Quando il lettore impazzisce (davvero) per un libro

I l sonno della letteratura genera mostri. Quanto sono responsabili gli scrittori delle emozioni che le loro opere scatenano nei lettori? Quanto rischioso può essere accendere la passione e poi spegnerla? Quanto si possono innamorare i fan di certe saghe e a certi personaggi? Sono queste alcune delle domande che si è posto Stephen King per realizzare il suo ultimo romanzo Chi perde paga (Sperling&Kupfer, pagg. 480, euro 19,90). Il thriller rilancia alcuni temi già sviluppati in Misery , un grande successo di King. John Rothestein è uno scrittore da tempo coccolato dalla critica. Il Time lo ha incoronato come «genio» ma da vent'anni ha deciso di abbandonare la narrativa. «Continua a ricevere le royalty per Il fuggiasco , Il fuggiasco entra in azione e Il fuggiasco tira il fiato . La famosa trilogia di Jimmy Gold. Mai fuori catalogo. Studiata in tutti i college di questa gloriosa nazione. Grazie a una cricca di professori di letteratura inglese secondo i quali lui e Saul Bellow sono due divinità scese in terra». L'eroe creato da Rothestein, Jimmy Gold, è «un'icona americana della disperazione nella terra dell'abbondanza» e quando il grande romanziere è stato insignito del National Book Award i giurati hanno persino sostenuto che la sua opera è «l' Iliade dell'America del dopoguerra». Tutto questo consenso non lo salverà dalla vendetta dei lettori «traditi».

Quando tre rapinatori si presentano in casa sua, lo scrittore americano si accorge che le sue opere di successo hanno sconvolto la mente di qualcuno. Hanno scatenato qualcosa di terribile e irrefrenabile. Il suo accanito fan, Morris Bellamy, lo accusa di «avere creato uno dei più grandi personaggi della letteratura americana» e di averlo poi «buttato nel cesso». Per questo Rothestein «non si merita di vivere». Il malvivente lo fredda in maniera spietata con un colpo di pistola mentre i suoi soci svuotano la cassaforte e portano via oltre a varie di buste piene di dollari anche una scatola piena di taccuini che contengono appunti di opere mai pubblicate.

Stephen King è abile nel ritrarre la figura di questo professionista della scrittura che per le sue scelte letterarie assomiglia molto a personaggi come Updike, Salinger, Cheever. Il maestro dell'horror descrive in maniera inquietante quale rivoluzione interiore possano produrre certi libri in certi lettori. Reazioni imprevedibili. Come, al finire di una saga, una terribile sensazione di abbandono. Lo psicopatico Bellamy eliminerà i suoi complici per potersi riappropriare dell'opera letteraria del suo scrittore-mito ma per un incidente di percorso si troverà ad essere sbattuto in galera e questo gli impedirà per un po' di portare a termine il suo delirante progetto. Sarà il giovane Pete Saubers a ritrovare il cassone che nasconde soldi e taccuini. Un ragazzo il cui padre è finito disoccupato e invalido dopo essere stato investito da un'auto guidata da un serial killer. Un evento di sangue che Stephen King aveva già narrato nel romanzo Mr Mercedes . Una storia di cui Chi perde paga costituisce il seguito anche perché l'investigatore che verrà chiamato a risolvere la situazione sarà lo stesso anziano detective in pensione Bill Hodges, già protagonista della precedente storia. Sarà Hodges a inserirsi nel terribile gioco che si scatenerà fra il folle Bellamy e il giovane Saubers, sarà lui a sospettare che quello che è successo al povero Rothestein abbia un legame di sangue con le gesta del serial killer Barry Hartsfield alias Mr Mercedes .

La letteratura di genere non può dormire, i lettori esigono continui stimoli e suggestioni. Stephen King è consapevole ancora una volta che il patto diabolico di complicità con i lettori non va mai tradito. Chi lo fa corre un pericolo mortale.