Il "radical" pensa al prossimo soltanto se viene da lontano

La sinistra pretende di essere superiore moralmente alla destra in quanto altruista verso lo sconosciuto e lo straniero. Ma la solidarietà astratta dimentica chi è vicino

Catena, elemento simbolico di coesione

C' è un punto cruciale su cui la sinistra ha costruito la sua pretesa superiorità morale, etica e sociale rispetto alla destra. Parlo di ogni sinistra, comunista o liberal, socialdemocratica, cristiana o radical, compreso quel residuo di sinistra in via di liquidazione che boccheggia nel presente. E parlo di ogni destra, liberale o conservatrice, reazionaria o popolare, tradizionale e perfino fascista. Quel punto basilare è il prendersi cura dell'umanità, il famoso I care , la fratellanza o la generosità verso i più deboli, i poveri e gli oppressi. In una parola la solidarietà. Quell'asse regge la pretesa di ogni sinistra a ergersi su un trespolo di superiorità, una cattedra morale o giudiziaria, e da lì giudicare il mondo, gli altri e gli avversari. Il sottinteso è che la sinistra sia mossa da un ideale, un valore - la fratellanza, la filantropia, l'amore per l'altro, la solidarietà, trasposizione sociale della carità - e la destra invece sia mossa sempre e solo da un interesse, se liberale, o da un istinto, se radicale. La prima è per definizione altruista, aperta, la seconda egoista o al più familista, comunque cinica, chiusa.

A questa «utopia necessaria» e benefica, Stefano Rodotà ha dedicato un libro, Solidarietà (Laterza, pagg. 141 euro 14) elogiato dalle «anime belle» della sinistra. Troneggia una tesi che già affiorava ne Le due fonti della morale e della religione di Bergson: la vera solidarietà sta nell'amare il lontano, lo sconosciuto, lo straniero. In realtà c'è un altro modo di concepire il legame sociale, solidale e comunitario che non è indicato da Rodotà. È il legame affettivo che parte dal più caro e si fonda sulla prossimità. L'amore stesso è fondato sulla predilezione: la persona amata non è intercambiabile con un'altra, non si può amare dello stesso amore chi è caro e famigliare e chi è remoto e ignoto. Non si potrà mai chiedere a una persona di amare di più chi non conosce o è straniero rispetto a sua madre o suo figlio. Non si potrà mai pretendere che si senta più fratello dello sconosciuto rispetto a suo fratello: non si può capovolgere una legge di natura, biologica e affettiva, carnale e spirituale. Su quella legge naturale ha retto ogni consorzio umano e si traduce in legame d'amore e famigliare, legame civico, sociale e nazionale. Posso essere aperto all'umanità e ben disposto verso ogni uomo, ma a partire da chi mi è più vicino, da chi appartiene alla mia vita, con cui condivido il pane (compagno, cum-panis ), la provenienza e la storia. Perché dovrei giudicare egoistica questa preferenza, o cinica la morale che ne consegue? Amare chi ti è caro e vicino non è chiudersi al mondo in una forma deplorevole di egoismo, ma è la prima e più autentica apertura agli altri nella vita reale. Su quei legami reggono le prime fondamentali comunità, le famiglie, quell'energia anima l'amore tra due persone, quella fonte dà coesione alle patrie e le altre forme di comunità, inclusa la confraternita, fino alla colleganza di lavoro. L'errore o la mistificazione che si compie al riguardo per sancire la superiorità morale dei solidali cosmici, è paragonare un valore universale a una degenerazione del principio opposto: non si confronta l'amore verso lo straniero con l'amore a partire da chi ti è più caro, ma la fratellanza all'egoismo, l'amore per l'umanità al cinismo. Sarebbe facile a questo punto compiere la simmetrica operazione e paragonare l'amore per chi ti è vicino al disprezzo, l'odio o l'indifferenza verso il prossimo dietro l'alibi e l'impostura della filantropia universale. Due spiriti acuti e profondi come Leopardi e Dostoevskij criticarono il cosmopolitismo filantropico sottolineando che l'amore per l'umanità o per lo straniero di solito si sposa all'insofferenza o all'indifferenza verso chi ti è concretamente vicino, familiare o compatriota. Ovvero nel nome di un amore astratto, utopico e solo mentale, si nega e si rinnega l'amore reale, quotidiano per le persone a noi più prossime. Nell'amore per l'umanità si spezzano i legami reali e si opta per un individualismo planetario: il single sradicato che abbraccia il mondo intero.

L'utopia che muove la fratellanza universale è il principio egualitario, ossia la convinzione che tutti gli uomini siano uguali non solo in ordine ai diritti e ai doveri ma anche sul piano degli affetti. Anzi, in questa prospettiva merita più attenzione e più cura chi ci è più estraneo. Non solo si respinge il principio del merito secondo cui ognuno riceve secondo le sue capacità e le sue opere, e si sostituisce col principio del bisogno secondo cui ognuno riceve in base alle sue necessità; ma si sostituisce la priorità su cui si fonda l'amore (la persona amata, la famiglia, gli amici, i compatrioti o i consociati) con la priorità assegnata agli stranieri. Da qui il passaggio dal legame comunitario che unisce le società al principio di accoglienza che apre al suo esterno. In questo caso la coesione sociale sarebbe fondata sull'adesione allo stesso principio: ci unisce l'idea di accogliere lo straniero e formare con lui una società aperta e universale.

Questa disputa ideologica è tutt'altro che riservata ai circoli intellettuali perché è piuttosto la traduzione culturale di un tema cruciale di massa nella nostra epoca. Si fronteggiano nella vita di ogni giorno due visioni del mondo: quella di chi affronta l'universale a partire dal particolare e quella di chi affronta il particolare a partire dall'universale. Il primo può dirsi principio d'identità fondato sulla realtà, il secondo è un principio di alterità fondato sull'utopia, come dicono gli stessi assertori, Rodotà incluso. La solidarietà può esprimersi in realtà in due modi: quello di chi privilegia lo straniero e si fonda sul principio di accoglienza, e quello di chi parte da chi è più vicino e fonda il principio di comunità. È la sfida del nostro tempo: comunità o universalismo, anche se taluni pensano nella loro utopia che si possa fondare una comunità su basi universalistiche, una specie di comunità sconfinata che coincide con l'umanità, secondo il vecchio progetto cosmopolitico illuminista. In realtà l'unico sciagurato tentativo di tradurre nel reale questa utopia egualitaria e universalista è stato il comunismo e sappiamo gli esiti catastrofici. Ora il tentativo è ridurre questa utopia politica a prescrizione morale, preservando i diritti individuali. Così l'accoglienza solidale diventa la base del moralismo radical, ultima spiaggia della sinistra egualitaria. L'utopia del mondo migliore dichiara guerra al mondo reale, alla vita e alla natura, sacrificando l'uomo concreto all'umanità. E ribattezza questa guerra contro la realtà come solidarietà all'umanità...

Commenti

corto lirazza

Dom, 30/11/2014 - 11:21

questo qua dev'essere come monti, un grandissimo pensatore quando non deve realizzare nulla, un imbelle alla prova dei fatti...

eloi

Dom, 30/11/2014 - 11:56

CHE LEZIONE PER STEFANO RODOTA'

vince50

Dom, 30/11/2014 - 11:57

Credo sia vero,ossia sono talmente arroganti e ottusi da credere di essere moralmente superiori.Proprio questo comportamento evidenzia(se mai ve ne fosse bisogno)la loro NON superiore morale ma strafottenza a prescindere.In ogni caso sono stati sono e purtroppo saranno la totale rovina di di questo paese,lo sanno molto bene,ma sono troppo arroganti e supponenti per ammetterlo(diversamente non sarebbero comunisti).

scipione

Dom, 30/11/2014 - 12:11

Basta con questi stalinisti che rubano e intrallazzano e continuano a romperci i co....ni con la loro falsa e criminale " superiorita' morale " de sto c....o.

Ritratto di HEINZVONMARKEN

HEINZVONMARKEN

Dom, 30/11/2014 - 12:48

GUAI CHI MI REGALA A NATALE IL LIBRO DI RODOTà. I MIEI AMICI SONO AVVERTITI

steacanessa

Dom, 30/11/2014 - 12:49

Fantastico Marcello! Rodotá ha fatto tanti danni irreparabili ovunque è andato. Sarebbe tempo che si godesse le laute pensioni di cui gode invece di continuare a sparare fole in cui non crede neanche lui.

steacanessa

Dom, 30/11/2014 - 12:49

Fantastico Marcello! Rodotá ha fatto tanti danni irreparabili ovunque è andato. Sarebbe tempo che si godesse le laute pensioni di cui gode invece di continuare a sparare fole in cui non crede neanche lui.

florio

Dom, 30/11/2014 - 13:28

Grandissimo Marcello, giustissima disanima, la superiorità morale della sinistra se l'è inventata Berlinguer, per dare un credo ai suoi seguaci, nell'intento di far crescere nelle loro menti la convinzione dell'essere sempre nel giusto anche contro ogni principio morale e di legalità. O sei con me o contro di me. Quel che è tuo è mio, quel che è mio è mio. La proprietà è un furto ecc. I dogmi del PCI hanno creato un danno alle menti deboli, oggi ne vediamo le conseguenze, tutto è lecito, insultare le forze dell'ordine, occupazioni abusive, riversare sempre la colpa alla società, alle istituzioni, legalizzare la delinquenza e arrogarsi il diritto di fare quello che vogliono con la compiacenza di una magistratura di cui i solerti giudici che provengono dalla stessa famiglia, giustificano ogni nefandezza!

Ritratto di lucianaza

lucianaza

Dom, 30/11/2014 - 13:31

ma al dilà di come ognuno può interpretare soggettivamente l'amore verso il prossimo, ci devono essre le leggi che tutelano prima i nativi di una nazione, i nativi i cui avi hanno contribuito allo sviluppo dela nazione stessa, non deve essere lasciato all'arbitrio del singolo o ai dettami del papa- La nazionalità è un patrimonio che ereditiamo dai nostri genitori, i politici non hanno diritto di sminuirne la potenza e i benefici raggiunti

Ritratto di bracco

bracco

Dom, 30/11/2014 - 13:35

Nel sentire le cialtronate, le lezioni morali di questi sessantottini brutto esempio della democrazia ormai tutti avanti con gli anni non possono che fare ridere e per i buoni, pietas. Vecchi comunisti portatori di una ideologia malata che tanto male hanno fatto a gli italiani. Fortunatamente madre natura con il percorso della vita fisica non usa occhi di riguardo neppure per questi cialtroni

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Dom, 30/11/2014 - 13:50

Dire sull'uguaglianza che è un fondamento ipocrita e fallimentare di sociologi e politici parassiti è salutare per ogni povero cristo. E' proprio lui Gesù Cristo a dire "ama il prossimo tuo come te stesso"!!. Il prossimo, signori, non l'ignoto, il prossimo. Visto, conosciuto ed amato. Il mio uguale è il prossimo non l'ignoto.

Joe Larius

Dom, 30/11/2014 - 14:10

.....pur che venga mantenuto dagli altri.

Luigi Farinelli

Dom, 30/11/2014 - 14:23

E' superiore la sinistra che spinge a riciclare tutto il peggio dei regimi massonico-socialisti? Nichilismo; ideologie engeliane radical-femministe anti-famiglia e anti-padre; denigrazione vigliacca del maschile tout court; aborto libero (genocidio di 6 milioni di creature in Italia, un miliardo di esseri umani macellati nel ventre materno nel mondo); eutanasia di Stato; truffe come la "violenza contro le donne", violenza mai a livelli così bassi in Italia, nazione più virtuosa anche in Europa (al penultimo posto); ecologismo ideologico, primitivismo femminista, ipotesi Gaia anti-natalista; lavaggio del cervello ai bambini fin dagli asili con la demenziale IDEOLOGIA DEL GENDER! Bella superiorità morale e culturale della sinistra, non c'è che dire! I suoi guru luciferini hanno portato il cervello dei suoi poveri seguaci all'ammasso del pensiero unico per programmare la distruzione della civiltà occidentale!

cgf

Dom, 30/11/2014 - 15:57

circa 2000 anni fa alla domanda E chi è il mio prossimo? fu risposto con la parabola del buon sammaritano. in quella parabola ci vengono presentati tre classi di persone, ognuna delle quali rappresenta una filosofia di vita, esempi ancora oggi davanti ai ns occhi. La differenza è sopratutto non nel conoscere ma nell'applicare, cosa per la quale però c'è spesso da 'sporcarsi'. CMQ non puoi essere solidale con chi è lontano e non vedi/conosci quando non lo sei con chi hai di fianco, vedi e non lo vuoi conoscere per paura di.... contaminarti. Il resto sono chiacchere che non portano a nulla.

opinione-critica

Dom, 30/11/2014 - 16:01

Rodotà si guadagna da vivere, bene, come può: può farlo utilizzando l'ignoranza altrui e le superstizioni popolari. Esattamente come fanno i cartomanti e i maghi. Se il gatto nero attraversa la strada portsa sfortuna, la sinistra è moralmente superiore alla destra. Di nuovo c'è il fatto che è stato valorizzato il concetto di moralità: non è solo una sovra-struttura del pensiero borghese. Comunque non si dice su quali basi filosofiche o teologiche si fonda la moralità. D'altronde sono di sinistra, non possiamo aspettarci più di tanto. Parole al vento, consolatorie, per essere udite dai "distratti".

Lino1234

Dom, 30/11/2014 - 16:07

Veneziani, hai scritto un poema! Hai definito perfettamente il BUONISMO che, secondo me, è l'incontro fra due ipocrisie: quella religiosa con quella politica e sono la causa prima del disfacimento economico, politico e morale della nostra povera Patria. Nello stesso tempo ha descritto magnificamente la BENEVOLENZA, quella vera e sincera che non può partire che dalla propria famiglia ed attenuarsi man mano che ci si allonta fino ad arrivare all’indifferenza. Mai all’odio. Veneziani : PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. SUBITO!!! Saluti. Lino. Viva Silvio.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Dom, 30/11/2014 - 17:02

La SX è superiore anche perché afferma di "parlare alla parte migliore del Paese", riscuotendo un ottimo risultato. Molte teste di cxxxo, infatti, si convincono di essere essi stessi quella parte.

Luigi Farinelli

Dom, 30/11/2014 - 17:32

Lino 1234: non confonda il buonismo con l'etica cristiana: non hanno nulla a che spartirsi. Il cristianesimo non può prescindere dalla carità, uno dei suoi principi basilari, soprattutto se codificata non solo sulla carta con frasi scritte ma direttamente nella coscienza. Semmai ci sono ormai pseudo-cristiani che si dicono "progressisti" quando il "progressismo" ha aspetti visceralmente anticristiani e nichilisti. Un conto è una società multietnica con valori e tradizioni condivisi da tutti, un conto quella multiculturale, un calderone senza senso dove ognuno impone ciò che vuole e a cui spingono la sinistra e la massoneria per abbattere lo Stato nazione. Non per nulla la massoneria spinge a far entrare 80 milioni di Turchi in Europa.

Ritratto di tomari

tomari

Dom, 30/11/2014 - 17:39

Chissà, forse verrà un giorno in cui la sinistra italiana farà pace con il cervello. Certo, prima dovrebbe riuscire a procurarsene uno. Gli organi mancanti, però, vengono compensati dalla malafede. (Copyright by Francesco Borgonovo)

michetta

Dom, 30/11/2014 - 17:59

Finalmente anche voi, siete addivenuti al principio SACROSANTO, di PROSSIMO TUO.....! Lo abbiamo gridato ai quattro venti ed alla decina di giornali in cui ci siamo infiltrati: IL PROSSIMO TUO E' IN PRIMIS, la propria famiglia; POI vengono gli amici; INDI i compaesani, concittadini, corregionali, connazionali e per ultimo, ma molto in ultimo, gli....altri! Se ne deduce chiaramente, che fatti i primi aiuti, rimarrà ben poco, se non niente, per gli altri! Non disponiamo certo di Missioni Arcobaleno tutti gli anni! Per poi fargli fare la fine che ha fatto quella gestita dal sempre presente D'Alema???? Qualcuno lo ricordi a quest'altra, la Boldrini, che quel Vendola che non e' altro - insieme al napoletano Napolitano - ha messo a governare la Camera dei Deputati.....

Ritratto di Balamata

Balamata

Dom, 30/11/2014 - 19:16

Bellissimo articolo, complimenti. Cari sinistri, rileggetelo 3 volte, forse vi si illumina il cervello

anfo

Dom, 30/11/2014 - 20:29

Bellissimo articolo, coplimenti a Veneziani! Ma dove sono i commenti dei compagni trinariciuti?

Giacinto49

Dom, 30/11/2014 - 21:22

"La vera solidarietà sta nell'amare il lontano, lo sconosciuto, lo straniero". Praticamente: Ama il prossimo purchè non sia troppo prossimo! E ci ha scritto anche un libro!!!

Ritratto di BIASINI

BIASINI

Lun, 01/12/2014 - 08:06

1) Se viene da lontano. 2) Se sta lontano dalla loro casa e va in quella degli altri

Ritratto di lucianaza

lucianaza

Lun, 01/12/2014 - 21:18

prossimo come vicino, vicino anche spiritualmente, se vogliamo vedere Gesù come si deve, come spirito, perciò si può intendere di amare chi ti senti vicino perchè affine a te.