Dagli scavi di Pompei emergono nuovi tesori di duemila anni fa

Il direttore generale del Parco Archeologico Massimo Osanna ha fatto sapere che è stata rinvenuta una gronda a forma di maschera dal compluvio di una casa, ma altri reperti saranno riportati alla luce dagli esperti che lavorano alacremente

Continuano ad emergere ricchezze inestimabili dal sottosuolo di Pompei. Grazie agli scavi della Regio V, definita l’area “delle meraviglie”, stanno venendo fuori tesori preziosi di duemila anni fa. Il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna ha fatto sapere che è stata rinvenuta una gronda a forma di maschera dal compluvio di una casa, ma altri reperti saranno riportati alla luce dagli archeologi che lavorano alacremente.

Recentemente erano già stati scoperti una serie di ambienti di servizio di una grande villa suburbana conservatasi in maniera eccezionale: all'interno erano stati trovati diversi reperti come anfore, utensili da cucina, parte di un letto in legno di cui è stato possibile realizzare il calco. Tra gli ambienti emersi, anche una stalla, in cui era stato possibile realizzare il calco di un cavallo di razza.

Ritrovati, nel corso degli scavi, anche altri tesori: cinque reperti di bronzo. Sulle coste della gabbia toracica del cavallo, fortemente danneggiate, sono stati individuati quattro reperti in legno di conifera rivestiti di lamina bronzea di forma semilunata; un quinto oggetto, sempre in bronzo, è stato recuperato sotto il ventre, in prossimità degli arti anteriori, formato da tre ganci con rivetti collegati da un anello a un disco.

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