L'ologramma di Jacko ruba la scena alle star in carne e ossa

L'ologramma ha oscurato gli uomini in carne e ossa. A stabilire il primato dell'artificiale sul naturale non poteva che essere Michael Jackson. Cioè un divo la cui vera natura, forse, era l'artificiale. Non si spiega altrimenti la sua lotta per ottenere il falsetto, lui che aveva una voce roca e profonda. Oppure la sua ossessione per la depigmentazione, lui che era nato nero come il cioccolato fondente. Oppure ancora i continui ritocchi estetici, che gli ridussero il naso a una presa elettrica, le labbra a una fessura bancomat, il viso a volto impersonale (copyright Veneziani). Forse Jacko fece tutto questo per diventare la propria idea di Michael Jackson, diversa da quella «imposta» dalla natura (copyright Parente).
I fatti. Domenica sera sono stati assegnati a Las Vegas i Billboard Music Awards 2014, ovvero i premi della rivista-bibbia dell'industria musicale. Justin Timberlake è stato il trionfatore della serata, seguito dal gruppo Imagine Dragons. Riconoscimenti anche per la rivelazione Lorde e la rediviva Jennifer Lopez. Sul palco, una sfilata ininterrotta di star. Lopez e Pitbull hanno aperto lo show cantando insieme l'inno per i Mondiali di calcio in Brasile, e poco dopo si è aggiunto Ricky Martin. Grandi applausi per Katy Perry, Shakira, One Republic, Imagine Dragons, John Legend, Jason Derulo e Miley Cyrus, che ha interpretato, in collegamento da Manchester, una cover di Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles.
Nonostante le forze messe in campo, prima e dopo l'evento, l'attenzione è stata monopolizzata dall'esibizione di Michael Jackson, «resuscitato» per quattro minuti grazie a un ologramma. Quattro minuti frutto di un anno di preparazione e prove. «Ne abbiamo parlato negli ultimi cinque mesi mentre ci stavamo ancora lavorando - ha dichiarato il direttore e produttore dei Billboard Awards Larry Klein - È stato strano discutere di qualcosa che non esisteva».
E finalmente lo spettacolo. Vestito con una giacca dorata e pantaloni rossi, il fantasma dell'artista è sceso dal trono e, unitosi ai ballerini e a una band di cinque elementi, ha accennato alcuni passi del celeberrimo moonwalk mentre cantava Slave to the Rythm, uno degli otto brani di Xscape, il disco postumo uscito la settimana scorsa e già numero uno in 50 paesi. Jackson è scomparso nel 2009 a 50 anni vittima di un'overdose di farmaci. L'esibizione ha scatenato tanto l'ammirazione quanto la critica dei milioni di fan dell'artista. Venerdì, due giorni prima, un giudice del Nevada aveva rifiutato la domanda di due società che sostenevano che il gala non aveva le autorizzazioni necessarie per far rivivere Jackson con un ologramma, che è una tecnologia brevettata. «La decisione della corte non mi sorprende - ha commentato Howard Weitzman, avvocato che si occupa dell'eredità di Jackson - La richiesta di fermare questa straordinaria kermesse era ridicola».
Non è la prima volta, tra l'altro, che questa tecnologia viene usata per ridare la vita (si fa per dire) ad artisti scomparsi. Nel 2007, ad esempio, fu possibile far cantare Céline Dion con Elvis Presley nel programma televisivo American Idol. Nel 2012, il rapper Tupac Shakur, ucciso in una sparatoria nel 1996, si palesò al Coachella Festival. Lo stesso Jacko fece un passaggio virtuale sul palco dello show Michael Jackson: One del Cirque du Soleil's.
La eco però non è paragonabile a quella suscitata dalla serata di domenica. L'apparizione di Jackson è servita in ogni caso per fare promozione a Xscape, che presenta, rimasterizzati, otto brani mai pubblicati ufficialmente. Un album-Frankestein: isolate le vecchie tracce vocali, sono stati convocati un esercito di produttori col compito di modernizzare le parti musicali. Il risultato è un bestseller. La colonna sonora della notte dei morti viventi è stata la musica dei morti viventi. Che ci attenda un macabro futuro?