COLLANA EBOOKChe cosa è davvero "La tirannia fiscale"?

"La tirannia fiscale" di Pascal Salin, scritta nel 1985 è una riflessione tra economia e filosofia politica: alla ricerca di una società libera. <strong><a href="http://www.bookrepublic.it/narratives/la-liberta-dei-moderni/">Scarica l'opera qui</a></strong>

Questo che Pascal Salin scrisse nel 1985 è assai più che un libro sulla fiscalità. Anche se rappresenta una riflessione molto puntuale sulle varie forme di imposizione (diretta e indiretta, sui redditi e sui capitali, e via dicendo), questa riflessione a largo raggio sul rapporto tra il singolo e l’apparato tributario è anche, e soprattutto, un’attenta indagine di carattere filosofico-politico sui limiti e sulle incongruenza di quell’apparato politico-burocratico che nel corso del ventesimo secolo si è progressivamente imposto sulla società, sottraendo risorse e libertà.

Economista di scuola austriaca (e quindi assai influenzato dalla lezione di Mises, Hayek e Rothbard), nel volume Salin esamina le varie forme di tassazione nelle loro caratteristiche essenziali, evidenziando i difetti maggiori di questo o quel tributo. Ma soprattutto egli s’interroga sulla legittimità stessa dell’esproprio operato dall’apparato politico-burocratico a danno di chi produce e risparmia.

In questo senso, Salin non si limita – come pure è giusto fare – a denunciare i guasti di un prelievo esorbitante e quindi non gli basta ricordare la “curva di Laffer” e le conseguenze disastrose, anche per le casse dello Stato, di un’imposizione tributaria eccessiva.

Da liberale autentico, egli muove tutta la sua analisi dalla constatazione che “l’imposta è imposta” (e cioè espressione di un atto violento, di una costrizione) e che in una società civile bisogna cercare quanto più sia possibile di far crescere le istituzioni basate sul consenso, sulla volontarietà, sui rapporti di mercato.

Quella dell’economista francese, insomma, è una riflessione che finisce per valica gli stretti confini della scienza delle finanze per porre interrogativi fondamentali a tutti coloro che sono alla ricerca di una società libera e hanno la forza di mettere in discussione miti e tabù ereditati dal passato.

Commenti
Ritratto di scorpion12

scorpion12

Lun, 11/06/2012 - 20:25

direi di togliere questo articolo dalla sezione "cultura" ed inserirlo nella sezione "pseudo-mondezza". Andare a riprendere Salin per dimostrare chissà quali tesi sulla tiranni fiscale è un pò come cercare di dimostrare che la terra è il centro dell'universo nel 2012: inutile ed obsoleto. Forse sarebbe il caso, in questa sezione, di parlare di cultura vera in campo economico, ovvero della trasformazione delle teorie economiche liberali in relazione alle nuove esigenze di crescita controllata e responsabile vista a livello globale. Il 1985, buttatelo nel cesso cosi come il libertarismo di fine '800/primi decenni del secolo scorsi di Mises, Hayek e compagnia bella, che andava bene, appunto, 100 anni fa quando nel mondo non abitavano 6.000.000.000 di persone e le risorse venivano appena intaccate.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mar, 12/06/2012 - 08:13

Il nostro sistema fiscale,nel tempo è diventato sempre più INIQUO,farraginoso e vessatorio,di tipo medievale. Occorrerebbe una vera rivoluzione fiscale,e funzionale del sistema per ridurre il costo di questo enorme calderone,riempito in modo sempre più INIQUO da una parte,e goduto in modo altrettanto INIQUO dall'altra. Il sistema ci sarebbe,semplice,trasparente,e convincente,ma nessun politicante(grillini inclusi),lo vuole applicare,per paura di perdere consensi. Si fanno solo chiaccherei,senza affrontare alla radice il problema,ovvero:RIDURRE LA SPESA PUBBLICA(incluso l'"accoglienza" di milioni di "migranti"),ADEGUANDOLA,NELLA PRESTAZIONE DEI SERVIZI ESSENZIALI,A PAESI "VIRTUOSI",e contemporaneamente,RIVEDERE DI SANA PIANTA,L'IMPIANTO IMPOSITIVO,per renderlo più EQUO,ripartendo i costi,secondo l'uso che uno fa del SERVIZIO,temperandoli secondo il reddito.

Ritratto di deliziosagrc

deliziosagrc

Mar, 12/06/2012 - 11:02

Diamo per scontato che la libertà sia per tutti. Milioni di italiani preferiscono stare sotto tutela e barattare la propria libertà per un piatto di lenticchie che nelle società stataliste tra l'altro tende a ridursi. In Italia si rassegnino i produttori a vedersi espropriati di una fetta sempre maggiore di reddito. Nessun governante che ha bisogno di voti, oserà mai mettersi contro milioni di parassiti.