"L'antisemitismo è tra noi e nessuno riesce a ucciderlo"

Un micidiale libro-accusa di Daniel Goldhagen, lo storico che scrisse il celebre I volenterosi carnefici di Hitler: "Nel mondo arabo e in Europa molti vogliono eliminare Israele"

Il nuovo libro di Daniel Goldhagen The Devil that never Dies (Little, Brown & Company, pagg. 486, dollari 30) è, come il suo celebre I volenterosi carnefici di Hitler (1996) una testo che schiaccia il lettore sotto una valanga di informazioni e dati che provano una tesi scandalosa quanto evidente: è cioè che l'antisemitismo non è un fenomeno da affidare alla memoria del passato, relegare nei libri. No, il male esiste ancora, il «demonio» resiste. E l'antisemitismo, dice Goldhagen, ha le stesse caratteristiche genocide di un tempo e, naturalmente, minaccia in primis lo stato di Israele, l'ebreo collettivo.
La tesi più spaventosa del libro è quella della diffusione globale dell'antisemitismo, della sua morsa su tutto il mondo.
«Con la globalizzazione l'antisemitismo, che è il principale pregiudizio etnico di tutti i tempi, è diventato mondiale. Spinto dai Paesi arabi e islamici, agganciandosi a fonti europee e cristiane di antica matrice accantonate solo momentaneamente dopo l'Olocausto, l'antisemitismo è oggi presente in larga misura ovunque. I media digitali - dal web alla tv satellitare - l'hanno messo alla portata di chiunque, ovunque e in qualsiasi momento. Sono stati fondamentali per la sua diffusione globale».
Cosa c'è di nuovo nell'antisemitismo contemporaneo?
«L'antisemitismo globale attinge a vecchi pregiudizi cristiani, musulmani, di sinistra e di destra, ma oggi ha assunto anche nuove forme e dimensioni. Se prima prendeva di mira gli ebrei locali - quelli che si conoscevano direttamente per città, regione o nazione - oggi è accanitamente fissato anche sugli ebrei lontani, ovvero su quelli americani e israeliani. Inoltre, mentre in precedenza era un fenomeno di matrice principalmente sociale o culturale, nell'era globale politicizzata in cui viviamo, è decisamente un fenomeno politico. Per la prima volta, esso occupa un posto centrale nelle strategie e nella politica estera di molti Paesi, contro lo Stato d'Israele».
Lei ha scritto che auspicare l'annientamento di Israele attraverso armi nucleari è la sostituzione dell'incitamento a un nuovo Olocausto. Il mondo islamico grida quotidianamente «morte agli ebrei» e nessuno batte ciglio.
«Nel mondo arabo e islamico dire di voler distruggere gli ebrei - e non Israele semplicemente - è cosa comune. I leader politici e religiosi, i media e l'uomo della strada lo dicono apertamente. In Occidente, a causa dell'Olocausto e dell'adozione di leggi che perseguono reati d'odio, gli antisemiti sono più cauti: non dirigono i loro attacchi contro gli ebrei di per sé, anche se ricorrono a stereotipi tradizionali, fanno di Israele il loro obiettivo».
Dove sono oggi i difensori degli ebrei?
«Solo negli Usa, il Paese meno antisemita dell'Occidente, abbiamo assistito a un arretramento dell'antisemitismo negli ultimi decenni, invece di aumentare come in Europa. Non sorprende quindi che gli americani sappiano riconoscere che dietro l'assalto antisemita contro Israele e contro gli ebrei, anche quando è mascherato da antisionismo, si celi in realtà un odio pericoloso e omicida.
Che rapporto c'è tra il desiderio di annientare gli ebrei e la negazione dell'Olocausto?
«La negazione dell'Olocausto non è che una forma della vasta gamma di negazionismi diretti agli ebrei, e agli ebrei soltanto: viene negato che gli ebrei abbiano una storia plurimillenaria che li lega alla loro terra, che il Tempio sia mai esistito, che abbiano il diritto come tutti i popoli ad avere un proprio Stato, e persino che siano esseri umani, un ritornello molto comune nel mondo arabo e islamico. Tutto ciò legittima l'idea che gli ebrei o Israele debbano essere eliminati».
Che cosa dovrebbe fare Israele per combattere l'antisemitismo? «Ogni popolo, nel mondo moderno, per essere rispettato, per potersi autogovernare e difendere ha bisogno di un proprio Stato. Per la prima volta dopo millenni, gli ebrei hanno un proprio Stato che garantisce quella difesa che non hanno mai avuto quando sono stati perseguitati nel mondo cristiano e islamico nel corso dei secoli. Naturalmente Israele, come patria degli ebrei, è anche l'oggetto di molti attacchi antisemiti. Ed è questo antisemitismo e non le scelte politiche di Israele, che certo si possono criticare liberamente, che costituisce la radice del desiderio di eliminare Israele».
Perché l'Europa, nonostante la Shoah, è il continente oggi più affetto dall'antisemitismo?
«L'antisemitismo non è mai svanito dall'Europa. Le statistiche mostrano che un numero enorme di europei crede nelle nozioni antisemite più assurde e classiche sugli ebrei e Israele, compreso che minuscole cricche di ebrei in Europa hanno troppo potere nel mondo degli affari e che Israele sta conducendo una “guerra di sterminio” contro i palestinesi, il che - per quanto si possa essere in disaccordo con le politiche d'Israele - altro non è che una fantasia antisemita».
È possibile guarire questa malattia? Uccidere The Devil that never Dies?
«Il diavolo non è destinato a scomparire presto: è ben radicato nel mondo arabo e islamico, è diffuso in Occidente e acquista spazio altrove. Prolifera sui media digitali ed è in continua crescita, anche perché le diverse correnti di antisemitismo si rafforzano reciprocamente come mai in precedenza. Non c'è dubbio che il conflitto mediorientale lo alimenti, ma non c'è neppure dubbio sul fatto che i vecchi pregiudizi antisemiti abbiano disegnato le linee interpretative con cui molta gente si figura Israele e gli ebrei in generale».
Questa ondata di nuovo antisemitismo potrebbe portare a un nuovo genocidio?
«L'antisemitismo odierno è senza dubbio potenzialmente genocida. Certo, molti degli antisemiti, specialmente in Occidente, non mirano, quantomeno non apertamente, a massacrare gli ebrei, ma molti altri, in particolare nel mondo arabo e islamico invece sì, e lo ripetono quasi abitudinariamente. In realtà i leader religiosi e politici arabi e islamici, come anche la gente comune, invitano di continuo a uccidere gli ebrei, più di quanto non l'abbiano mai fatto i Nazisti. Ciò che fanno, i loro scopi politici- dalla corsa iraniana al nucleare all'esplicito impegno di Hamas a distruggere Israele - indicano chiaramente che, se acquisissero i mezzi per compiere un genocidio, la probabilità che li utilizzino è del tutto reale».


Daniel Goldhagen

Commenti

Luigi Farinelli

Dom, 26/01/2014 - 10:35

La malapianta velenosa da estirpare non è Israele, né il popolo ebraico, ma il nazionalismo massonico-sionista (B'nai Brith) che sta infettando il mondo facendo in maniera che anche chi si azzardi a contrastare questo potere ormai dilagato venga additato come "antisemita". In tal caso almeno la metà del popolo ebraico dovrebbe essere considerata di idee antisemite, non appoggiando l'estremismo dei loro governanti nazionalisti ed i loro piani per la conquista economica del mondo attuata attraverso ricatti economici, crisi politiche inventate a bella posta, imposizione di governi e presidenti (vedi USA, dove la massoneria Rothschild fa ormai ciò che vuole) e abbattimento dei principi etici e morali (vedi intero Occidente) con diffusione di distruttive dottrine malthusiane e antinataliste per accelerare, assieme a ricatti e crisi economiche fasulle favorite dai loro presidenti di nazione burattini (in grembiulino) al potere, la rovina degli Stati sovrani, da sostituire con entità geopolitiche a guida elitaria autoeletta (vedi Europa, tra l'altro).

Paul Vara

Dom, 26/01/2014 - 10:40

Mi chiedo chi abbia più interesse a mantenere in vita l'antisemitismo...

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Dom, 26/01/2014 - 10:46

Io sono Per Israele. Detto ciò raccomando a tutti la lettura de 'The Ethnic Cleansing of Palestine' di Ilan Pappé, un autore ebreo (tra l'altro) al quale i connazionali sionisti non hanno risparmiato appellativi di traditore e quant'altro. Alla Nirenstein posso solo replicare che l'antisemitismo non è né peggio né meglio di qualsiasi altro 'anti' visto che su questa palla che gira siamo in molti e ogni popolo (incluso quello ebraico) ha il diritto al rispetto e autodeterminazione. Detto ciò consiglio i nostri amici ebrei a considerarsi un po' meno speciali e un po' più facenti parte dell'umanità normale su questa terra e vedranno che riusciranno a farsi benvolere di più.

simone64

Dom, 26/01/2014 - 11:01

Cara Nirenstein,concordo pienamente con quello che Lei ha egregiamente illustrato in quest'articolo. Aggiungerei che in Europa anche la fede cristiana tenta inutilmente di discriminare il popolo ebraico,nella fattispecie dei nostri deliranti cattocomunisti (i primi a doversi spargere il capo ottuso di ceneri ) e di quei poveretti illusi che compongono le estreme destre europee. Hanno tutti solo paura degli States (maiuscolo) e Israele perché consapevoli di come verrebbero stracciati sia militarmente che finanziariamente. Basta leggere i post idioti di molti lettori di questo giornale. Lunga vita al piccolo popolo di Sharon e agli States che ci hanno permesso di sbavare fino ad oggi. Grazie alla redazione per la pubblicazione

Ritratto di mina2612

mina2612

Dom, 26/01/2014 - 11:09

Che il nazismo sia insito in taluni, nessuno lo mette in dubbio. Ma certamente dietro a questo alone che circonda questi cretini antisemiti, si nasconde un esercito i filo arabo/palestinesi che vogliono, anzi pretendono la soppressione di un intero popolo. E a questi criminali, che sono tanti nel mondo, ma tantissimi nel nostro Paese, nessuno dice niente per una questione economica. Così va avanti il mondo: uno schifo!

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 26/01/2014 - 11:16

Sion sta giusto or ora distruggendo anche l'Ucraina..

a.zoin

Dom, 26/01/2014 - 11:33

Da che mondo è mondo, l`antisemitismo, va parallelo con la legge del più forte, nessuna forza sarà capace di rompere questo tabù, finchè ci sarà favoritismo e corruzione. Chi più ne hà più favorisce l`antisemitismo.

Antonio63

Dom, 26/01/2014 - 12:23

@ simone64....Condivido pienamente il suo commento dalla prima all'ultima parola. Cordialita'

Villanaccio

Dom, 26/01/2014 - 12:37

Un problema reale: Sono stato ad Aushwitz, come a Bergen Belsen, Dachau Terezin e nel ghetto di Varsavia come in Israele. Dopo 6 milioni di morti e 3 guerre vinte, gli ebrei hanno il DIRITTO oggi dopo quasi 2 millenni di ritornare nella loro "terra promessa" e di abitarla in pace. Fermo restando questa realtà,in Israele e nel mondo ebraico esistono delle fortissime contraddizioni fra 3 distinti gruppi di potere. Una finanza internazionale governata da banchieri ebrei di nota influenza economica e politica specie nel mondo americano, una presenza inquietante e non più trascurabile di ebrei ortodossi ed ultraordodossi sia negli USA che in Israele che osteggiano ogni presenza a livello civile e politico desiderosi solo di studiare ed applicare integralmente la Torah, ed infine una moltitudine di israeliani "laici" che studiano lavorano ed hanno combattuto per rendere lo stato di Israele un paese moderno ed efficiente. Con chi dialogare? Certamente con la parte più moderna ed efficiente del Paese ma osteggiato spesso da gruppi di potere economico e religioso intransigente che crea un freno ad un vero processo di pacificazione. Bisogna poi considerare che per un islamico convinto, assertore unico della verità, accettare ogni compromesso di vivere civile e di tolleranza reciproca rimane molto spesso una chimera. Quante teste dovremmo pacificamente cambiare ?

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 26/01/2014 - 13:13

L'autore di queste riflessioni ci consegna due personali sue necessità di risposta. Primo, lui e tutta o quasi la comunità ebraica del mondo se la fanno addosso per la funesta ipotesi di ritorno alle cicliche 'aggressioni'. Ipotesi che non consente loro di fare sonni tranquilli. Secondo, hanno realmente bisogno di sentire Dario Maggiulli e simili affinché producano informazioni più o meno rassicuranti, delle quali sono oltremodo affamati. L'Iran, e, o l'universo Arabo, nucleare o no, non sono assolutamente loro potenziali 'terminator'. Non esistono più le condizioni fisiologiche della Germania anni trenta, strangolata da una Inghilterra che si prefiggeva di dominare il mondo dichiarandole guerra. Non esistono più gli stereotipi Goebbels, Himmler, (che comunque sono stati 'costruiti' nel laboratorio mefistofelico di Churchill). Non esistono in Iran, né altrove. La differenza dell'odierno antisemitismo planetario, reale, e quello dell'Europa 'nazista', è che in 'quei giorni' l'antisemitismo era oggetto strategico circostanziale del Terzo Reich, quindi istituzionale, per 'caricare' lo spirito del popolo e dei responsabili tutti dell'apparato di Stato a 'riscaldare i muscoli' per fronteggiare la vile aggressione inglese. L'invito ad espatriare, ad essere rimpatriati in Palestina (fortemente osteggiato dalla comunità ebraica), ad abbandonare il suolo tedesco, fu raccolto da gran parte della popolazione semita. Quella più refrattaria (per tantissime ragioni) venne internata, 'in malo modo', non godendo di particolare simpatia. Il popolo tedesco non sapeva realmente della condizione letale in cui versava l'internato dei campi di concentramento. O, se ne veniva meramente a conoscenza, era del tutto privo di strumenti di reazione, per via del coinvolgimento in una situazione raccapricciante di belligeranza 'mondiale'. Impossibilitato, de facto, a 'metter bocca'. Ma, gli stessi 'capi istituzionali' si sono trovati in un susseguirsi di circostanze che hanno fatto degenerare gli eventi. Il popolo tedesco in uniforme veniva decimato in numero impressionante sui vari fronti mentre dietro i reticolati 'sfuggivano più o meno di mano' le impietose morti. Oggigiorno, è il contrario. Gli apparati di Stato del Mondo sono trincerati nel rispetto sincero della protezione delle comunità ebraiche e dello Stato di Israele, ma i popoli della terra, è vero, sono venati da orientamenti antisemiti, ma lontanamente finalizzati ad estinguere gli ebrei (nemmeno i lobbisti finanziari che controllano le Borse mondiali). Gli antisemiti di oggi vogliono, sommessamente, 'colpire' lo spirito ortodosso ebraico, ritenuto responsabile di orientamenti culturali antropologici fortemente negativi per la Crescita Antropica. Oltre a danneggiare l'ottanta per cento della popolazione ebraica che non condivide l'ortodossia fondamentalista tradizionale. Dovrà essere scritto un libro che ci illumini sul tragico delle generazioni ebraiche ultime a dover essere assoggettate agli indottrinamenti horror autolesivi. Credo che la condizione dei giovani ebrei del momento, in tutto il mondo, è la più sofferta che si possa immaginare. Per queste ragioni. Mi fanno venire in mente, la pratica cinese di poche generazioni fa, a deformarsi i piedi, imprigionandoli in protesi mostruose, per ottenere danzatrici virtuosistiche delle corti imperiali. O addirittura, l'uso di certe popolazioni antichissime di comprimere sin da piccoli i crani per rendere più alte le teste e quindi i corpi. Questo, i giovani ebrei ai quali vengono imposte estetiche di pensiero in contrasto con il liberismo evolutivo. Come si può tenere viva la Memoria? ingessandola nella proibizione di contestualizzarla? Altra manifestazione, questa, horror, che ci richiama alla 'deformazione dei piedi in Cina'. (cercate su Google, sotto questa dicitura). Ecco, è esattamente questa claustrofobica cultura che gli antisemiti di tutto il mondo intendono combattere. Come si può pensare che il pianeta sia in torto nel risentimento che rivela verso questa forma di 'barbarie'?. Guardiamo invece alla storia delle popolazioni di colore (Nelson Mandela è ancora intatto nel suo sarcofago, oltre al fatto che si possono intervistare quanti negli Usa, pochi decenni fa, non potevano usare i torpedoni dei 'Bianchi', quanti sono stati aggrediti lasciandoci le penne dal klu-klux-klan. Tutt'oggi (caso Kyenge) sussiste uno spirito razzista molto forte.) Eppure, i Negri, nobilissimamente, non reagiscono come da tragedia greca. Guardano avanti, ascrivendo 'la cosa' al fatto che la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Il loro riscatto più grande è avere il Presidente della più grande Nazione al mondo, di colore. Onore al Popolo di colore. Gli Ebrei invece vogliono di più di quanto già fanno tutti gli Stati del mondo a proteggerli. Vogliono che ci sìano delle manifeste ostentazioni di idolatria verso di loro, verso la loro atavica cultura, anche se respinta e combattuta proprio al loro interno (Finkelstein, Avraham Burg, Richard Falk, e milioni di altri). Le teste di maiale recapitate ieri, sono il prodotto di una testa malata, non più di due. --- Fiamma, sinceramente, amatissima, perché non puntare i riflettori, ad ampio spettro, su questa verità? ---riproduzione riservata--- 11,46 - 26.1.2014

Fracescodel

Dom, 26/01/2014 - 13:28

A ridaglie con queste menate! Ancora spazio a queste fetide lamentele? Primo, l'antisemitismo e' utilizzato per delegittimare qualunque critica verso Israele e verso il "sionismo". Sono pochissimi e forse nessuno quelli che sono veri antisemiti, cioe' che discriminano a priori per mero odio del popolo ebraico. Detto questo, e' una vergogna dei nostri tempi vedere questo continuo vittimismo da parte di un popolo che e' una minoranza minuscola che pero' controlla straprepotentemente la finanza mondiale, i media mondiali, gran parte delle corporazioni occidentali e le industrie, il cinema, le risorse naturali, e di riflesso i politici, i governi e quindi le politiche e le economie delle nazioni. Gli offesi siamo noi, noi non ebrei, che dobbiamo subire nostro malgrado le loro strategie geo-politiche e sentirci dire pure che dobbiamo stare zitti e mosca, altrimenti siamo automaticamente antisemiti. Ma la gente cosa pensa, che i problemi economici che vediamo in Occidente, in Europa ed in Italia siano frutto delle incapacita' dei popoli a risparmiare ed investire? Siete proprio cosi' IGNORANTI? Eppure ci sono abbastanza commentatori che continuano a spiegarvelo, che la crisi economica e' indotta, manipolata, creata, fittizia; cosi' come lo sono le guerre! Tutto accade per strategia del potere bancario, che oggi controlla una fetta abbastanza grande delle industrie mondiali per poter decidere unilateralmente le sorti del mondo. La caduta dell'economia in Occidente e' servita per liquidare/annientare la classe media (che poteva essere d'intralcio, inquanto piu' scevra mentalmente e con risorse; e poteva attaccare l'elite bancaria), e far confluire i risparmi di una vita di centinaia di milioni di famiglie nelle tasche dei ricchi padroni bancari. I ricchi padroni bancari sono fondalmente sionisti (non faccio piu' esempi, PERCHE' POCHE RIGHE NON RISPECCHIANO I VOLUMI A RIGUARDO...e sarebbe onesto da parte di chi non ci crede di andare a farsi le proprie ricerche, invece di sbraitare odiose controrisposte). In Italia, dove avevamo una classe media tra le piu' estese di tutti i paesi piu' industrializzati, e le piccole medie imprese rappresentavano fino poco tempo fa il tessuto trainante della nostra economia (e qualita' ed exports), abbiamo subito un attacco duro; abbiamo subito un vero e proprio colpo di stato! Il potere bancario (SIONISTA) ha, attraverso i nostri politici asservienti e traditori, fatto una chiara eversione della nostra democrazia; con l'EU e l'EURO ci ha tolto sovranita'; con tassazioni vergognose, indagini faziose, e una guardia di finanza usata come cane d'attacco, hanno fatto scappare i ricchi, distrutto la classe media, impoverito le famiglie; con l'immigrazione CI TOLGONO COESIONE SOCIALE per poter unirci e dissentire (la rivoluzione!). Poi ci sono le guerre: servono in primis come gioco GEOPOLITICO per Israele, che usa gli USA come cane da guardia; poi serve per arricchire certe industrie e le banche che finanziano; e per allineare tutti i paesi ancora SCEVRI, al potere CORPORATIVO-FINANZIARIO INTERNAZIONALE (poveri paesi come Iran, Syria, Lybia, N.Korea, Venezuela, e pochi altri, stanno subendo la gogna mediatica e la creazione fittizia dei "mostri tiranni" per plagiare l'opinione pubblica che sia giusto fargli guerra...ma come molti hanno capito, Gheddafi non era un tiranno ma la cosa migliore che ci potesse essere per il popolo libico...le altre sono tutte fregnacce raccontate come propaganda a noi popolo "bue"). Ma torniamo agli ebrei: controllano il mondo mediatico, politico ed economico; usano le nazioni per ripulirsi il medioriente per Israele; ora stanno facendo un chiaro colpo di stato mondiale, attraverso il potere bancario corporativo, e noi altri GOY siamo le vittime; il Talmud, loro testo piu' sacro, e' un calderone di razzismo e discriminazioni; e noi dobbiamo sorbirci anche su IlGIORNALE le patetiche uscite di Nirenstein e palle varie. Peggio, quando si commenta sugli ebrei ed Israele una gran fetta di commenti viene da ebrei attivisti che imbrattano i forums con le loro propagande, delegittimando chi critica con epiteti odiosi come antisemitismo. Lo sempre detto, a nessuno fotterebbe nulla degli ebrei se non fossero loro a pestare i piedi agli altri.

Claudio Ennam

Dom, 26/01/2014 - 14:16

Cambiano i tempi (quelli dei Faraoni, quelli dei Romani antichi), i luoghi (tutto il mondo), i regimi (monarchie, dittature, democrazie) e le religioni (cristianesimo e Islam) ma gli ebrei sono sempre osteggiati e perseguitati. Sono gli stessi ebrei che dovrebbero porsi la domanda: perché?...

federico marini

Dom, 26/01/2014 - 16:00

Se l'antisemitismo è tra noi bisogna chiedersi il perché anzi i numerosi perché ai quali si è preferito non rispondere, oppure le risposte che sono state date sanno di rattoppi o addirittura di riscrittura, ad hoc, della Storia. Innanzi tutto, prima di passare ad altre argomentazioni, occorre affrontarne una di merito sul prefisso "anti", sempre da deplorare a favore del "per" a meno che una diuturna ed anche notturna lezione, sub-liminale o meno, di "semitismo", come quella che dobbiamo sopportare in questi giorni, ti induca all'"anti", perché prostrato da una didascalica insistenza, che pretende di rimetterti sui banchi delle elementari per re-insegnarti la storia, che solo lo stupido non può leggere come la noiosa e bugiarda storia,sempre da rifiutare per principio, quella del vincitore. La ricetta per sconfiggere l'antisemitismo é elementare. non imporre per legge, ma discuterne, non farne una sorta di novella partenogenesi, la nuova verità rivelata dagli Usa, come la Liberazione dal tiranno. Il percorso non è difficile e può essere schematizzato in poche tappe: Deicidio,perché Roma distrugge Gerusalemme come una sorta di Cartagine,perché gli ebrei nella repubblica di Weimar vengono visti come nemici,l'olocausto é puro razzismo, ricordarlo oggi è solo ricordo o arma contro l'Islam e in misura ridotta la Palestina, la lobby ebraica controlla o tenta di controllare, contro gli stessi interessi americani, la politica estera degli USA, cos'ha rappresentato "l'internazionalismo" ebraico nella storia d'Europa e del mondo, gli Ebrei italiani o francesi etc, sono anche italiani e anche francesi? Poche risposte e l'antisemitismo si ridurrebbe a gesti di una stupidità abissale, quali l'invio delle teste di maiale. Federico Marini

Giovanni Evolani

Dom, 26/01/2014 - 16:20

Migliaia di anni di odio tra fratelli. Parla la Bibbia, Genesi 15 e segg.: Agar la serva egizia diede ad Abramo, col consenso della moglie Sarai, il primo figlio, Ismaele. Agar e poi Ismaele si fanno beffe e ridono alle spalle di Sarai e poi di Isacco, considerati: la prima, sterile (vergogna), e Isacco secondogenito (da disprezzare). Da notare: Dio non riconosce alcuna primogenitura ad Ismaele. Agar e Ismaele vengono cacciati nel deserto, Esodo 21: 8. Abramo fu chiamato Abrahamo (padre di molte nazioni) Sarai fu chiamata Sara, (Principessa) e Isacco il principe da cui discenderà il popolo di Israele. Sì, lo stesso Israele, o popolo di Dio, che da migliaia di anni i discendenti di Ismaele combattono con il proposito di annientarlo e “farlo scomparire dalla faccia della terra”. Eliminato Israele (Isacco), Ismaele farà valere la sua primogenitura, e gli arabi, tutti, saranno il popolo scelto di Dio. Da alcuni brani della Bibbia. Se ho male interpretato chiedo scusa. Giovanni

niklaus

Dom, 26/01/2014 - 16:33

Gentile signora Nierenstein, ho vissuto in diversi paesi dall'Europa all'America e ho sempre cercato di capire le radici locali dell'antisemitismo. Mi sono reso conto che l’antisemitismo ha due facce: la prima e’ di carattere religioso e il Cristianesimo ne e’ stato l’attore principale. Ma oggi questa guerra teologica e’ praticamente scomparsa. La seconda faccia riguarda invece la ricostituzione, dopo duemila anni di diaspora, della Stato di Israele sulla base giuridica dello “ius sanguinis”. Paradossalmente questo principio era stato applicato dal Reich tedesco nella sua politica di annessione. Allora pareva quindi un principio valido, applicato in diversi paesi del mondo. Oggi pero’ si vedono le crescenti difficoltà se non nel giustificarlo, certamente nell’applicarlo. D’altra parte se Israele applicasse lo “ius soli” perderebbe la guerra demografica e con questa la sua attuale ragione d’essere. I problemi del rinascente antisemitismo ruotano quindi attorno ad Israele e non alla fede giudaica (in questo aspetto le persecuzioni dei cristiani nel mondo sono attualmente molto piu’ gravi e frequenti). Con diverse fedi religiose si puo' - anche se con difficolta' - convivere, ma non in uno stato retto da un'etnia dominante. Purtroppo non credo che esista una soluzione di compromesso.

Lontana

Dom, 26/01/2014 - 16:58

L'articolo la dice giusta. Siccome non sono più giovanissima e son sempre stata di destra, anche io una volta pensavo certe cose, come "solo gli ebrei si lamentano sempre, ci son stati altri genocidi, eccetera", anche perché molti ebrei conosciuti erano palesemente di sinistra, ma ho sempre ammirato il coraggio e la forza di Israele, a difendersi da tutti i vili attacchi dei Paesi che lo circondano. Ammirato la capacità di costruire uno Stato democratico Occidentale in mezzo a quel marasma. Col tempo e dopo la guerra del Golfo, mi sono resa conto del doppio gioco che la sinistra faceva nei confronti di Israele e degli ebrei, da una parte li compativa per l'Olocausto, e dall'altra solidarizzava con gli stati arabi nemici di Israele. Negli ultimi anni invece, si é assistito ad una vera e propria rimonta dell'antisemitismo, e precisamente da quando la crisi economica ha colpito l'Occidente. L'estrema destra e l'estrema sinistra si sono trovate a cercare il colpevole e non hanno trovato niente di meglio della Finanza internazionale, complotto pluto-giudaico-massone, proprio come una volta. Semplicizzando tutta una serie di avvenimenti, mettendo qualche verità e molta immaginazione, hanno costruito il mostro, il Disegno secondo il quale gruppi di potere ci obbligano a farci invadere da frotte di clandestini, ci depauperizzano, ci comandano, controllano tutto, corrodono le nostre anime e ci consegnano nelle mani degli americani, che secondo loro ci hanno sempre comandato dalla fine della guerra. Chi é la mente oscura che ci vuole anche annientare come popolo? Naturalmente sempre loro, i ricchi ebrei che controllano tutto. É desolante constatare come queste fòle circolino per il mondo attraverso internet, e che molte persone siano così ingenue da credere che il mondo possa essere controllato e dominato da un solo gruppo, come se le varianti e l'imprevedibile non esistesse. Consideriamo poi che i gruppi di potere sono molteplici, i Grandi Paesi, ciascuno con la propria ambizione, dall'Oriente al Sud del mondo, sicuramente si organizzano per vincere le guerre economiche, finanziarie, culturali, e difficilmente si accordano su un obbiettivo comune. Per farla breve, piantiamola con le teorie del complotto e cerchiamo di essere più pragmatici, l'antisemitismo e l'antisionismo sono una piaga, Israele é il solo Paese Occidentale simile ai nostri e va difeso a spada tratta contro la barbarie dei Paesi confinanti, che hanno messo bombe anche in casa nostra, ci invadono con la scusa della povertà o delle guerre che loro continuano a fare, e ci tengono sempre sotto la minaccia di attentati. Tutto il resto, sono elucubrazioni, ipotesi malsane, autolesionismo puro.

simone64

Dom, 26/01/2014 - 17:01

Antonio63@ - La ringrazio per l'appoggio. Ricambio i saluti cordialmente

simone64

Dom, 26/01/2014 - 17:21

Lontana@ - complimenti sinceri, meglio di così questa realtà non la si poteva descrivere

Lontana

Dom, 26/01/2014 - 17:56

@Simone64 Grazie e ricambio i complimenti per il suo commento precedente!

niklaus

Dom, 26/01/2014 - 18:19

@Lontana: Israele rappresenta una testa di ponte dell'Occidente nel Medioriente e questo basta a renderlo inviso a tutti i suoi vicini. Il Libano era un caso analogo e vediamo come l'hanno ridotto. La differenza consiste pero' nel fatto che il backing degli ebrei statunitensi rende Israele direttamente inattaccabile ed e' per questo che l'antisemitismo e' fomentato altrove. Si tratta del solito principio di attaccare il nemico geograficamente limitato su un vastissimo fronte di propaganda e di guerriglia.

Ritratto di marforio

marforio

Dom, 26/01/2014 - 19:03

In primis i comunisti tipo dalema , molto amico dei palestinesi .Non aggiungo di piu .

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Dom, 26/01/2014 - 19:27

il popolo ebreo è ETERNO QUANTO IL PIANETA TERRA. Nessuno riuscirà mai a distruggerlo dal faraone d'Egitto ad Hitler sono i loro nemici a morire meditate gente e studiate la storia

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 26/01/2014 - 20:05

Gent. D.ssa Nirenstein, l'atteggiamento di tante persone, e di tanti 'intellettuali' che si reputano tali, verso il popolo da Lei rappresentato, è duplice, anzi fortemente ipocrita; prima vi blandiscono, ma poi rivelano la gelosia, l'invidia, l'intolleranza, l'odio, con la scusa dello Stato di Israele e del presunto complottismo e facendo paragoni senza senso. Anche io confesso di invidiarvi. Invidio che voi siate un popolo. Cosa che noi non siamo più. Nel film 'Un treno per la vita' si vede tutta l'organizzazione che un villaggio di ebrei mette in campo per scappare, fingendosi nazisti e deportati e assegnando ad ognuno una 'parte' nella grande rappresentazione. Vi ho riscontrato tutta la lucidità, l'amarezza, l'unità e sopratutto l''umorismo' che il Suo popolo esprime nelle situazioni di pericolo, che, purtroppo, si ripetono ancora oggi. Voi siete il futuro perchè siete 'inattuali', perchè siete qualcosa che oggi, nella globalizzazione più sfrenata, non è più di moda; siete un 'popolo'. In qualunque punto della Terra voi siate. Oggi l'Occidente vive un assalto, perchè non è più capace di esprimere dei 'popoli'. Ognuno è solo in questa Europa che, per bocca di troppi 'esteti-estatici', si compiace di essere invasa.

Americo

Lun, 27/01/2014 - 04:17

Grazie per la censura, si possono discutere tutti i soggetti ma non si puó toccare la chiesa anche se é la vera fonte che da secoli , dall'epoca dei sinodi di Toledo nel sesto secolo, ha iniettado l'antisemitismo nel ADN della societá europea.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 27/01/2014 - 09:09

@Lontana Caro lettore/ttrice trovo la sua analisi parzialmente solo corretta. Quello che descrive Francescodel (al quale rivolgo un saluto) è purtroppo molto vero e vicinissimo a quello che succede a livello geo-politico e macro-economico (partendo soprattutto dalla finanza). Lontana ha ragione nel dire 'difendiamo Israele' in quanto è un esempio di stato moderno in mezzo a quel marasma che però viene alimentato e mantenuto proprio da interessi alla base dei prosperano gli obblighi che i singoli stati hanno contratto nei confronti delle banche. Quanto le grandi banche (tutte e sottolineo TUTTE sotto il controllo dei sionisti) ricevettero con sotterfugi vari il controllo sull'emissione della moneta sulla fiducia (e non come contropartita in valore aureo) si effettuò la più grande truffa del secolo. Questa truffa dura tutt'ora ed è dietro a questa crisi planetaria orchestrata a tavolino. La cosa è troppo lunga e chi ha voglia di capire si cerchi i fatti e vedrà che cambierà opinione sull'antisemitismo. In realtà antisemitismo è una parola che descrive una condizione storica reale ma che viene usata oggi (non sempre attenzione) come censura per verità scomode come il vari monopoli del quale Francescodel ci redigeva elenco completo. Allora Lontana, si chieda chi è il beneficiario dei buoni di stato Statunitensi (la Federal Reserve) e chi controlla l'emissione di danaro (oggigiorno semplice carta stampata dal valore intrinseco zero). I sionisti, si vada a vedere i fatti. Il sionismo è il vero nemico di Israele e degli ebrei perché la maggioranza del popolo ebraico non è con loro ma ne pagano le conseguenze. Chi controlla la finanza e l'informazione, controlla il mondo ergo stabilisce le regole una delle quali è Non Parlate Mai Male degli Ebrei.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 27/01/2014 - 11:11

Errata Corrige @Lontana Caro lettore/ttrice trovo la sua analisi solo parzialmente corretta. Quello che descrive Francescodel (al quale rivolgo un saluto) è purtroppo molto vero e vicinissimo a quello che succede a livello geo-politico e macro-economico (partendo soprattutto dalla finanza). Lontana ha ragione nel dire 'difendiamo Israele' in quanto è un esempio di stato moderno in mezzo a quel marasma che però viene alimentato e mantenuto proprio da interessi alla base dei quali prosperano gli obblighi che i singoli stati hanno contratto nei confronti delle banche. Quanto alle grandi banche (tutte e sottolineo TUTTE sotto il controllo dei sionisti) ricevettero con sotterfugi vari il controllo sull'emissione della moneta sulla fiducia (e non come contropartita in valore aureo) creando la scena per la più grande truffa del secolo. Questo imbroglio mondiale dura tutt'ora e e’ artefice di questa crisi planetaria orchestrata a tavolino. La cosa è troppo lunga e per chi avesse voglia di capire a fondo la questione, vada a cercarsi i fatti e si li ricolleghi all'antisemitismo di cui sopra. In realtà antisemitismo è una parola che descrive una condizione storica reale ma che viene usata oggi (non sempre attenzione) come censura per verità scomode come il vari monopoli dei quali Francescodel ci redigeva elenco completo. Allora Lontana, si chieda chi è il beneficiario dei buoni pluriennali di stato Statunitensi (risposta: la Federal Reserve) e chi controlla l'emissione di danaro (oggigiorno semplice carta stampata dal valore intrinseco zero): risposta sempre la Federal Reserve sotto controllo dei sionisti. Vada a verificare i fatti. Il sionismo è il VERO nemico di Israele e degli ebrei perché la maggioranza del popolo ebraico non è con loro ma ne paga le conseguenze. Questa denuncia viene mossa innanzitutto da autori ebrei che non si allineano con i metodi totalitari dei sionisti. Chi controlla la finanza e l'informazione, controlla il mondo ergo stabilisce le regole una delle quali è Non Parlate Mai Male degli Ebrei.

Ritratto di Ulisse Di Bartolomei

Ulisse Di Bartolomei

Lun, 27/01/2014 - 13:46

L’antisemitismo non è frutto di pregiudizim ma di fatti assodati. Per gli ebrei che non credono in Gesù come loro messia, ovviamente lo è, ma per i cristiani che in lui ebbero il cardine etico, la colpa della sua morte non può che ricadere sugli ebrei. Distinguo e attenuanti ve ne stanno, ma i primi esegeti cristiani compartimentarono il proseguo ebraico postcristiano da quello cristiano, per denotare il futuro cristianesimo di una figurazione etica totalmente nuova sul moto “noi siamo differenti da quelli”. Questo aspetto è stato poco valutato dagli storici. La colpa della morte di Gesù non fu dolosa, ma di una serie di circostanze attorno lui e discrepanti dalle preconizzazioni nelle sacre scritture, che trovarono la compagine del sinedrio incapace di prendere una decisione in suo favore o perlomeno attenersi neutrale. Fu una trappola dove gli ebrei caddero, ma che oggi si può benissimo revisionare e finalmente liberarci di questa odiosa tara che è l’antisemitismo. Affinché ciò sia possibile, occorre un approccio investigativo coerente alla soluzione da parte di tutti gli attori storici, e non ricercarla nel proprio orto, altrimenti passeranno altri millenni... Propongo la lettura di questo testo dove la questione è adeguatamente approfondita "I Protagonisti Della Diaspora Suprema"

Stepas2

Lun, 27/01/2014 - 13:56

Eccoci ancora a scrivere nel deserto... Che cosa pensereste se ci fossero le prove che dei sei milioni di ebrei morti nell'olocausto si parlava gia' anni prima che addirittura cominciasse la seconda guerra mondiale e fossero promulgate le leggi razziali? Almeno concedereste qualche minuto per ascoltare? Se qcn fosse interessato, cerchi Six million su youtube. Se vi collegate dall'Italia potrebbe essere necessario nascondere il proprio IP, perche' in Italia sono censurati tutti i video di questo tipo.

Gianni Barbero

Lun, 27/01/2014 - 15:07

I cittadini Italiani morti nell'ultima guerra sono circa 400 mila,di cui 100mila morti nei campi di concentramento tedeschi e sovietici. Obbligare la popolazione a piangere solo quelli di religione israelita viene sentito,da molti,come un sopruso.

Ritratto di Ulisse Di Bartolomei

Ulisse Di Bartolomei

Lun, 27/01/2014 - 15:21

"I sei milioni di ebrei uccisi nelle camere a gas" è uno slogan propagandistico nato molti anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e conseguo della competizione di ogni contendente di ottenere il massimo dei risarcimenti dalla Germania. Se si tiene conto delle massime cifre menzionate in quei tempi, mezzo pianeta sarebbe deceduto(i russi ebbero dai quattro ai sei milioni di morti ma ne dichiararono quasi venticinque). Una prima commissione ebraica stimò in circa un milione le vittime ebree, dopodiché si passo alla stima "notarile" che considerava soltanto i deportati documentati dai tedeschi o testimoniati da altri, che ammontavano a poco meno di due milioni. A questi andavano tolti quelli ritrovati vivi nei campi a fine guerra. Si aggiungevano poi gli ebrei uccisi dai tedeschi nelle zone di guerra che vennero stimati a qualche centinaio di mila. I conteggi ebraici cercavano anche di computarvi quelli uccisi dai sovietici, che non erano molti ovviamente (ma i russi li lasciavano morire di fame e di freddo in Siberia... difficile contarli) ma infine si cercò di concordare una cifra che comprendesse tutti quelli che a fine guerra non furono rintracciati vivi. Che con essi si arrivi a sei milioni ne dubito. Peraltro i nazisti uccisero anche molti zingari e gente malvoluta ma questi vengono assiemati a tutto il resto. La cifra di sei milioni non ha alcuna fondatezza, ma finché i "vincitori" non aprono gli archivi militari per consentire un conteggio documentato, non c'è possibilità di arrivare ad una cifra attendibile. Trovo la cosa poco saggia, in quanto lascia spazio argomentale ai negazionisti o riduzionisti per scopi strumentali.

Ritratto di Dario Maggiulli

Anonimo (non verificato)