I dieci danni che ci lasciò il '68

Mezzo secolo fa l'arroganza del (presunto) contropotere generò la dittatura chiamata "politicamente corretto"

Sono passati cinquant'anni dal '68 ma gli effetti di quella nube tossica così mitizzata si vedono ancora. Li riassumo in dieci eredità che sono poi il referto del nostro oggi.

SFASCISTA Per cominciare, il '68 lasciò una formidabile carica distruttiva: l'ebbrezza di demolire o cupio dissolvi, il pensiero negativo, il desiderio di decostruire, il Gran Rifiuto. Basta, No, fuori, via, anti, rabbia, contro, furono le parole chiave, esclamative dell'epoca. Il potere destituente. Non a caso si chiamò Contestazione globale perché fu la globalizzazione destruens, l'affermazione di sé tramite la negazione del contesto, del sistema, delle istituzioni, dell'arte e della storia. Lo sfascismo diventò poi il nuovo collante sociale in forma di protesta, imprecazione, invettiva, e infine di antipolitica. Viviamo tra le macerie dello sfascismo.

PARRICIDA La rivolta del '68 ebbe un Nemico Assoluto, il Padre. Inteso come pater familias, come patriarcato, come patria, come Santo Padre, come Padrone, come docente, come autorità. Il '68 fu il movimento del parricidio gioioso, la festa per l'uccisione simbolica del padre e di chi ne fa le veci. Ogni autorità perse autorevolezza e credibilità, l'educazione fu rigettata come costrizione, la tradizione fu respinta come mistificazione, la vecchiaia fu ridicolizzata come rancida e retrò, il vecchio perse aura e rispetto e si fece ingombro, intralcio, ramo secco. Grottesca eredità se si considera che oggi viviamo in una società di vecchi. Il giovanilismo di allora era comprensibile, il giovanilismo in una società anziana è ridicolo e penoso nel suo autolesionismo e nei suoi camuffamenti.

INFANTILE Di contro, il '68 scatenò la sindrome del Bambino Perenne, giocoso e irresponsabile. Che nel nome della sua creatività e del suo genio, decretato per autoacclamazione, rifiuta le responsabilità del futuro, oltre che quelle del passato. La società senza padre diventò società senza figli; ecco la generazione dei figli permanenti, autocreati e autogestiti che non abdicano alla loro adolescenza per far spazio ai bambini veri. Peter Pan si fa egocentrico e narcisista. Il collettivismo originario del '68 diventò soggettivismo puerile, emozionale con relativo culto dell'Io. La denatalità, l'aborto e l'oltraggio alla vecchiaia trovano qui il loro alibi.

ARROGANTE che fa rima con ignorante. Ognuno in virtù della sua età e del suo ruolo di Contestatore si sentiva in diritto di giudicare il mondo e il sapere, nel nome di un'ignoranza costituente, rivoluzionaria. Il '68 sciolse il nesso tra diritti e doveri, tra desideri e sacrifici, tra libertà e limiti, tra meriti e risultati, tra responsabilità e potere, oltre che tra giovani e vecchi, tra sesso e procreazione, tra storia e natura, tra l'ebbrezza effimera della rottura e la gioia delle cose durevoli.

ESTREMISTA Dopo il '68 vennero gli anni di piombo, le violenze, il terrorismo. Non fu uno sbocco automatico e globale del '68 ma uno dei suoi esiti più significativi. L'arroganza di quel clima si cristallizzò in prevaricazione e aggressione verso chi non si conformava al nuovo conformismo radicale. Dal '68 derivò l'onda estremista che si abbeverò di modelli esotici: la Cina di Mao, il Vietnam di Ho-Chi-Minh, la Cuba di Castro e Che Guevara, l'Africa e il Black power. Il '68 fu la scuola dell'obbligo della rivolta; poi i più decisi scelsero i licei della violenza, fino al master in terrorismo. Il '68 non lasciò eventi memorabili ma avvelenò il clima, non produsse rivoluzioni politiche o economiche ma mutazioni di costume e di mentalità.

TOSSICO Un altro versante del '68 preferì alle canne fumanti delle P38 le canne fumate e anche peggio. Ai carnivori della violenza politica si affiancarono così gli erbivori della droga. Il filone hippy e la cultura radical, preesistenti al '68, si incontrarono con l'onda permissiva e trasgressiva del Movimento e prese fuoco con l'hashish, l'lsd e altri allucinogeni. Lasciò una lunga scia di disadattati, dipendenti, disperati. L'ideologia notturna del '68 fu dionisiaca, fondata sulla libertà sfrenata, sulla trasgressione illimitata, sul bere, fumare, bucarsi, far notte e sesso libero. Anche questo non fu l'esito principale del '68 ma una diramazione minore o uscita laterale.

CONFORMISTA L'esito principale del '68, la sua eredità maggiore, fu l'affermazione dello spirito radical, cinico e neoborghese. Il '68 si era presentato come rivoluzione antiborghese e anticapitalista ma alla fine lavorò al servizio della nuova borghesia, non più familista, cristiana e patriottica, e del nuovo capitale globale, finanziario. Attaccarono la tradizione che non era alleata del potere capitalistico ma era l'ultimo argine al suo dilagare. Così i credenti, i connazionali, i cittadini furono ridotti a consumatori, gaudenti e single. Il '68 spostò la rivoluzione sul privato, nella sfera sessuale e famigliare, nei rapporti tra le generazioni, nel lessico e nei costumi.

RIDUTTIVO Il '68 trascinò ogni storia, religione, scienza e pensiero nel tribunale del presente. Tutto venne ridotto all'attualità, perfino i classici venivano rigettati o accettati se attualizzabili, se parlavano al presente in modo adeguato. Era l'unico criterio di valore. Questa gigantesca riduzione all'attualità, alterata dalle lenti ideologiche, ha generato il presentismo, la rimozione della storia, la dimenticanza del passato; e poi la perdita del futuro, nel culto immediato dell'odierno, tribunale supremo per giudicare ogni tempo, ogni evento e ogni storia.

NEOBIGOTTO Conseguenza diretta fu la nascita e lo sviluppo del Politically correct, il bigottismo radical e progressista a tutela dei nuovi totem e dei nuovi tabù. Antifascismo, antirazzismo, antisessismo, tutela di gay, neri, svantaggiati. Il '68 era nato come rivolta contro l'ipocrisia parruccona dei benpensanti per un linguaggio franco e sboccato; ma col lessico politicamente corretto trionfò la nuova ipocrisia. Fallita la rivoluzione sociale, il '68 ripiegò sulla rivoluzione lessicale: non potendo cambiare la realtà e la natura ne cambiò i nomi, occultò la realtà o la vide sotto un altro punto di vista. Fallita l'etica si rivalsero sull'etichetta. Il p.c. è il rococò del '68.

SMISURATO Cosa lascia infine il '68? L'apologia dello sconfinamento in ogni campo. Sconfinano i popoli, i sessi, i luoghi. Si rompono gli argini, si perdono i limiti e le frontiere, il senso della misura e della norma, unica garanzia che la libertà non sconfini nel caos, la mia sfera invade la tua. Lo sconfinamento, che i greci temevano come hybris, la passione per l'illimitato, per la mutazione incessante; la natura soggiace ai desideri, la realtà stuprata dall'utopia, il sogno e la fantasia che pretendono di cancellare la vita vera e le sue imperfezioni... Questi sono i danni (e altri ce ne sarebbero), ma non ci sono pregi, eredità positive del '68? Certo, le conquiste femminili, i diritti civili e del lavoro, la sensibilità ambientale, l'effervescenza del clima e altro... Ma i pregi ve li diranno in tanti. Io vi ho raccontato l'altra faccia in ombra del '68. Noi, per dirla con un autore che piaceva ai sessantottini, Bertolt Brecht, ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati. Alla fine, i trasgressivi siamo noi.

Marcello Veneziani
Editorialista del Tempo, sul '68 ha scritto Rovesciare il '68 (Mondadori, anche in Oscar, 2008)

Commenti

nopolcorrect

Dom, 25/02/2018 - 10:06

Bravissimo Marcello Veneziani, complimenti per questo articolo illuminante. Oggi vediamo un'istituzione arrogante come Amnesty International che pretende di insegnarci il verbo del politically correct che ovviamente è di sinistra, anti-italiano e terzomondista, un'organizzazione protettrice degli sfascisti dei centri sociali.

rudyger

Dom, 25/02/2018 - 10:18

Caro Veneziani, siamo ad un passo. Leggo Genesi 6-6. Dio, si penti di aver fatto l'uomo sulla terra....sterminerò dalla faccia della terra l'uomo da me formato...Lo rimise con Noè. speriamo che non ci ripensi un'altra volta.

exsinistra50

Dom, 25/02/2018 - 10:26

Ottimo articolo complimenti Marcello Veneziani

Popi46

Dom, 25/02/2018 - 11:12

Ottima sintesi di un periodo di follia,non solo giovanile, che ci ha portato a vivere,mezzo secolo dopo,in una società che "società " non è più....

Ritratto di adl

adl

Dom, 25/02/2018 - 11:14

Ottima analisi storico culturale, sulla nascita ed evoluzione della DITTATURA POL.CORR. Non si può però non constatare, il punto di arrivo odierno. Usare il linguaggio modificato a scopo turlupinante, per farne lotta politica ed imporre la NUOVA RELIGIONE. Usare i termini ANTIFASCISTA" e "RAZZISTA", in modo totalmente svincolato dal loro significato storico linguistico e culturale, per combattere una LOTTA POLITICA SENZA REGOLE e per imporre dittatorialmente il nuovo CREDO, e criminalizzare il BUON SENSO POPOLARE, di cui Salvini o Meloni o Berlusconi, sono i rappresentanti politici. IN POLITICA IN AMORE ED IN GUERRA tutto è permesso. Che rappresentanti delle istituzioni si prestino a questo gioco SPORCO E SCORRETTO, partecipando ai cortei un pò meno ma se ne comprende il motivo. Il MIN CUL POP...ed i GIORNALAI di oggi insegnano.

peter46

Dom, 25/02/2018 - 11:23

Veneziani...finito l'ostracismo?Bentornato.Ca...volo...eppure tempo fa,ma non troppo tempo fa,io l'avevo portato ad esempio a colui che voleva appiopparci l'idea che solo in altri giornali c'era l'ostracismo verso qualcuno...inutilmente,certo e squalificato x questo...bentornato,dai!.

Ritratto di emo

emo

Dom, 25/02/2018 - 11:46

Articolo perfetto che descrive perfettamente la tragedia innescata allora è che stiamo pagando oggi con magistrati collusi ed allineati al verbo comunista, con pseudo partigiani, con nullafacenti mantenuti dei centri sociali e con una pletora allucinante di guru comunisti per lo più, ignoranti come talpe ma laureati con il 6 politico. ma dove può andare una nazione così conciata? SEMPLICEMENTE IN FALLIMENTO TOTALE.

baronemanfredri...

Dom, 25/02/2018 - 11:53

VOGLIAMO ESSERE ONESTI CON LA STORIA? GLI UNICI RESPONSABILI CHE NON SONO STATI CAPACI, PER CONNIVENZA VEDI LA SINISTRA DEMOCRATICA CRISTIANA, SONO STATI GLI ONOREVOLI E GOVERNI DELLA DC. OGGI ABBIAMO LE PROVE. NON HANNO FATTO NULLA PER BLOCCARLI ANCHE QUANDO AVEVANO UN POTERE ENORME. MA OGGI LA RESPONSABILITA' E' DI COLORO CHE VOTANO SINISTRA E CATTOCOMUNISTI.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 25/02/2018 - 11:55

Acutissimo intervento! Memorabile e da studiare! Resta da chiedersi: a cosa è servito, davvero, il '68, se non la possibilità che è stata data, per la prima volta, ad un generazione, di fare sesso senza farsi troppi problemi? Tutto il resto poi, nel bene o nel male, sarebbe cambiato da solo!

stefano.colussi

Dom, 25/02/2018 - 12:00

Tutto vero, ma la proposta? 50 anni fa' scrivevo "studenti & operai uniti nella lotta" e oggi dico "Camicie Rosse & Camicie Nere" unite contro Jp Morgan & per la costruzione degli Stati Uniti d'Europa. E tu, Marcello Veneziani, cosa dici & scrivi? Colussi, Cervignano del Friuli, Udine, italy

VittorioMar

Dom, 25/02/2018 - 12:03

..NE AVETE RICONOSCIUTO QUALCUNO ??..ORA SONO TUTTI AL GOVERNO !!...HANNO DISTRUTTO UN PAESE CHE SI CONSIDERAVA NAZIONE...POTENZA ECONOMICA...E MARCHI ITALIANI NEL MONDO !!

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Dom, 25/02/2018 - 12:04

@rudyger, mi sa che ci ha ripensato di nuovo, abbiamo il nordcoreano.

steacanessa

Dom, 25/02/2018 - 12:06

Bentornato Marcello.

Ritratto di Koerentia

Koerentia

Dom, 25/02/2018 - 12:09

Eccellente analisi! Nel mio caso ho avuto quasi tutti i professori "istruiti" nel '68 (quelli del voto -18- politico) che mi hanno insegnato che tutto quello che non so' l'ho imparato a scuola da loro. La piu' parte sono andati in pensione con la legge Rumor dopo 15 anni di servizio e ancora oggi campano facendo i "liberi professionisti". Ecco perche' pur avento un cuore socialista non votero' mai e mai la sinistra. 4 Marzo: Forza CDX, nostra unica speranza per un'Italia forte.

Ritratto di elkid

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Rudolph65

Rudolph65

Dom, 25/02/2018 - 12:38

Veneziani,ha scritto perfettamente.

rudyger

Dom, 25/02/2018 - 12:50

BILDERBERG, MASSONERIA, NUOVO ORDINE MONDIALE, TRILATERAL COMMISSION. questi sono i mandanti. I poveri sciocchi ( per non dire delinquenti) del '68 sono stati gli inconsci esecutori. Altro che Markuse ! Ma le forze del male non prevarranno !

Ritratto di elkid

elkid

Dom, 25/02/2018 - 12:51

-la rivoluzione del 68-al netto degli effetti collaterali-è stata sostanzialmente positiva-ed è stata qualcosa di ineludibile-se non si fosse fatta nel 68 ci sarebbe comunque stata in seguito con effetti collaterali ancora peggiori-questo nuovo modo di pensare provenne dall'america dei figli dei fiori e dalla rivolta per la guerra in vietnam ed in europa soprattutto dalla francia-non fu una rivoluzione di sinistra anche se la sinistra cercò di metterci il cappello-cosa portò-rivoluzione benedetta nei costumi-spazzati via falsi miti-l'enfatizzazione di patria e dell'esercito-l'idea che l'autorità avesse sempre ragione-una certa ipocrisia nel vivere la vita famigliare-la fine di tanti formalismi-aborto divorzio -femminismo-tutte cose sacrosante-e poi?-spazzata via una classe imprenditoriale avida di diritti ai lavoratori-stipendi bassi e morti bianche a gogò-se non ci fosse stato il 68 lo avremmo vissuto in maniera virulenta con l'avvento dell'era web-

gavello

Dom, 25/02/2018 - 13:02

che bell'articolo, invidio chi sa scrivere e sintetizzare cosí. ElKid é rimasto senza parole?

Ritratto di hardcock

Anonimo (non verificato)

Ritratto di hardcock

hardcock

Dom, 25/02/2018 - 13:45

Perchè a me viene detto che ho ecceduto oltre i 1000 caratteri e elkid può scrivere pagine intere? Mao Li Ce Linyi Shandong China

lavieenrose

Dom, 25/02/2018 - 14:04

caro Veneziani lei ha perfettamente ragione. Io nel 68 c'ero, studiavo alla Bocconi e ho visto di persona l'uccisione del povero Franceschi poi abbondantemente strumentalizzata. Molti miei compagni universitari erano attivi, io ero molto critico e, avendo già impegni di famiglia, studiavo e cercavo di costruirmi una vita (segue)

lavieenrose

Dom, 25/02/2018 - 14:08

non ho colto a sufficienza un elemento importante: il sei politico che da solo sanciva la vacuità e la vera motivazione dei sessantottini composti prevalentemente da fancazzisti che poi sono stati messi nei posti chiave del potere politico, economico, sociale e dell'informazione per poterli manovrare e adesso raccogliamo i risultati del fancazzisti al potere

PEPPA44

Dom, 25/02/2018 - 14:40

A me personalmente piace di più l'anno dopo il 68.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Dom, 25/02/2018 - 15:05

Caro Rosario, come ho visto l’articolo del nostro Veneziani ho subito pensato che non poteva mancare un tuo post. Post sul quale sono d’accordo meno che nell’ultima parte. Non penso che: “Tutto il resto poi, nel bene o nel male, sarebbe cambiato da solo!”. Penso che nel 68 si sia fatta una colossale indigestione di diritti. Come ogni rivoluzione ha concentrato richieste di ogni genere, in un lasso di tempo troppo breve, dove non si ha il tempo di pensare ed elaborare il rinnovamento che esplode in richieste che, apparentemente, chiedono libertà, uguaglianza, fraternità. Proprio perché non si conosce il vero significato di tali parole, ogni rivoluzione lascia ferite profonde, ancora oggi, più che mai aperte. Ogni capriccio diventa diritto. Tutto è permesso in nome della libertà e non ci si rende conto che stiamo correndo verso la tirannia della libertà. Platone docet. Con immutabile stima. Auguri di ogni bene. Rosella

Nick2

Dom, 25/02/2018 - 15:09

Il 68, è stata l’ultima grande rivoluzione della storia. Ha interessato tutto il mondo, Veneziani! E tu la spacci per un capriccio di quattro mocciosi che volevano sesso e droga libera! Una vera e propria rivoluzione culturale, che in Italia ha dato inizio a tutte le battaglie civili degli anni 70, come il divorzio e l’aborto, i diritti dei lavoratori, il nuovo diritto di famiglia, i diritti delle donne, delle minoranze. Grazie al 68 l’Italia è diventato uno stato moderno ed europeo, non più cattolico-oscurantista simil mediorientale. Voi fascisti lo criticate per partito preso, ma non rinunciate a sguazzare nei diritti (che non meritate) che tanti “comunisti”, “arroganti”, “estremisti”, “tossici”e “infantili neobigotti” hanno conquistato con anni di battaglie! Articolo patetico, atto a solleticare la pancia ad un’accozzaglia di patetici e beceri semianalfabeti. Veneziani, è proprio vero, ognuno ha gli estimatori che si merita…

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 25/02/2018 - 15:13

Quando ero ragazzo, la quasi totalità degli studenti era di sinistra. Conoscendo l'Urss di quei tempi mi chiedevo: mamma mia, che futuro avremo? Arriveremo alla fame e ai gulag come loro? Invece, molti studenti, crescendo, rinsavirono, e oltre la metà di questi votarono per sempre altrove, riuscendo a capire in quale melma sarebbero andati a finire. Capirono la parola lavoro, tasse, burocrazia, apparato pubblico e parrucconi vari. Per fortuna, intuirono che la loro melassa proposta era inattuabile e negativa per tutti. Lo capiranno i fancazzisti di oggi, discepoli del 68, che vanno in piazza a sfasciare e picchiare tutto e tutti? Dall'altra parte della barricata, potrebbe trovare il loro padre, che ha già visto questo percorso. Ma loro si credono più furbi e intelligenti. Sono i famosi ottimisti che vedranno crescere le margherite dalla parte opposta, prima degli altri.

al43

Dom, 25/02/2018 - 15:54

Nick2 - credo che Veneziani non meriti un giudizio così stroncante e, se mi permette, villano per avere espresso un punto di vista che peraltro personalmente condivido. Vorrei ricordare che gli autori di quella" rivoluzione" furono studenti universitari spessi figli di buona famiglia per i quali il comunismo era qualcosa di molto lontano. Si impossessarono del libretto rosso di Mao senza sapere cosa ci fosse scritto dentro e non si sono accorti che i cinesi ad esempio hanno riabilitato il senso dell'autorità, specie quella del padre di famiglia, proprio del Confucianesimo, che Mao aveva cercato di sopprimere. Gli altri pensavano a lavorare e a portare avanti le basi del loro futuro. In Occidente abbiamo distrutto tutto, ben oltre i limiti che era doveroso porsi all'epoca, e oggi ne gestiamo le macerie in un clima di continua contrapposizione che non giova ad alcuno.

reefnick

Dom, 25/02/2018 - 20:25

Un simile concentrato di idiozie generalizzanti e divaganti è possibile solo negli incubi maturati nel tempo da chi, come il Benedetto Marcello, tuttora soffre di un'immedicabile sindrome melodrammatica trasmessagli da Tony Musante.

Conte Ugolino

Dom, 25/02/2018 - 22:40

L’articolo scritto da Marcello Veneziani esprime con limpida e profonda chiarezza ciò che accadde mezzo secolo fa e nei decenni successivi. Fra codesti decenni la bandiera della priorità va attribuita ai famigerati Anni ‘70, grazie alla “lungimirante intelligenza” che contraddistinse i governanti (e non solo i governanti) di quel decennio. segue ...

Conte Ugolino

Dom, 25/02/2018 - 22:41

segue: L’esito di quelle demenziali e, spesso, anche ignobili “dottrine”, lo abbiamo davanti agli occhi quotidianamente e investe, senza alcuna eccezione, ogni casta, ogni struttura. In ogni campo vi sono certamente soggetti eccezionali che allora non furono condizionati direttamente o indirettamente dalle già aggettivate “dottrine”, però, purtroppo per noi tutti, si tratta di una minoranza esigua, assai esigua. Grazie ancora a Marcello Veneziani Alberto Broglia

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Lun, 26/02/2018 - 13:12

Carissima @Rosella, mi sono 'buttato' a scrivere qualcosa, nel minor tempo possibile, non appena mi sono imbattuto in un intervento del nostro Veneziani! Effettivamente, sarebbe molto meglio se le cose cambiassero senza il paravento dell'ideologia; invece, spesso, quando si apre uno spiraglio, si approfitta per spalancare tutta la porta, e fare entrare chiunque, magari chi è più prepotente e arrogante degli altri! Purtroppo il '68 è stata una mistificazione simile a quella dell'Illuminismo. Due 'ossi' che il globalismo mondialista e neo-perbenista non mollerà, attribuendosi meriti e martiri che non merita! Un sincero saluto e un augurio di ogni bene!

Maver

Mer, 28/02/2018 - 14:10

La lucidità di Veneziani in questo articolo è impressionante, posso comprendere la rabbia dei suoi detrattori, non ha lasciato loro alcuna via d'uscita.

Maver

Mer, 28/02/2018 - 17:32

Ma Veneziani non è lodevole solo nell'analisi, lo è soprattutto per il messaggio implicito che mi pare si possa desumere da articoli come questo, ossia che la Destra (Liberale e non) debba metter campo necessariamente ad una nuova proposta culturale evitando di disperdere il proprio potenziale in Governi che limitino la loro azione alla mera gestione della cosa pubblica.