Morte di Andrea Camilleri, le reazioni nella sua Porto Empedocle

Ecco come è stata vissuta nella sua città natale a due passi da Agrigento la notizia della morte di Andrea Camilleri: lo scrittore, fino a pochi anni fa, era solito ritornare tra i suoi concittadini

Il mazzo di fiore posizionato questa mattina dal sindaco di Porto Empedocle presso la statua del commissario Montalbano

“Prima o poi questo giorno doveva arrivare, arriva per tutti del resto no?”: ad affermarlo è uno dei pescatori più longevi di Porto Empedocle, città natale di Andrea Camilleri. Una risposta quella sua, data mentre entra in un bar della centralissima via Roma, che sembra uscita proprio da un romanzo dello scrittore, segno di un fatalismo siciliano spesso ben espresso dal padre letterario del commissario Montalbano.

La notizia della scomparsa di Andrea Camilleri raggiunge in mattinata ovviamente anche l’opinione pubblica della sua Porto Empedocle. Qui lo scrittore nasce 93 anni fa, quando la cittadina è poco più che un borgo esteso attorno al suo porto: da lì a breve, proprio quello scalo ben visibile dal sovrastante costone del Kaos, lì dove nel 1867 nasce Luigi Pirandello, rende Porto Empedocle uno dei centri economici più attivi di questa parte della Sicilia.

E mentre Porto Empedocle cambia progressivamente volto, un giovane scrittore trae spunto dalle peculiarità di questa comunità per iniziare a scrivere le emozioni e le sensazioni suscitate da questo angolo dell’isola.

C’è molto di Porto Empedocle infatti nella “Vigata” del commissario Montalbano, la serie di romanzi che una volta approdata in tv ottiene un successo di portata internazionale che fa poi di Andrea Camilleri uno degli scrittori più famosi al mondo. Ma c’è molto di Camilleri nei personaggi del “suo” Montalbano.

Fino a pochi anni fa è possibile vedere lo scrittore in giro per Porto Empedocle, seduto in uno dei bar di via Roma in cui anche questa mattina pescatori, impiegati o semplici lavoratori gustano un caffè mentre si proteggono dal sole sotto gli ombrelloni ed i gazebo disseminati lungo il marciapiede.

Camilleri nella sua città natale ha sempre vissuto una vita a contatto con i suoi compaesani: quando ad esempio nel maggio del 2009 proprio a Porto Empedocle viene inaugurata la statua dedicata al commissario Montalbano, subito dopo la cerimonia lo scrittore prende posto in un ristorante del centro storico ordinando, nonostante la già veneranda età, due birre in poco meno di mezzora conversando con alcuni conoscenti.

Questa mattina proprio ai piedi della statua di Montalbano, le cui sembianze sono molto più vicine a quelle descritte nei romanzi che a quel Luca Zingaretti che da 20 anni lo interpreta in tv, il sindaco di Porto Empedocle depone un mazzo di fiori a nome della cittadinanza e della comunità.

Poco più in là, nei pressi della vecchia matrice del paese, una piccola folla di curiosi si avvicina all’abitazione dello scrittore. Tutto è chiuso, non ci sono al momento parenti od amici al suo interno, ma a molti suoi concittadini fa una certa impressione pensare che dal portone di quel piccolo stabile, dove lo scrittore ha sempre vissuto quando tornava in Sicilia, non vedranno uscire il loro più illustre concittadino.

La vita nella cittadina intanto continua a scorrere: la mattinata non è delle migliori, fa caldo ma il vento impedisce di poter andare a mare ed allora, tra chi preferisce rimanere in via Roma, in molti si attardano qualche minuto in più dinnanzi la statua di Montalbano. C’è chi scatta una foto, chi approfitta delle telecamere per esprimere un pensiero: “Non tutto quello che scriveva a me piaceva – dichiara un cittadino – Ma c’era un rapporto di affetto tra lui e Porto Empedocle. Ed oggi non è una giornata come le altre”.

Una storia si è chiusa per sempre, un punto è stato oggi messo in uno dei romanzi più intensi mai scritti in questo territorio, quello cioè della vita di Andrea Camilleri. In questa giornata ogni pietra di Porto Empedocle parla dello scrittore: dalla stazione da cui è partito per andare a studiare fuori subito dopo la guerra, al bar in cui spesso si sedeva ed in cui ha rischiato di morire a seguito di una sparatoria nel 1986, fino alla strada che conduce presso le spiagge di Marinella, la frazione balneare di Porto Empedocle che dà il nome alla località in cui nel suo romanzo fissa la dimora del suo Montalbano.

Commenti

pasquinomaicontento

Mer, 17/07/2019 - 21:14

Un regazzino nasce e n'omo more--S'opre 'na vita e se chiude 'na fossa--La gioja se confonne cor dolore--Nun c'è nisuno ar monno che te possa--Avecce solamente un sentimento--Ar monno c'è chi è triste e chi è contento--L'odio sarà compagno de l'amore--La federtà se sposa ar tradimento--Er povero s'insogna ch'è un signore--Er riso và a braccetto cor lamento--Sò' questi li contrasti de sto monno--Che intorno all'omo fanno er girotonno-- Nun sò come chiamallo sto quasi sonetto,che io ho battezzato:Li Contrasti- comunque lo dedico all'inventore de Montalbano,che sò sicuro lo avrebbe accettato.