Francesco Piccolo non cresce mai Ed è trascurabile

Mi sono sempre chiesto come fosse la vita quotidiana di uno come Francesco Piccolo, dopo che mi capitò di leggere il romanzetto che vinse lo Strega l'anno scorso, nel quale raccontava che da piccolo sognava di essere Berlinguer. Non Batman, o Superman, o Indiana Jones, ma Berlinguer, mi sembrava davvero terribile. Per questo ho letto il nuovo libro, che si intitola Momenti di trascurabile infelicità . Cioè, per tredici euro venite a sapere cosa pensa Piccolo oggi, e sappiate che sta scoprendo un sacco di cose, un mondo. Tipo: «Le piante all'interno delle case. Occupano spazio». Attenzione, non è un mio stralcio, è proprio così, un'agnizione, un momento, punto e a capo e via con un altro pensiero folgorante.

Altro pensiero: «Quando mi viene un'idea che mi sembra buonissima, talmente buona che mi fido, non me la posso dimenticare. Poi dopo un po', svanisce, non me la ricordo più. L'unica cosa che mi ricordo è che era una buona idea, ma non so più neppure a proposito di cosa». In sostanza Piccolo ci sta informando che gli vengono anche buone idee, ma non se le ricorda, è una persona onesta. Altra riflessione, dopo cena: «Sparecchiare la tavola con i piatti sporchi e dover spingere i resti del sugo nella spazzatura». Un pensiero sconvolgente, infelice, deprimente. Trascurabile, certo, lo dice il titolo, mica scemo. Oppure: «La cosa più difficile da cucinare sono gli spaghetti al pomodoro». Neppure quelli gli riescono, prendere la pasta, metterla nella pentola, mettere il sugo, aspettare otto minuti, un casino, e però intanto ci scappa un pensiero. Volendo sa anche essere ancora più ermetico, è una miniera: «Le prostitute, di giorno». Le prostitute, di giorno, e...? Niente, così. Va al bagno in un locale pubblico e gli viene un'altra illuminazione: «“Lasciare il bagno pulito dopo l'uso”, il cartello che c'è in alcuni bagni pubblici». Prende un taxi e gli scocca nel cervellino un altro aforisma: «Quando devo sedermi davanti in taxi». Lo portano al luna park (perché non credo ci vada da solo, a questo punto) e annota: «La busta trasparente per i pesci rossi. Ma non per i pesci rossi». Non siate superficiali, fa riflettere, il senso è che dovete provare a mettervi nella testa dei pesci rossi, sicuramente ne pensano di migliori. E poi torna a casa, guarda il gioco dei pacchi, e medita: «Quando nel gioco dei pacchi rifiutano la proposta di una cifra più dignitosa, perché vogliono vincere tutto», punto e a capo, altro aforisma fatto, bella la vita, e è ancora lì che si interroga sul perché.

Tuttavia a suo modo questo librino è un capolavoro, non avevo mai letto niente di simile. Se Einaudi l'ha pubblicato un motivo profondo deve esserci. Forse serve a far capire che il comunismo fa veramente male. Oppure al contrario, è un elisir di longevità, non cresci mai. Io per esempio sono curioso di leggere un libro di Piccolo quando sarà grande, chissà cosa penserà, più o meno tra un centinaio d'anni.