Midpiano Concert si Arturo Annecchino all'Auditorium della Musica di Renzo Piano

Dalla sua ultima fatica Midpiano è uscito un cd e svariati concerti. L'ultimo si è tenuto all'auditorium del Parco della Musica progettato da Renzo Piano

Quando era un bambino tutto gli appariva in ordine e così tra un'armonica e un flauto comprese che quell'ordine poteva portare a un'armonia persino nella sua vita.

Dopo i primi studi di pianoforte, stanco di essere autodidatta, decise di prendersi un diploma e così "l'enfant prodige" di Arturo Annecchino (oggi cinquantenne, capelli ricci e folti, un po' brizzolati, andatura disinvolta e anticonformista di look e di fatto) che ha incantato registi, direttori d'orchestra, produttori, case discografiche e dopo anche avere scritto le più belle musiche per il teatro dal Piccolo di Milano all'Eliseo o l'Argentina di Roma, si è dato alla sua ultima fatica "MIDPIANO" dal quale è uscito un cd e svariati concerti, l'ultimo si è tenuto all'auditorium del Parco della Musica progettato da Renzo Piano. Dal foyer vecchie valigie accompagnano lo spettatore e lo portano nella sala concertistica, dove Annecchino, seduto al pianoforte per circa due ore incanta il pubblico con note in libertà, uscite dal cassetto della sua memoria musicale. Il filo rosso che guida questa magica musica è il ricordo, la memoria costruita attraverso la sua storia personale di musicista; rimandi a celebri suonate composte per Giancarlo Sepe o Patroni Griffi, fino a fare perdere le tracce con una sorta di blues-sound e pop, note fatte a sua misura che si sovrappongono e si consumano. Ad accompagnare il tutto il suono di un carillon e di un pupazzo caricabile a molla appoggiati sul pianoforte a coda, una valigia posata a terra dallla quale escono gracchianti dodecafonie. Una voce recitante (Martina Sciucchino)parla e canta in un megafono una lingua incomprensibile o meglio una babele di lingue e l'armonica di Lemo Landini emette armonie unite a suoni "psichedelici".

"E' entusiasmante lavorare con lui, si impara, ci si diverte e da cosa nasce cosa...". Questo lo hanno detto tutti da Ottavia Piccolo, Michela Esdra fino ad Alessandro Haber che per lui ha recitato Fausten con musiche di Annecchino, viola e violino e con la regia di Luciana Baldrighi al Teatro Eliseo, dove in questi giorni va di scena "Verità" con Umberto Orsini. Le musiche per al radio non si contano, il suo nome in Rai è noto.

Chiunque abbia tentato di etichettare la sua musica non c'è mai riuscito, perchè i brani trascendono la sonorità comune. Arturo Annecchino è un poeta, un artista oltre gli schemi. E' tornato con "Midpiano" per raccontare le suggestioni di un progetto musicale in tre tappe (storie di note/Helikomia-distribuzione Egea). Gli oggetti misteriosi nonchè romantici che usa Annecchino custodiscono memorie e suoni del passato del compositore e servono ad accentuare e rendere più teatrale l'operazione musicale attracerso al quale Arturo dialoga in una sorta di duello dell'anima.

L'uscita di questo ultimo lavoro iniziato cinque anni fa segue il successo della colonna sonora de "La bellezza del somaro" di Sergio Castellitto (pubblicato da Universal); nel film recita anche Enzo Jannacci. Annecchino ha creato recentemente anche le colonne sonore di "Romeo e Giulietta" con Scamarcio per la regia di Valerio Binasco (MIssalaika), nonchè le musiche del film di Castellitto "Venuto al mondo", tratto dal romanzo di Margaret Mazzantini, dove Annecchino è stato anche consulente e stretto collaboratore per le colonne sonore. Tutti i CD del Maestro sono visibili sul sito www.storiedinote.com. (negozio on-line). Annecchino vive isolato in un casale tra Lazio e Umbria.