Il filosofo e il campo di sterminio

La storia processa la filosofia e il principale filosofo del Novecento, Martin Heidegger, finisce accusato di apologia dello sterminio degli ebrei

Il filosofo tedesco Martin Heidegger (Ansa)

La storia processa la filosofia e il principale filosofo del Novecento, Martin Heidegger, finisce accusato di apologia dello sterminio degli ebrei, ora sulla base dei suoi Quaderni neri in via di pubblicazione. La tesi sconcertante di Heidegger, ridotta all'osso, è che il nazismo è stato il braccio armato dell'ebraismo metafisico per annientare gli ebrei in una catena di smontaggio umano. L'ebraismo metafisico è per Heidegger il motore della modernità e coincide col dominio planetario della Tecnica e lo sradicamento universale, il primato della finanza e l'oblio dell'Essere. Quel seme metafisico si servì del nazismo come del comunismo ma si esprime alla massima potenza nell'americanismo.

Vorrei far notare quattro cose. La prima, il pensiero di Heidegger era già delineato prima che il nazismo si affacciasse all'orizzonte, non possiamo ridurlo a Hitler. La seconda, il suo antisemitismo metafisico si inscrive in un millenario pregiudizio che accomunò Dante, Shakespeare e gran parte della cultura occidentale, incluso Marx (ebreo), per non dire della tradizione cristiana. La terza, senza Heidegger non capiremmo gran parte della filosofia del nostro tempo e heideggeriani furono pensatori politicamente collocati a sinistra più che a destra, anche da noi. Infine, ma quanti venerati filosofi e intellettuali adorarono Lenin e Stalin, Mao e i khmer rossi, giustificarono i loro massacri e nessuno li marchia d'infamia? Per un Martin Peccatore coi suoi quaderni neri quanti Cattivi Maestri coi loro quaderni rossi?

Commenti

Agev

Mar, 10/02/2015 - 17:42

Chi odia di più l'essere ebreo .. Lo stesso Ebreo . Gaetano

Ritratto di BIASINI

BIASINI

Mar, 10/02/2015 - 18:43

C'è di peggio. Per scendere nel concreto Heidegger si guardò bene dal condannare le leggi razziali tedesche e di difendere la sua amante Hannah Arendt, ebrea, che fu costretta ad emigrare in America. Analogo trattamento riservò al suo maestro e mentore Husserl, ebreo pure lui. La sua filosofia contorta e oscura, volutamente oscura, è la fotografia dell'uomo. Un nullità umana e filosofica. Forse per questo, senza Heidegger, non capiremmo gran parte della filosofia del nostro tempo.

Gianni Cinarelli

Mar, 10/02/2015 - 18:59

Occorre essere consapevoli della differenza tra filosofia, religione e spiritualità. Avere un sistema di credo, un insieme di pensieri considerati come verità assoluta, non rende spirituali: qualunque sia la natura di queste "credenze". Infatti più si costruisce la propria identità sui propri pensieri(credenze)più ci si taglia fuori dalla dimensione spirituale che è nell'ESSERE umano. Molti filosofi e religiosi sono bloccati a questo livello.

Gianni Cinarelli

Mar, 10/02/2015 - 19:19

Per molte persone la verità ed il pensiero si equivalgono e siccome sono totalmente identificati con il loro pensiero(la loro mente)pretendono di essere gli unici depositari della verità in un tentativo inconscio di proteggere la propria identità. E chi non crede/ è esattamente come loro è automaticamente, ai loro occhi, una persona sbagliata. In un tempo non troppo lontano si sarebbero sentiti giustificati a uccidere per questo. E qualcuno lo fa tuttora...E così sarà sino all'emergere di "un nuovo cielo e una nuova terra". Sino all'emergere cioè di uno stato trasformazionale della coscienza ed il suo riflesso nel regno fisico.

Agev

Mar, 10/02/2015 - 20:35

La vera natura della mente è il carattere e la personalità .. Vale a dire l'evoluzione del proprio Io-Se-Me totalità della personalità . Sono tutti la stessa cosa .. E' l'onore/dovere che tutti Noi sia come singoli individui che come Specie arriveremo a vivere come Unità di Mente/Corpo/Vita o spirito .. Nell'unità della sesta vibrazione/densità .. Pronti a sciogliere il nostro Io e unificarlo con Tutto Ciò Che E'.. Senza più passato ,senza più futuro , senza più memoria e viventi nel Tutto Uno. Egregio G.C. è vero che OSHO ha scritto che la mente/mente .. Si è sbagliato è la psiche che mente e che è cicaleccia ..La psiche è solo parte della mente . Sappia che il bimbo/bimba la nostra amata Terra con l'aiuto di milioni di esseri provenienti per la maggior parte dalla 6/a vibrazione/densità è Già nata e si è Già allineata alle nuove e potentissime vibrazioni che sono Già . Gaetano ..Segue .

fisis

Mar, 10/02/2015 - 20:37

Sta di fato che gli scritti di Heidegger sonno intrinsecamente antisemiti, per cui, alla luce dell'immane tragedia che il nazismo ha causato in Europa, sterminando, tra gli altri, milioni di ebrei, tra cui donne, bambini, persone inermi, gli scritti di Heidegger, pur se travestiti di filosofia, sono da condannare senza nessun distinguo. Personalmente, disprezzo profondamente questo filosofo.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mar, 10/02/2015 - 22:46

Purtroppo l'umanità guarda il male solo da una parte: quella che vediamo dal nostro punto di vista irrimediabilmente umano. E quindi vince l'ideologia, la strumentalizzazione, l'abitudine, la convenienza, la letteratura, la Storia. Solo così si spiega perchè p. es. anche Richard Wagner, che è morto nel 1883, esattamente cinquant'anni prima dell'avvento di Hitler, è tuttora condannato dall'ignoranza, dalla stupidità e, oserei dire, dalla spiritosaggine e dalla cialtroneria umana, ad essere bollato come un pre-nazista!

profpietromelis...

Mer, 11/02/2015 - 01:40

Caro Veneziani, lei non ha capito bene ciò che Heidegger dice a proposito dell'ebraismo. Può leggere quanto ho scritto nel mio blog con il titolo: domenica 8 febbraio 2015 IL GRANDE ERRORE DEL GRANDE HEIDEGGER. NON PREVIDE NELL'ISLAMISMO IL VERO NEMICO DELL'OCCIDENTE

profpietromelis...

Mer, 11/02/2015 - 01:50

Wagner disprezzava l'ebraismo (come il musicista ebreo Mayeber) ma di certo non avrebbe mai giustificato il nazismo. E comunque Wagner è uno dei grandi numi della musica. Di fronte ai numi adoro e taccio.

Dordolio

Mer, 11/02/2015 - 08:50

Veneziani scrive una bella e sintetica parola "fine" sulla faccenda. Certo che se uno si va a leggere attentamente i primi libri della Bibbia (Torah ebraica o Pentateuco) si fa determinate - e sgradevoli - idee...

Luigi Farinelli

Mer, 11/02/2015 - 11:01

Heidegger arriva a conclusioni alle quali tutti possono giungere (escludendo proprio gli ideologi innamorati e propugnatori indefessi del paradigma dello "sradicamento universale", oggi in numero sterminato a sinistra). Ciò, semplicemente allineando i fatti, storici e non, ragionando oggettivamente e mantenendo intatta l'onestà intellettuale e la capacità di giudizio; mantenendosi cioè ancorati alla certezza che 2+2 fa sempre 4 senza dover sostenere, per dimostrarlo, spossanti discussioni filosofiche con i poveri tarati mentali del pensiero unico, i farabutti prezzolti inventori di "nuovi diritti" e gli storici prostituitisi sull'altare dei soldi dei Rothschild, Rockefeller, Soros e dei Grandi Maestri luciferini in grembiulino che stanno conducendo all'inferno in terra, fra il tripudio degli slogan "politicamente corretti", lo sventolio delle bandiere arcobaleno e le guerre per imporre "primavere" e distruzioni di massa.

Dordolio

Mer, 11/02/2015 - 11:14

Continuo a non capire (eufemismo: lo comprendo benissimo...) perchè quando qualcuno argomenta sugli ebrei in modo non a loro favorevole debba essere necessariamente un nazi-fascio-razzista. Giorgio Bocca (sentite chi vi cito...) moltissimi anni fa su L'Espresso (mi pare) ebbe a scrivere più o meno questo: "Rivendico il diritto di dare dell'ixxxxxxxe ad un ebreo senza che per questo debba essere tacciato di antisemitismo"

tzilighelta

Mer, 11/02/2015 - 13:02

insomma dove volete andare a parare, date un senso alle vostre interpretazioni su Heidegger, quali sono le "conclusioni alle quali tutti possono giungere"

gianrico45

Mer, 11/02/2015 - 13:12

Un pensiero troppo profondo e profondamente religioso.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 11/02/2015 - 14:40

@tzilighelta- Vorrei poter rispondere alla sua domanda, ma ne sono incapace, perché il pensiero di Heidegger mi rimane astruso,nonostante i miei tentativi di comprensione. E' roba per specialisti.

Agev

Mer, 11/02/2015 - 15:28

rosario francalanza .. Trovo meraviglioso il Suo Commento. E' il piccolo Uomo Tedesco e tutta la cosiddetta cultura tedesca che ha tradotto Wagner secondo il suo piccolo metro di comprensione/incomprensione . Tutto ciò vale anche per F. Nietzsche .. Per poterlo comprendere bisogna aver sciolto almeno il primo/secondo/terzo/quarto/quinto/sesto segmento della corazza/rigidità caratteriale del Uomo .. Vale a dire divenire/essere un Unità di mente/corpo/spirito .. Tutto il resto è cultura/religione/ideologia/metafisica .. Pura Idiozia. Gaetano

Agev

Mer, 11/02/2015 - 15:32

Dimenticavo .. Se in quel tempo fossero vissuti 5.000/10.000 Nietzsche/Wagner .. Proprio per la legge della fisica quantica ci saremmo evitati sia la prima che seconda guerra mondiale. Gaetano

salvatore40

Mer, 11/02/2015 - 15:50

Mi piace l'incipit : la storia processa la filosofia, più esattamente le sicumere e le arroganze extraumane di quel pensiero che,on un modo o l'altro,crede di farla franca,anzi si fa qual tempio supremo di verità- Più o meno velata o da svelare da parte di addetti e sommi sacerdoti. Questo esito antisemita la dice lunga sul pensiero heideggeriano. Un pensiero resta abbastanza impigliato del peggior tedescume della nostra epoca .

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 11/02/2015 - 18:30

Beh,in fin dei conti la Storia processa tutto e tutti.Condanna,assolve,rinvia;ed è soggetta a procedimento di revisione.La storiografia,stampella fatta di date e nomi,è la sua protesi fissa.Mi stuzzica,in proposito,l' idea della teoria quantistica,di una realtà che si identifica nella misura in cui interagisce con l' osservazione.Ecco perché,anche per gli stessi periodi/eventi,figli del passato e genitori del futuro,parlerei di Storie, strettamente connesse ad una pluralità di osservazioni,di percezioni e di interpretazioni che motivano una molteplicità di valutazioni ed inferenze nell' ambito di un asettico rapporto meccanicistico causa/effetto.In questa operazione 'storica' non riesco a scorgere una omogeneità con misurazioni di timbro etico che ci portano di filato a naufragare nel mare di nessuno del male e del bene,laddove sono,invece,per primi,i bisogni,primari e secondari dell' homo utilitaristicus' a compulsarne il comportamento.

EL AMOR BRUJO

Mer, 11/02/2015 - 20:28

Prof. Lamacchia è interessante ciò che dice: ogni età è figlia della precedente e madre della futura. Presumo che lei non faccia molto affidamento sulla ipotesi del libero arbitrio in quanto lì uomo è soggetto a tutta una serie di impulsi chimici, fisici, etc. che reagiscono sul comportamento umano in ragione delle personalità, della effettiva capacità dell' individuo (come singolo e come membro di una comunità) a volere effettivamente ciò che vuole.

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Mer, 11/02/2015 - 21:01

Nessuno è mai stato più antisemita di un ebreo.

Gianni Cinarelli

Mer, 11/02/2015 - 22:10

Costante della filosofia di Heidegger è la ricerca del “SINN” (senso) che si ottiene tramite la “BeSINNung” (meditazione ). Che tipo di meditazione? Uno stato consapevole dell'essere che segue il processo DENKEN (pensare) ANDENKEN(ricordare) DANKEN(ringraziare) ANDACHT (devozione) – in Italiano rende poco perchè non si nota come le parole accompagnino la verità- Se la mente riesce a mantenersi in questa ricerca sequenziale diventa recettiva. Il senso ci raggiunge e ci trasforma. Come? Apportandoci una sorta di conoscenza iniziatica. Si diventa cioè quel che vogliamo conoscere. Di conseguenza “Wenn man Gott kennen will, muss man Gott werden” Se si vuol conoscere Dio, si deve diventare Dio... Da qui le diverse interpretazioni, i vari fraintendimenti. Per chi volesse approfondire consiglio gli studi sul filosofo di Marco Guzzi.

Rinoba

Mer, 11/02/2015 - 22:20

quello di Heidegger non è antisemitismo metafisico, si legga bene in Quaderni, sono già da tempo disponibili in originale

Dordolio

Mer, 11/02/2015 - 22:20

Salta fuori sempre qualcuno che nel 2015 punta saccentemente il dito su chi negli anni 30-40 del secolo scorso "non fece, non disse, non agì". Come Heidegger da qualcuno accusato qui di non essersi opposto alle persecuzioni antiebraiche. Ma - signori miei - lo spirito di allora (amplissimamente condiviso) era quello. Traspare addirittura dalle note di commento a stampa con imprimatur a libri sacri dell'epoca in mio possesso. Per dire: è in rete una lettera alla madre dell'immenso fisico Ettore Majorana che, dalla Germania, commentava positivamente l'azione "di pulizia" nazista nella società tedesca con parole secche e vibranti. Volete altro?

Ritratto di Patchonki

Patchonki

Gio, 12/02/2015 - 11:19

Mi sembra che la discussione "filosofica " ristagni sarebbe molti più interessante leggere di Veneziani il pezzo sulla situazione della destra italiana!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 12/02/2015 - 14:02

Scusate la mia volgare presenza in questo alto consesso di conoscitori del pensiero di Heidegger. Io sono la casalinga di Voghera e non dovrei osare di essere qui,ma come ente mi presento nel non-nascondimento del mio essere (questo me l'ha suggerito Heidegger).Chiedo venia per la rozzezza del mio dire,ma esaminando le vicende biografiche dei vari pensatori,anche di quelli ritenuti eccelsi, non mi è sembrato che le loro teorie siano servite a tenerli al riparo da scelte di campo, di vita e da azioni anche riprovevoli. Se dobbiamo tener fede al principio che essi vanno valutati e giudicati solo per il loro contributo filosofico, perché intestardirci nel voler giudicare la loro vicenda vissuta,che non è aliena da tutti gli errori e le miserie dell'essere umano? A questo punto sorgono anche altre domande,( ad esempio sulla coerenza tra pensiero e azione, che solo ai poeti non si dovrebbe richiedere) che non espongo,perché la casalinga di Voghera è stata già troppo temeraria.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Gio, 12/02/2015 - 15:57

A me pare che qui manchi l'illuminato ccntributo di un intellettuale lucido e profondo che spesso ci ha guidati nel tormentoso vortice delle interpretazioni del pensiero filosofico

Agev

Gio, 12/02/2015 - 16:18

All'Uomo che è Già e che verrà .. Tutto ciò che è stato pensato/costruito fino ad Oggi non servirà più . Appartiene ad una realtà/mondo per sempre finita . Pertanto .. Alla medicina - L 'Uomo guarirà da se tutte le sue cosiddette malattie .. Alla Filosofia - Ciò che è - Vivrà il/nel mondo che è la stessa cosa . Unità di Tutte le scienze perché la conoscenza/consapevolezza è semplicemente Una . L'uomo diverrà ciò che è e lo tradurrà in realtà/mondo . Gaetano

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Gio, 12/02/2015 - 16:50

Non voglio entrare in argomenti troppo complessi vista che gia esistono esperti di Heidegger tuttavia mi permetto rinviare chi fosse desideroso di informazioni alle oratiunculae de rebus praeterveteris del Dundergutz. Si veda anche il de derivationibus del Blunderbuzzard da pagina 227 a pagina 5012 in-folio , edizione gotica con note di richiamo e senna cifrario , ivi consultare anche le note a margine del Stuffundpuff e le chiose del Gruntundguzzel

Agev

Gio, 12/02/2015 - 17:20

tempus_fugit_888 .. Originale ed ironico . Gaetano

Agev

Gio, 12/02/2015 - 17:23

tempus_figit_888 .. Originale ed ironico. Gaetano

Gianni Cinarelli

Gio, 12/02/2015 - 17:58

Cara Euterpe, tra l'alto disloquire su "l'ente (l'umano) e l'essere (l'essenza)" colgo la palla al balzo per una semplice battuta/proporzione, su noi esseri umani: il mio razzismo sta al (mio) sud come il tuo sta alla(tua?)casalinga di Voghera. Io mi riferisco sempre e soltanto alla constatazione della nostra (di noi del sud) furbizia intesa come espressione dell'ego, tu... Tale furbizia, appartenendo all'ego,aggiungo a mò di chiarimento, può essere abile ma mai intelligente. L'abilità persegue le sue piccole mire, è motivata da interessi personali ed è estremamente miope. L'intelligenza vede la vastità in cui tutte le cose sono connesse. Qualunque cosa si ottiene con la furbizia ha vita breve e, alla fine,si rivela sempre controproducente. L'abilità divide , l'intelligenza include.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 12/02/2015 - 18:33

@Gianni Cinarelli- Identificandomi io nella casalinga di Voghera, il mio non può essere classificato come razzismo; lei invece prende le distanze dal sud, attribuendo la furbizia come 'prodotto tipico' dell'ego degli abitanti del sud.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 13/02/2015 - 12:25

La propensione al distinguo bizantino: ecco un' abilità che qualcuno colloca disinvoltamente tra meridiani e paralleli. Intelligenza, acume, astuzia, scaltrezza...pare la sorte dell' interferenza reattiva tra dovizia lessicale e analisi identificativa. L' evocata abilità che è destrezza, maestria, attitudine è una forzatura dialettica eterogenea. E così, anche, gli asserti connessi. Mi rammenta la teoria dei deficienti per latitudine elaborata in birreria, tra un rutto e l'altro, da Richard Lynn, ottuagenario alcolista docente emerito di psicologia all' università dell' Ulster a Coleraine, in Irlanda del Nord, per la rivista Intelligence(2010) dopo l' altra sua perla: l'esistenza di differenze nell'intelligenza degli individui in base alla razza e al sesso, e che le donne sono meno intelligenti perché hanno il cranio più piccolo dei maschi, e che la pelle più chiara corrisponde a una maggiore capacità mentale.Continua

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 13/02/2015 - 12:30

... si studia meno,ci si prende meno cura dei figli e che almeno dal 1400 il Meridione non partorisce figure di spicco nelle arti e nella politica”.Già negli anni '70 aveva sostenuto che gli abitanti dell'Estremo Oriente sono più intelligenti dei bianchi e,poi, nel 1994 aveva pubblicato un libro ('La curva a campana') in cui, sempre amenamente teorizzando a suo modo, affermava che nella popolazione di colore, una pigmentazione più chiara corrisponde a un quoziente intellettivo più alto, derivato proprio dal mix con i geni caucasici. Hai detto niente. Gli risposi nel marzo 2010 su Meridiano Sud. Eppure, qualche epididimo - esultante razzista da riporto, sapete, di quelli che se ne trovano ancora qua e là - lo ha preso sul serio.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 13/02/2015 - 13:18

In Italia“...da Nord a Sud l'intelligenza media della popolazione scende - come anche la statura, il reddito e altri fattori oggettivi...Il più basso QI nell'Italia meridionale potrebbe essere attribuibile alla miscelazione genetica con popolazioni dal Medio Oriente e dall'Africa del Nord...le differenze nel QI tra nord e sud Italia corrispondono a differenze nel reddito, educazione, mortalità infantile, statura e alfabetizzazione”.Il motivo?Lo “studioso” Lynn se la sbriga sostenendo che il sottosviluppo del sud Italia è conseguenza della minore intelligenza dei meridionali, rispetto ai settentrionali.Punto più basso in Sicilia, il più alto in Friuli. “...il grosso della differenza nello sviluppo economico tra nord e sud può essere spiegato con la variabilità del QI....perché nel sud Italia la qualità del cibo è più scadente...

vincenzonuzzo

Mer, 15/04/2015 - 16:01

Caro Marcello, sai che conosco bene Heidegger, anche se non sono un "sacerdote" dell'heideggerismo. Ho scritto proprio su di lui una monografia. Non ho letto il testo che tu citi per cui forse mi mancano alcuni elementi di giudizio sul tuo commento. Però proprio non capisco le tue conclusioni. Concordi in linea di massima su tutto ciò che fa di Heidegger un pensatore controverso. D’accordo! Ma poi concludi che la sua condanna si pone entro il pensiero tradizionale (che critica la modernità). Le cose stanno in modo opposto. Io condanno Heidegger proprio in quanto emblema del per molti versi sciaguratissimo pensiero moderno. Specie nella sua ontologia cinica, delirante e da burla (più ancora che oscura). In quanto nei fatti essa è "distruzione" (termine suo!) di ogni metafisica. Quanto agli Ebrei, mi sembra che tra i due termini della polemica siano quelli che ne escono meglio. Nessuno più dell'Ebraismo (quello migliore) ha difeso la Tradizione. Un caro saluto, Vincenzo Nuzzo