Carla Accardi, la signora dell'astrattismo

È morta ieri a Roma a 89 anni Carla Accardi, una delle più originali esponenti dell'astrattismo italiano. Aveva recentemente partecipato alla mostra Carla Accardi/Rebecca Ward, chiusa a Todi il 7 settembre 2013, in cui la sua arte, ormai storica, sfidava quella della giovane americana. Era nata a Trapani il 9 ottobre 1924, dove si era diplomata al Liceo Ximenes per frequentare subito dopo a Palermo l'Accademia di Belle Arti e concludere gli studi nel 1947.
Accanita sperimentatrice, nel 1946 è a Roma, dove si impone all'attenzione della critica come una vivace protagonista del gruppo «Forma» con Sanfilippo (suo marito), Dorazio, Perilli, Consagra, Turcato. Espone alle mostre del gruppo nel 1949 e nel 1950 tiene la sua prima personale alla Libreria Age d'Or di Roma. Negli anni '50, nel clima dominato dalla cultura informale, elabora delle interessanti serie di segni bianchi su fondi neri, e affascinata dall'astrattismo geometrico, frequenta a Milano gli artisti del MAC (Movimento per l'Arte Concreta) con Soldati, Dorfles, Munari e a Parigi conosce Magnelli. Tende a ridurre cromie e segni elaborando lavori di grande novità esposti nel '55 alla Galleria San Marco di Roma.
Nello stesso '55, invitata da Michel Tapié, partecipa alla rassegna internazionale Individualità d'oggi alla Galleria Spazio di Roma e alla Rive Droite di Parigi. Negli anni Sessanta, segnati dalla militanza femminista e dal sodalizio con la giovane studiosa Carla Lonzi, abbandona le tempere attratta da vernici colorate e fluorescenti, che applica su supporti plastici trasparenti superando la dimensione del quadro e coinvolgendo lo spazio. Inventa forme spaziali fatte di fogli di silicofoil sui quali si svolgono i tracciati di colore, precorrendo soluzioni di Arte Povera.
Negli anni '70 torna a schemi geometrici ripetuti su grandi tele chiamati Lenzuoli, presentati nel '74 alla Galleria Editalia di Roma, e sperimenta nuove serie di installazioni con materiali inediti. Nominata nel '96 membro dell'Accademia di Brera, nel '97 fece parte della Commissione per la Biennale di Venezia come consigliere.