Magie e tantra. Tutti i segreti (indiani) dell'amore

L'universo di Kama racchiude, come da sottotitolo, «Testi d'amore dell'antica India» (Einaudi, pagg. 702, euro 80; a cura di F. Baldissera), in un arco di tempo molto ampio, a partire da alcune parti del Rig-Veda (II millennio a.C.). «Kama», termine intraducibile dal sanscrito, è il desiderio struggente, d'amore per un partner, ma anche il piacere e il godimento. Il testo più noto di questa linea di tendenza, il Kamasutra, non incluso nella raccolta, fa da sfondo o premessa alle opere. E così i due poemi fondamentali dell'epica indiana, il Mahabharata e il Ramayana.

L'amore è sondato nei suoi vari aspetti in prosa e in poesia: come passione inestinguibile e nel suo scopo procreativo, spesso disgiunti, come in Occidente. Non mancano formule magiche o incantesimi per attrarre l'amante, rendendosi indispensabili. Tra i tratti universali, la tendenza all'incesto, come in Egitto, come in Occidente. Talora soddisfatta, talvolta rinviata, ma presente, in vista di un godimento inestimabile o divieto insormontabile. Non mancano i personaggi simbolici, come Shakuntala e Savitri. La prima, donna semidivina, emblema della Grande Madre che protegge, con amore ed eloquenza, il figlio. La seconda, principessa di leggendaria bellezza e saggezza, e che non riesce a trovare un marito alla sua altezza. C'è la poesia mistica, dell'amore rarefatto, spirituale, che pure si diffuse in Iran e nel sufismo, non solo indiano.

Devo confessare una netta preferenza per Kadambari, opera in prosa, dal grande valore psicologico. Si parla della timidezza che si annida in ogni partner, la paura di non essere corrisposto. Perfino le immortali, le donne transumane, sono preda di questa emozione; in India il dio può essere inferiore all'uomo, o pari a lui. Anche qui il dio dell'amore scocca frecce passionali, e può esserne vittima lui stesso. Kadambari può vantare tratti di modernità: si intrecciano storie in cui il narratore riferisce di altri racconti, da parte di altri narratori, che a loro volta riferiscono di altri. Sappiamo che in India il Tantra dell'amore è una via dello spirito, almeno quanto il suo contrario, l'ascesi: è una tecnica di meditazione. Qui si respira quest'atmosfera, in pagine stilisticamente molto belle. Molte poesie possono essere nate dal soma, la bevanda o succo inebriante che ispirò i veggenti, creatori delle filosofie indiane e depositari di una saggezza oltreumana, bevanda che alcuni assimilarono ai funghi allucinogeni. Vanno citate le riproduzioni delle illustrazioni, che da sole varrebbero l'acquisto del libro.