Israel, il matematico che smascherò l'antisemitismo di oggi

Morto a settant'anni il grande studioso, contrario al rifiuto della religione ma anche al bigottismo

Paolo, il maggiore dei figli di Giorgio Israel, ieri, in piedi vicino alla bara di suo padre con i due fratelli più piccoli Alberto e Giacomo, ha voluto ricordare il padre ringraziandolo per il dono della frequentazione della montagna, per la costanza del cammino verso la meta, per l'incanto delle vette; per avergli insegnato ad amare la musica; per aver cucinato così bene per tutta la famiglia leggendo libri di cucina. Così era Giorgio, un falò di amore per la vita, e la vicina di terrazzino della casa di Ostia mi sussurra mentre risuonano le parole ebraiche del saluto ai defunti, fra i Salmi e il Gan Eden: «Come farà senza sentire quel gran chiacchierare così intelligente e fitto fitto che proveniva sempre dalla terrazza accanto fra lui e la moglie Ana». E la cultura italiana? Come farà, adesso che Giorgio se n'è andato a 70 anni con quel gigantesco, variegato, straordinario patrimonio non solo di sapienza, ma di valori che facevano un tutt'uno dell'ebraismo e della matematica, dello scienza e del sionismo, della battaglia contro l'eugenetica con quella contro il totalitarismo, il razzismo, il lager, il gulag, ma anche contro la scuola corrotta dall'ideologismo, contro il rifiuto della religione ma anche contro il bigottismo e la rigidità, contro il politically correct di ogni genere, insomma.

Giorgio, nato nel 1945 a Roma era figlio di Saul Israel, un medico umanista e scrittore, che da Salonicco fu costretto a spostarsi a Parigi e poi a Roma. Il rapporto con Parigi è rimasto profondo nella vita di Giorgio, che era perfettamente bilingue, e mentre era professore ordinario di matematiche complementari alla Sapienza di Roma, era anche membro dell'Academie Internationale d'Histoire des Sciences. Alla Sapienza, ed è per la cronista come la descrizione di un grande esperimento di magia, teneva due corsi: teoria dei giochi e modellistica matematica.

Nella sua perfetta passionalità morale Giorgio era un vero ebreo, con i suoi trenta volumi e i suoi 200 articoli scientifici, con la sua esplorazione ipercritica nella storia della scienza nella cultura europea, nel suo scoprirne le complicità con le idee autoritarie anche oggi pur amandola alla follia. Come citare i suoi testi senza ignorarne altri parimenti meritevoli? Proviamo a elencare i contributi alla divulgazione, come Modelli matematici e Pensare in matematica che vuole superare l'errore: «Ah io di matematica non capisco niente», per far capire che è il pilastro irrinunciabile del pensiero occidentale. Il libro è scritto con Ana Gasca. Molto importanti anche La mano invisibile. L'equilibrio economico nella teoria della scienza scritto con Bruna Ingrao; Il mondo come gioco matematico. John von Neumann scienziato del 900 , una biografia di nuovo scritto con Gasca. Per chi scrive lo sfondo scientifico si faceva reale solo quando Giorgio lo utilizzava per spiegare le sue dure, dirette, audaci posizioni, per esempio quando, come ha fatto in tanti articoli su Tempi e sul Foglio (ma ha anche scritto per il Giornale , L'Unità , l 'Osservatore Romano ...) descriveva con entusiasmo il suo rifiuto per la manipolazione legata all'eugenetica, di cui denunciava, nonostante la fine dei regimi razzisti, la sua permanenza nelle nostre vite. Israel è stato fra i pochissimi che ha smascherato sin dal suo primo inizio il travestimento dell'antisemitismo da critica allo Stato d'Israele: il suo disgusto per la discriminazione degli ebrei ha prodotto decine di scritti. Giorgio si riaffaccia nelle librerie in questi giorni, il suo pensiero seguita a fiorire: La questione ebraica è uscito da poco riletto e corretto da Giorgio stesso, e adesso esce anche Abolire la scuola media? in cui si guarda ai bassi punteggi ottenuti dagli studenti. Per Giorgio è la svalutazione della conoscenza, la giustificazione continua della mancanza di sforzo nello studio, che hanno prodotto il crollo dell'apprendimento. Giorgio Israel la diceva tutta, la sua vita intensa e ricchissima è stata come il suo cognome: passione, etica, generosità, guerra... e guai a sgarrare.