L’arte di Tiepolo in mostra

Presentata a Milano l’esposizione di sessanta dipinti e settanta disegni che si inaugura il 15 dicembre a Villa Manin di Passariano. Nella “Fuga in Egitto” il presagio della morte lontano da Venezia

Oltre sessanta dipinti e settanta disegni per ripercorrere e raccontare l’esperienza artistica di un grande della pittura come Giambattista Tiepolo nato a Venezia nel 1696 e morto a Madrid nel 1770. Una grande mostra presentata oggi al Circolo della Stampa di Milano e che sarà allestita dal prossimo 15 dicembre al 7 aprile nella Villa Manin di Passariano, in provincia di Udine.

La presenza di molte opere esposte avviene per motivi eccezionali. Come nel caso di “Santa Tecla libera Este dalla peste”, il più grande dipinto dell’artista con i suoi 6,75 metri per 4. Fu commissionato al Tiepolo dal Comune di Este a metà Settecento, per ricordare la tragica pestilenza del 1630, ed è oggi conservato nell’abside del Duomo di Este. Una chiesa oggi in restauro che ha permesso di asportare l’opera che per l’occasione è stata anche restaurata. Per documentarla meglio, è stato ottenuto inoltre il relativo bozzetto preparatorio dal Metropolitan Museum di New York.

Anche per altri dipinti saranno esposti i relativi bozzetti che furono a lungo esaminati dal grande studioso Roberto Longhi che li utilizzò per comprendere meglio l’arte del Tiepolo. Grazie ai bozzetti è possibile documentare anche gli inamovibili cicli di affreschi. L’esposizione si apre con un capolavoro giovanile: “Apelle che dipinge Campaspe” del Museum of Fine Arts di Montreal. In questo dipinto il ventenne Tiepolo dette le proprie sembianze ad Apelle: quasi una sfida al maggior pittore dell’antichità. Dal Musèe Cognacq-Jai di Parigi viene il “Banchetto di Antonio e Cleopatra”, dal Museo Nazionale di Helsinki il “Ratto delle Sabine”, dalla Fondazione Buhrle di Zurigo “Diana e Atteone”, dal Museo Nazionale di Budapest “San Giacomo sottomette un moro”, dall’Ermitage di San Pietroburgo “Mecenate presenta le arti ad Augusto”.

La preziosa rassegna di Villa Manin si conclude con il piccolo quadro dedicato alla “Fuga in Egitto”, dipinto poco prima della morte avvenuta a Madrid e che viene interpretato come il presagio dell’artista della sua fine. Lontano da Venezia.