Non saranno i Lumi a spegnere i fuochi dei fondamentalismi

Il fanatismo della ragione fa danni come quello di stampo teologico. E la deriva tecnocratica aggrava la situazione

Ma è davvero l'Illuminismo l'argine culturale e civile da opporre alla barbarie dei fanatici islamisti? I Lumi della ragione contro l'oscurantismo religioso è il sottinteso che percorre il giudizio occidentale nei confronti del pre-giudizio integralista. Ma è davvero quella la linea di demarcazione, il confine tra i due mondi, uno civile e l'altro incivile, barbaro?

Per cominciare, non capiremmo l'anima e la mente umana se riducessimo la religione a pregiudizio, e il culto, la fede e il rito a oscurantismo, seguendo il pensiero dei Lumi. Non capiremmo la storia da cui proveniamo, la civiltà europea, inclusa l'America di Obama, che si richiama così spesso a Dio e larga parte della nostra cultura, delle testimonianze d'arte e di pensiero; non capiremmo la realtà e la mente umana, lo spirito dei popoli e l'anima delle persone, i legami sociali e quelli più intimi, se riducessimo tutto ciò che appartiene a quell'universo simbolico e spirituale a pura superstizione, segno d'arretratezza e stadio infantile dell'umanità. Ci muoviamo dentro quei simboli, tra quei segni e significati, quelle abitudini e quei rapporti anche quando ci professiamo atei e debitori della sola Ragione.

In secondo luogo, siamo sicuri che la ragione sia esente da sogni e deliri, fanatismi e intolleranze? Quando la ragione perde il nesso vitale con la realtà, e si costituisce in Ragione assoluta, l'intelligenza non combacia più con l'esperienza vitale e i sonni della ragione producono mostri. La ragione applicata alla storia e separata dalla realtà, dall'esperienza e dalla tradizione, ha prodotto non pochi orrori in cui l'impronta del fanatismo religioso non c'entra più: il Terrore giacobino e il Mostro totalitario, le utopie razionali delle società perfette e i laboratori della ragione per partorire l'uomo nuovo, l'intolleranza ideologica e il razzismo etico, i genocidi e gli stermini nati non all'ombra del fanatismo religioso ma del fanatismo irreligioso, frutto del materialismo storico o biologico. È la riduzione di un uomo a una categoria, a una classe, a una razza, la perdita della vita concreta nell'astrazione. Gran parte degli orrori che hanno oscurato l'Occidente negli ultimi due secoli nascono da ideologie, prassi e utopie che provengono dal pensiero dei Lumi, ne sono l'applicazione pratico-ideologica. Le idee non orientano ma fondano la storia e così degenerano in ideocrazia o monoideismo. E il progetto di emanciparsi dalla realtà e dalla natura sfocia nella volontà di abolire la realtà e la natura.

Oltre la deriva fanatica dell'Illuminismo, vi è poi la deriva tecnocratica. È accaduto all'ombra dell'Illuminismo quel che pure i teorici della scuola di Francoforte hanno evidenziato: il primato della Ragione strumentale s'è tradotto nel dominio della tecnica e della finanza sulla cultura e sulla morale, dei mezzi sui fini e dunque della tecnocrazia e dei consumi sulla politica e sui popoli. Due risorse benefiche come la tecnica e l'economia, si sono capovolte in tirannide.

Ma lasciamo stare le degenerazioni storiche, guardiamo al progetto illuminista originario: esso si compendiava nel nobile proposito di Kant di considerare l'umanità come fine e non come mezzo. Oltre due secoli di storia occidentale all'insegna dell'ateismo, incluso il nostro presente, sono la prova che mai come oggi l'umanità è stata considerata come mezzo, come strumento e come merce. Il progetto illuminista francese come l' Aufklarung kantiana prometteva: se ci liberiamo dalla religione, avrà fine l'alienazione, l'uomo sarà padrone di se stesso, finalmente adulto. Ma dopo un vasto e radicale processo di liberazione dalla religione e di ateo disincanto, l'alienazione si è ingigantita anziché diminuire, e cresce man mano che l'uomo perde i legami con ciò da cui l'Illuminismo ha promesso di liberarci: la tradizione, i legami famigliari, religiosi e naturali. Oggi l'alienato non è un credente ma un automa che si lascia muovere dagli impulsi o dagli input tecnici e vive solo del momento.

Il progetto illuminista è dunque naufragato tre volte: come risposta della ratio alla fides , perché ha alimentato altri fanatismi atei; come primato della razionalità tecnologica sull'intelligenza del reale, perché la tecnica alla fine ha divorato la ragione nel suo automatismo; e infine come promessa di umanità padrona di se stessa rispetto all'umanità alienata dall'oscurantismo, perché una radicale e gigantesca alienazione è dilagata con la perdita del sacro. E il mondo si è fatto più irrazionale con l'avvento della Ragione, in preda al Caso/Caos.

Visto il naufragio progressivo, su tre piani diversi, sorge allora il legittimo sospetto che non si tratti di aberrazioni, di forme degenerative dell'Illuminismo ma di limiti intrinseci all'Illuminismo stesso. Qual è allora il punto dolente del progetto illuminista? Opporre la ragione al mito, la storia al sacro, la razionalità tecnica all'«irrazionalità» magico-religiosa. Non si tratta, naturalmente, di capovolgere la prospettiva e percorrere l'errore simmetrico, rompendo con i lumi della ragione e rifugiandosi nella fede, sostituendo il pensare col credere, il ragionamento con la magia o la profezia. Il compito dell'intelligenza non è quello di abbattere l'universo del sacro, del mito e del pensiero religioso ma di destreggiarsi fra la tecnica e il mito, arbitrare la loro tensione dialettica, compensare la sfera dell'agire pratico con la sfera dell'agire simbolico, contemperare la realtà e il sacro, mediare tra pensiero e mondo. Le idee non sostituiscono la realtà ma la interpretano, la colgono in una visione d'insieme. Le idee guidano, regolano, non sostituiscono la realtà.

Il Logos è fiamma e logaritmo: logos è fuoco secondo Eraclito ma è anche fonte della matematica. Opporre il lume alla luce è stata la presunzione dell'Illuminismo, cogliere l'intelligenza che anima ambedue è la prospettiva di un pensiero luminoso. Per arginare il fanatismo non si deve opporre la ragione alla fede, la razionalità tecnica al sacro, ma l'intelligenza del mondo e del sacro al fideismo cieco degli invasati.

Commenti

il_viaggiatore

Sab, 21/02/2015 - 11:21

Non credo che né il terrore giacobino né le utopie novecentesche siano un prodotto dell'Illuminismo. Vede, caro Veneziani, Lei come molti dimentica che prima della Rivoluzione ci fu l'Enciclopedia, che ne era il prerequisito; ma la maggior parte dei giacobini non lessero neanche una pagina dell'Enciclopedia, e così Marx, Lenin, Stalin e Hitler. L'ateismo è una religione a sua volta, e così il totalitarismo. Esistono religioni atee. Non hanno in realtà parentela con l'Illuminismo, come lo scientismo non ha parentela con la Scienza.

il_viaggiatore

Sab, 21/02/2015 - 11:21

Il tramonto dell'Illuminismo, che è riuscito a splendere solo per una breve stagione, è dovuto al fraintendimento di tanti che non si sono mai dati tanta pena di studiarlo se non estraendo brani di Kant "ad libitum" (e Kant non andrebbe considerato un "illuminista tipico"). Allo stesso modo, molti dei pretesi mali della "società tecnocratica" o della "finanza globale" sono stati e sono dovuti al fatto che molti si sono tuffati in un mare di cui non s'erano dati pena di studiare moti e maree, e ne sono stati travolti.

il_viaggiatore

Sab, 21/02/2015 - 11:24

Questo accade tipicamente agli italiani, che continuano a guardare indietro, molto indietro, all'Ottocento per la precisione, per la cultura e le dottrine filosofiche, ignorando che negli ultimi cent'anni è successo di tutto. In tempi di meccanica quantistica è ridicolo leggere polemiche sul determinismo. Ora che l'economia si studia con metodi di termodinamica statistica c'è gente che ancora s'infiamma ai conflitti tra Smith e Marx. E' tristemente italiano quest'atteggiamento antiquato.

il_viaggiatore

Sab, 21/02/2015 - 11:27

E il soccombere di tanti illusi che ancora si ancorano a ideologie passate è l'inevitabile frutto della selezione naturale tra Ignoranza e Ragione. Il dramma è che sono tanti, e che muoiono di fame. Ieri la frontiera era tra Yankees e Pellirosse che erano sterminati dalla supremazia tecnologica. Oggi la frontiera è tra chi è al passo con mercati in evoluzione, nuovi mestieri, e chi sogna ancora le figure classiche di "impiegato, commesso, ingegnere, medico, ecc."

il_viaggiatore

Sab, 21/02/2015 - 11:31

Non c'è gloria in tutto ciò, solo spietata selezione naturale. La differenza rispetto al passato, però, è che i Pellirosse non potevano diventare Yankees, ma nell'epoca di Internet la conoscenza è alla portata di tutti, e a nessuno è vietato passare dal fronte dell'ignoranza a quello della conoscenza. Invece di continuare a sognare di Kant, sarebbe molto meglio ragionare di automobili che si guideranno da sole (come già oggi gli aerei) e di disastri che quasi sempre sono frutto di errori umani; e della possibilità che infine ci sia tolto definitivamente il comando dalla Ragione che supera - nel bene e nel male - anche l'umanità che l'ha generata.

il_viaggiatore

Sab, 21/02/2015 - 11:39

E infine, caro Veneziani, Le ricordo che Illuministi erano Lagrange, Carnot, Leibniz (a suo modo, in quanto scienziato), D'Alembert e tanti altri. Se oggi ha automobile, frigorifero, telefono e calcolatore, se oggi un agricoltore produce mille volte di più di quanto facesse un suo "collega" prima del '700, direi che l'Illuminismo, sebbene mai realizzato appieno, non ha propriamente fallito. Non se n'abbia a male, ma purtroppo dal Suo articolo si vede un limite di orizzonte culturale, dovuto ad una formazione unicamente umanistica, molto diversa da quella Illuministica; ma La ringrazio per lo spunto di discussione.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 21/02/2015 - 12:25

@il_viaggiatore, non credo che io possa competere con ben sei Suoi interventi; del resto nessuno mi ha chiesto di mettermi in competizione. Tuttavia provo a suggerire una frase (famosa) che nessuno dovrebbe dimenticare, tratta dall''Amleto' shakespeariano, che, in qualche modo, avvalora la tesi di Veneziani: "Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne possa considerare la tua filosofia"!

il_viaggiatore

Sab, 21/02/2015 - 12:52

@rosario.francalanza Grazie per il contributo. Nessuna competizione, qui si tratta di conversare. Concordo totalmente con la frase shakespeariana che riporta. Aggiungerei, però, che se da un lato è importante sapere di non sapere, non dobbiamo fingere di non sapere ciò che già abbiamo acquisito come noto e acclarato; né fingere che ciò che altri sanno, ma noi stessi ignoriamo, non esista; e infine non dobbiamo fingere che sia inconoscibile ciò che oggi non conosciamo.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 21/02/2015 - 13:59

Non entro nel merito dell’articolo che, non in base alla mia poca cultura, ma alla mia personale logica di donna del popolo, condivido. A mio modesto giudizio, da più di due secoli l’uomo é stato sommerso da ideologie talmente contrastanti tra loro che a lungo andare, ha perso il buon senso per strada, e con esso la capacità di giudicare. Quando c’é troppa carne sul fuoco, o si sbaglia a scegliere oppure non si sceglie e la carne, buona o cattiva, brucia tutta assieme. Infatti, oltre a sbagliare le scelte, ora l’uomo sta lasciando bruciare la carne rimasta. E siamo al caos, alla fine di un’era e mi auguro che dopo che il fuoco avrà consumato tutta la carne rimasta, l’uomo si riappropri del buon senso perduto e riesca a trovare l’armonia che aprirà la nuova Era. Auguri umanità!

Maver

Dom, 22/02/2015 - 11:25

Ho sempre nutrito seri dubbi in merito all'idea di una modernità alienante da contrapporsi ad un passato (tutto sommato ancora recente), più a misura d'uomo perché governato dalla tradizione ( fatta di legami religiosi, sociali, naturali). Il passato occidentale non mi pare si reggesse su prerogative molto dissimili dal sistema castale indiano a cui contribuivano principalmente il diffusissimo analfabetismo e convenzioni sociali. Chi nasceva in famiglie contadine (la maggioranza), faceva il contadino, il figlio di pastori seguiva le orme paterne, se il genitore maschio svolgeva un mestiere artigianale lo trasmetteva al figlio. L'universo femminile aveva nel matrimonio l'unica chance per uscire dal nucleo famigliare, salvo poi legarsi strettamente a quello del marito.

DIAPASON

Dom, 22/02/2015 - 11:29

I pochi lumi rimasti accesi illuminano sempre luoghi sbagliati.L'uomo illuminato é un uomo nudo e indifeso prigioniero della propria transitorieta, costretto ad ammirare una lavatrice al posto di un Raffaello.

Maver

Dom, 22/02/2015 - 11:36

Nessuno ha mai potuto scegliere di vivere la Tradizione perchè era la Tradizione ad imporsi sul singolo il quale (tranne nelle classi più elevata) la accoglieva nell'inconsapevolezza. Ma nemmeno riesco ad entusiasmarmi della modernità come @ il_viaggiatore, perché a mè pare che si fraintenda parecchio il fine di tutto il portato tecnologico e scientifico del camino che dal post-illumoinismo ci ha condotto ai nostri giorni. Spesso dipinti come eroi della ragione contro la superstizione della Tradizione religiosa questi signori hanno prestato il loro ingegno e le loro opere ad un processo che soprattutto ha inteso pianificare il mondo. La bella favola dello scienziato curioso dei misteri dell'universo dovrebbe cedere il passo ad uno sguardo meno romantico. La scienza studia il mondo per prevederlo e dominarlo. E' questa l'alienazione che ci tocca.

Maver

Dom, 22/02/2015 - 11:36

Nessuno ha mai potuto scegliere di vivere la Tradizione perchè era la Tradizione ad imporsi sul singolo il quale (tranne nelle classi più elevata) la accoglieva nell'inconsapevolezza. Ma nemmeno riesco ad entusiasmarmi della modernità come @ il_viaggiatore, perché a mè pare che si fraintenda parecchio il fine di tutto il portato tecnologico e scientifico del camino che dal post-illumoinismo ci ha condotto ai nostri giorni. Spesso dipinti come eroi della ragione contro la superstizione della Tradizione religiosa questi signori hanno prestato il loro ingegno e le loro opere ad un processo che soprattutto ha inteso pianificare il mondo. La bella favola dello scienziato curioso dei misteri dell'universo dovrebbe cedere il passo ad uno sguardo meno romantico. La scienza studia il mondo per prevederlo e dominarlo. E' questa l'alienazione che ci tocca.

JohnFF

Dom, 22/02/2015 - 12:16

@il_viaggiatore. Se l'illuminismo non avesse fallito non ci sarebbe stato il romanticismo. Ogni corrente del pensiero umano dà l'impressione di trovare risposte definitive ai "bisogni"umani. La scoperta del contrario apre squarci di vuoto da riempire con altro. Il laureato inglese, che infischiandosi di essere mille volte più produttivo del suo omonimo del '700, decide di partire per la Siria e tagliare le teste degli infedeli è qui per dimostrarlo. Qualsiasi idea che predichi il contrario, con il supporto o meno di tabelline, numeri e statistiche, è mera evasione fantastica dalla realtà.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Dom, 22/02/2015 - 12:48

Caro Veneziani, da liberale illuminista non posso che dissentire dalle tesi di quest’articolo, dalle sue tesi antilluministe, come dalle conclusioni, peraltro piuttosto criptiche. Se si chiedeva a Kant cosa fosse l’illuminismo, egli rispondeva che si trattava soprattutto del coraggio di servirsi della propria intelligenza, rinunciando quindi a farsi guidare da altri, cioè al principio d’autorità (ipse dixit), ai miti, alle religioni “rivelate” e alla superstizione che da tempi immemorabili ottenebrano il cervello degli uomini. L’emancipazione dell’uomo dall’oppressione dai miti e dai dogmi inculcati dalle Chiese, penso che sia un programma valido ancora oggi, non vedo come possa essere superato. Il tentativo poi di attribuire tutti gli orrori e i totalitarismi del mondo moderno all’ateismo, al fanatismo della ragione, e, in generale, all’illuminismo, è una idea decisamente ideologica, (1° invio)

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Dom, 22/02/2015 - 12:49

(2° invio) che purtroppo riecheggia una serie di falsità storiche di cui s’è fatta autrice la stessa Chiesa cattolica tramite, per es., lo stesso Benedetto XVI. È noto, per es., per quanto riguarda il nazionalsocialismo, che esso era un regime politico che si nutriva di neo-paganesimo (odinismo) e di esoterismo, nonché di una particolare forma di spiritualismo, il cosiddetto “cristianesimo positivo”, che avrebbe dovuto combattere lo spirito giudaico che aveva impregnato le chiese cristiane, una sorta di neo-cristianesimo germanico, simboleggiato, non a caso, dalla croce uncinata. Riguardo poi il comunismo marxista, esso si auto-considerava scientifico, ma in realtà ci sono numerosissimi studi che dimostrano come esso sia una forma secolarizzata del cristianesimo, dove il denaro era il demonio, il capitalismo l’inferno, il partito comunista la Chiesa, la rivoluzione l’apocalisse, e il comunismo il paradiso.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Dom, 22/02/2015 - 12:49

(3° invio). Riguardo la tecnologia poi, mi sembra evidente che nessuno obbliga l’uomo ad utilizzarla, e soprattutto, nessuno lo obbliga ad utilizzarla in modo eccessivo o distorto. Solo nell’ambito di una concezione di uomo totalmente sottomesso alla cultura dominante (quindi non illuminista), si può concepire un uomo totalmente schiavo della tecnologia, la quale invece dovrebbe servire ad emanciparlo dal bisogno e dalla fatica del lavoro manuale. Le grandi conquiste del mondo moderno sono state, fra le altre, quelle giuridiche, come la Dichiarazione universale dei diritti umani, accettata dagli Stati occidentali in ambito ONU, la quale avrebbe fatto immenso piacere a Kant, autore del saggio “Per la pace perpetua”, cioè l’idea che si possa arrivare un giorno ad un mondo senza guerre. Ad essa si contrappone la Dichiarazione islamica dei diritti dell'uomo, basata sulla sharia.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Dom, 22/02/2015 - 12:51

(4° invio) La sfida alla quale è chiamato ancora oggi il mondo occidentale è ancora, oggi come ieri, quella di superare l’integralismo e l’oscurantismo religioso con le armi della ragione e della cultura. Non si può combattere il fondamentalismo religioso islamico contrapponendogli un altro fondamentalismo, quello cristiano, in cui qualcuno crede ancora, vagheggiando perfino il ritorno a nuove crociate. Ragione, democrazia, libertà, tolleranza e pluralismo, insomma il nostro ordinamento giuridico basato sul sistema liberale, costituisce il vero progresso rispetto alla civiltà integralista religiosa, ed è l’unico baluardo in grado di fronteggiare e far progredire il modo musulmano, rimasto fermo ancora all’epoca medioevale, un periodo oscuro in cui la stessa Europa si trovava ancora pochi secoli fa. (fine)

tzilighelta

Dom, 22/02/2015 - 14:01

Complimenti a liberopensiero77 e al il-viaggiatore, devo dire che il pezzo di Veneziani, contorto e confuso, non mi è piaciuto neanche un po' anzi mi ha letteralmente disgustato, lo considero addirittura pericoloso, "Per arginare il fanatismo non si deve opporre la ragione alla fede, la razionalità tecnica al sacro, ma l'intelligenza del mondo e del sacro al fideismo cieco degli invasati" sembra di sentire un cardinale, due mondi paralleli che mai si incontreranno!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 22/02/2015 - 14:54

"[...] il pezzo di Veneziani, contorto e confuso, non mi è piaciuto neanche un po' anzi mi ha letteralmente disgustato, lo considero addirittura pericoloso". Caro @tzilighelta, mano male che Lei è certamente 'liberale', 'razionale' e 'pluralista', e consente, democraticamente, ad ognuno, di esporre il proprio pensiero! Altrimenti sarei tentato dal considerare potenzialmente pericolose le Sue, di parole!

tzilighelta

Dom, 22/02/2015 - 15:56

Si Rosario Francalanza me lo aspettavo un suo intervento, stia tranquillo da parte mia nessun pericolo, non sono io che scrivo i cucù! Sono stato un po' impulsivo, sarà stata la digestione, pensi che a pranzo mi hanno fatto mangiare una Amatriciana con l'aglio, ma si può! A proposito dei mondi paralleli che non possono incontrarsi mai!

Mario Mauro

Lun, 23/02/2015 - 00:09

Grazie, Veneziani, per la chiarissima esposizione. Lungi da me l'idea di contestare con altrettanti fiumi di parole i suoi critici, che abbiano capito, digerito o meno. Tuttavia vorrei dire in poche parole che anche senza l'illuminismo avremmo avuto lo stesso le macchine e tutte le meraviglie tecniche che ci rendono la vita più comoda, dato che queste sarebbero state naturali conseguenze dellla cosidetta rivoluzione industriale inglese, così come avremmo avuto, sintetizzando, dopo John Locke e la repubblica del 1649, il sistema democratico originale inglese senza gli orpelli negativi dell'illuminismo e della rivoluzione francese. Questa mia opinione si basa su elementi storici forse più indiscutibili di quelli citati. Evidentemente la società occidentale di oggi, permeata di giacobinismo illuminista, va bene così com'è agli estimatori di Rousseau, e dunque buon pro ci faccia.

Mario Mauro

Lun, 23/02/2015 - 00:30

Mi sia consentita una piccola contestazione al Viaggiatore, che è anche un andare un pò fuori tema. A parte il fatto che internet ci sarebbe stata lo stesso a prescindere dall'illuminismo, non crede che la cultura alla portata di tutti non sia altro che un'enorme presa in giro? Lei, io e tutti gli altri signori qui (magari non proprio tutti) approfittiamo di internet magari per rinfrescarci la memoria su argomenti che già conosciamo, ma una folta maggioranza di persone non va oltre il semplice apprendimento di notizie che in genere non è in grado di elaborare, e Lei me la chiama cultura? Cordialmente

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 23/02/2015 - 11:47

Caro Mario Mauro, anch’io sono un ammiratore dell’empirismo inglese. Tuttavia, a livello storico, non sottovaluterei né l’apporto dato alla rivoluzione dall’illumismo, in particolare di Locke (Due trattati sul Governo e l’epistola sulla tolleranza), né il fatto che il modello di monarchia costituzionale inglese non è stato “esportato” negli altri Paesi europei, i quali sono rimasti delle monarchie assolutiste fino alla rivoluzione francese. Quindi, pur non condividendo gli eccessi della rivoluzione francese (giacobinismo – terrore, ecc.), da studioso di storia mi tocca osservare che senza detta rivoluzione e le guerre napoleoniche, difficilmente il modello liberale si sarebbe diffuso in tutta l’Europa, col rischio di avere ancora oggi i sudditi al posto dei cittadini (a tutt’oggi in G. Bretagna c’è la monarchia, e la Camera dei Lords). Non sottovaluterei nemmeno gli effetti del pensiero scientifico sullo sviluppo della tecnologia, sono interconnessi.

Maver

Lun, 23/02/2015 - 13:43

Ogni tanto si presenta qualcuno che espone verità incontestabili: il sistema liberale come panacea di tutti i mali, la sudditanza come modello di cittadinanza più involuto rispetto al cittadino evoluto dei regimi democratici (che innalza il suo livello culturale con i "Simpson" e "l'Isola dei Famosi"), Marcello Veneziani come esponente di una vetusta cultura classica. E' ancora possibile dissentire o siamo in presenza dell'Oracolo di Delfi?

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 23/02/2015 - 15:30

@Maver, dissenta pure liberamente, però porti degli argomenti, altrimenti fa solo spiritosaggini inutili ...

Maver

Lun, 23/02/2015 - 17:27

Dott. liberopensiero77 mi autorizza a dissentire? La ringrazio, ci penserò.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Lun, 23/02/2015 - 19:32

Se gli Stati Uniti sono il prodotto più puro dell'Illuminismo in senso politico e pratico, cioè laico, allora cosa significa il fatto che sulle banconote americane vi sia scritto: "In God we trust"? Di quale Dio stanno parlando? Forse non propriamente l'Essere Supremo' massonico! Perchè Einstein diceva "Dio non gioca a dadi con l'Universo"? Perchè Napoleone dichiarò, nel testamento, "muoio nella religione cattolica apostolica e romana nel cui seno sono nato più di cinquanta anni or sono"? Anche loro, di quale Dio stavano parlando? Credo che, qualunque fosse, ha ragione Veneziani nel dire: "non capiremmo l'anima e la mente umana se riducessimo la religione a pregiudizio, e il culto, la fede e il rito a oscurantismo, seguendo il pensiero dei Lumi".

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 24/02/2015 - 09:46

Caro Francalanza, giuste osservazioni le sue, però cerchi di approfondire, non si fermi alla superficie delle cose. Intanto, alcuni scienziati, come Newton o Voltaire o Einstein, non credevano alle religioni rivelate, ma solo a un dio filosofico, principio primo delle cose, come già aveva fatto Aristotele. Se poi vuole cogliere il vero contributo degli illuministi alla teoria delle religione, tenga presente che essi credevano soprattutto all’origine e alla funzione politica della religione. La religione, che è poi una grande mitologia, è stata inventata per dominare ed educare il popolo, ma è poi in fondo solo una grande impostura. Queste teorie sono state sviluppate in epoca pre-illuminista dai LIBERTINI, e le trova sviluppate nel THEOPHRASTUS REDIVIVUS e nel TRATTATO DEI TRE IMPOSTORI. Napoleone, che non credeva nella rivelazione, e Mussolini, che era ateo, decisero di stipulare accordi con la Chiesa per ragioni politiche, non perché erano devoti. Saluti.

Maver

Mar, 24/02/2015 - 12:07

"La religione, che è poi una grande mitologia, è stata inventata per dominare ed educare il popolo"..., lei non ha dubbi @liberopensiero77 e un po la invidio, però, prima faccia uno sforzo, torni dall'aldilà e ci porti le prove che non ha incontrato Gesù Bambino.

tzilighelta

Mar, 24/02/2015 - 12:32

lo dicevo io che questo cucù è pericoloso, Veneziani vuol combattere l'Isis con il sacro, Francalanza si iscrive volontario alla guerra a colpi di redenzioni di personaggi storici del calibro di Napoleone, ateo convinto per tutta la vita e che aveva in spregio i clericali e ancora di più i creduloni, poi c'è anche Maver che addirittura crede ancora a Gesù bambino! Adesso aspetto che spunti fuori un "Pietro l'eremita" che annuncia la fine del mondo! Santi lumi!

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 24/02/2015 - 12:40

@Maver, aldilà? Difficile recarsi in un posto che non esiste ...

Maver

Mar, 24/02/2015 - 12:52

tzilighelta, non è mica solo vostro questo cucu'.

Maver

Mar, 24/02/2015 - 13:09

L'aldilà non esiste vero liberopensiero77 ? Lei ha tesi molto lucide, peccato difettino un po sul piano dimostrativo.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 24/02/2015 - 13:32

@Maver, invece Lei è forte su piano dimostrativo? Le regole del metodo scientifico dicono che è chi afferma qualcosa a doverlo dimostrare, non sta agli altri dimostrare la non-veridicità. Quindi, se Lei crede nell'aldilà, o in Gesù Bambino, o nel paradiso islamico delle vergini, o nel Corano narrato dall'Arcangelo Gabriele a Maometto (di mitologie religiose c'è solo l'imbarazzo della scelta), lo dimostri, non chieda a me di dimostrare che non è vero. Strana epistemologia la sua ...

Maver

Mar, 24/02/2015 - 13:53

Ma come sono furbetti questi neo illuministi. Le ho forse mai detto di credere all'aldilà? E' stato Lei che ha cominciato a pontificare sulla falsità delle religioni e quindi sulla base di questa sua affermazione l'ho invitata a dimostrare la falsità di un dimostrazione di fede della religione cattolica: la credenza nell'aldilà. Però sa cosa penso: che lei dormirà sonni tranquilli perché nessuno verrà dall'aldilà per smentirla, quindi continui a star sereno e a pontificare.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 24/02/2015 - 14:19

@Maver, io parlavo con Francalanza, non con lei, che si è poi intromesso chiedendo di dimostrare l'indimostrabile. Se non crede nell'aldilà, allora perché fa domande oziose? Così perdiamo solo tempo in due.

Maver

Mar, 24/02/2015 - 14:33

Ma continui pure a parlare con Francalanza. La saluto

Bianchetti Andreino

Mar, 24/02/2015 - 16:49

Carissimo Viaggiatore, tu parli come fossi dentro un carro armato, meglio dentro un F16, d'intelligenza si capisce. Esistono uomini e donne all'opposto, sia d'intelligenza che di pane. Quel Dio o quella religione che si sono messi in testa, o nel cuore, quelli umili, non è altro che la loro miseria urlante pietà. Per quanto invenzioni, di poco conto, possano essere "Quelle o Queste Religioni", Caino e Abele sono sempre stati di moda, sia coi Lumi, sia senza. La lontananza tra noi e altre culture sta nel fatto che in mezzo ci sono spazi e tempi da saldare, da recuperare.