovrebbe spiegare come si pronuncia l'asterisco. Come "vocale indistinta", sul modello dello scevà ebraico? Oppure, così ebraizzando, si corre il rischio di essere sionisti volendo evitare di essere sessisti? Ma andate tutti a quel posto per favore!

Tergestinus.

Mar, 16/09/2014 - 15:32

E, in ogni caso, se i nostri cosiddetti intellettuali stanno a discutere, pagati da noi, di queste sciocchezze, ebbene, lo dico forte e ai quattro venti: VENGA PRESTO IL CALIFFO, come flagellum Dei! Perché è quello che ci meritiamo.

Ritratto di cable

cable

Mar, 16/09/2014 - 15:37

Con lo scempio di tanti 'idaliani' che traducono 'paro paro' dal loro dialetto le frasi tipo 'cara vado a pisciare il cane', ci abbiamo fatto il callo alle nuove parole e modi di dire. Purtroppo (o Burdrobbo?) ci tocca sentire di tutto dagli indelliccenti italici che vengono al Nodde per acculdurargi segondo la loro iddea di culdura. Miii

Ritratto di cable

cable

Mar, 16/09/2014 - 15:38

Con lo scempio di tanti 'idaliani' che traducono 'paro paro' dal loro dialetto le frasi tipo 'cara vado a pisciare il cane', ci abbiamo fatto il callo alle nuove parole e modi di dire. Purtroppo (o Burdrobbo?) ci tocca sentire di tutto dagli indelliccenti italici che vengono al Nodde per acculdurargi segondo la loro iddea di culdura. Miii

lorenzo3m6n

Mar, 16/09/2014 - 15:38

Povera lingua italiana, pare che sia la quarta lingua più studiata al mondo; peccato che non facciamo alcunchè per difenderla e diffonderla.Ora è di moda la cultura di genere ed allora mettiamoci anche ingegnera e rendiamo tutto obbligatorio, così noi retrogradi sapremo se stiamo assumendo un ingegnere o no. Ma come la mettiamo con gli omosessuali che sui moduli scolastici vogliono la dicitura Genitore 1 e Genitore 2 ? Mala tempora currunt

isolafelice

Mar, 16/09/2014 - 16:24

Niente di nuovo, già il grande Bonvi faceva parlare così Kattivik.

isolafelice

Mar, 16/09/2014 - 16:30

@lorenzo3m6n, cable: ma io bosso dire genidore 1 e genidora 2? A me brobrio non mi entra in a capa il genere neutro.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Mar, 16/09/2014 - 16:50

assessora? perchénon assesrice?

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Mar, 16/09/2014 - 16:52

.. e poi dicono che le università itagghiane producono poco....

bruno.amoroso

Mar, 16/09/2014 - 16:55

agosvac: mi dispiace deluderti ma l'Italiano è una lingua viva. Ovvero che cambia e si evolve di anno in anno, al contrario tuo

pitagora

Mar, 16/09/2014 - 18:06

ORWELLIANI: barano perchè non si chiamano subito "accademi de crusc o/a accademia/accademio del/della crusca/crusco" e "universit"? E avrebbero dovuto tradurre nella neolingua orwelliana anche la dichiarazione di intenti ma si sa la legge vale solo per gli altri non per i "professor". Io non ci perdo nulla mi chiameranno ancora "dottor" A proposito nel teorema di Pitagora come si chiamerà l'ipotenusa e Pitagora che fine farà? Ha già è vero hanno come esempi grammaticali neutri lenin, stalin e goebbels

pitagora

Mar, 16/09/2014 - 18:07

e adottano il linguaggio militarista "sinistr destr"

Ritratto di abj14

abj14

Mar, 16/09/2014 - 19:23

Tergestinus 16/09 15:26 - Approvo pienamente e rilancio.

Ritratto di abj14

abj14

Mar, 16/09/2014 - 19:30

bruno.amoroso 16:55 : "l'Italiano è una lingua viva … cambia e si Evolve" ? – Prego correggere in "cambia e si INvolve"

max.cerri.79

Mer, 17/09/2014 - 11:50

Voglio anche puttano, troio e zoccolo. Parità