La Cappella della Sacra Sindone in Torino riapre dopo 21 anni

Chiusa dopo il terribile incendio del 1997, il capolavoro barocco del Guarini in Torino viene riconsegnato al pubblico a seguito di un difficile e complesso restauro.

La Cappella della Sacra Sindone a Torino riapre finalmente al pubblico, a distanza di un trentennio dall’inizio delle sue vessazioni.

L’edificio del Guarini vede nel 1988 un fulmine colpire la croce ferrea posta in sommità danneggiandola, ma è nel 1990 che viene definitivamente chiuso al pubblico: da un cornicione interno cede un frammento di marmo danneggiando il pavimento.

L’inizio di un restauro diventa ormai obbligatorio per garantirne la conservazione e messa in sicurezza.

Si intraprende così la storia di una cantiere durato quasi trent’anni, perché il 12 aprile 1997 un cortocircuito a lavori appena ultimati fa divampare il terribile incendio che danneggia in maniera quasi irreparabile la Cappella della Sacra Sindone.

La situazione si presenta talmente tragica sul momento, che i pompieri decidono coraggiosamente di salvare la Sacra Sindone ivi custodita dal 1694, sfondando con una mazza da cinque chili la teca di vetro infrangibile e antiproiettile che la protegge.

E proprio custodire le Sacre Spoglie era il motivo per cui venne originariamente commissionato l’edificio dai Savoia. Incarico conferito nel 1666 all’architetto-frate Guarino Guarini, uno dei massimi esponenti del barocco piemontese, da qui crea un collegamento continuo con Torino e la famiglia reale che perdura per tutta la sua vita.

L’architetto abbracciò il progetto a forma rotonda precedentemente elaborato da Bernardino Quadri, ormai realizzato quasi in toto, lungo tutto il primo livello che combaciava con l'aula del tempio.

Ne modificò alcune strutture essenzialmente per rinforzarne le pareti, le quali avevano destato apprensione per l'apparente esilità e tenuta di tutta la successiva parte sovrastante.

Infine rivoluzionò completamente rispetto al progetto originario il resto della Cappella, soprattutto la cupola, in modo da alleggerirla tramite costoloni incrociati ripresi dall’architettura araba, che a loro volta abbracciavano i finestroni portatori di luce all’interno.

La struttura faceva proprio così quello slancio che i Savoia richiedevano all'opera, tale da ergerla e riconoscerla immediatamente nello skyline torinese che ancora non vantava lo stagliarsi della Mole.

Da oggi, finalmente dopo quasi trent’anni e un restauro che sembrava impossibile, la Cappella della Sacra Sindone viene riaperta al pubblico all’interno del percorso di visita dei Musei Reali.

Commenti

dagoleo

Ven, 12/10/2018 - 16:48

Sai quanto gliene fregava a Castellani della Sindone? Zero o anche meno.