La cultura unisex? È senza attributi

Alla radice dell'ideologia transgender c'è il timore di ciò che siamo in natura

Stiamo vivendo, in totale incoscienza di pensiero, una rivoluzione radicale che sta cambiando il senso e il destino dell'umanità. È la rivoluzione che marcia verso la neutralizzazione delle identità e delle differenze originarie, la rimozione della natura, la vanificazione degli assetti, i ruoli e i rapporti su cui si è fondata finora l'umanità. Dico la famiglia, i sessi, la procreazione. Stiamo procedendo verso una società unisex, ove l'unificazione dei sessi prelude a un'assoluta transitorietà dei medesimi. Androgini con sessualità mutanti. Nel dibattito corrente ci fissiamo sui superficiali e coloriti conflitti tra omofobia e omofilia, ma il processo in corso è ben più grande e si riassume nella parola chiave transgender. Le più grandi agenzie internazionali, come l'Onu, sono pervase da questa ideologia, gli Stati promuovono i suoi esiti e chi si oppone viene isolato e discriminato. Ho sottomano due libri, usciti da poco, che documentano su piani diversi questa mutazione: il primo è Unisex (Arianna Editrice, pagg. 120, euro 9,80) di Enrica Perrucchietti e Gianluca Marletta. L'altro è Paper genders. Il mito del cambiamento di sesso, di Walt Heyer, un ex transgender che subì da bambino abusi sessuali in famiglia (Sugarco, pagg. 170, euro 16,80). Forniscono dati, interpretazioni e ricadute sociali di questa radicale rivoluzione. E descrivono l'imponente apparato mediatico e legislativo che spinge in quella direzione: dalla neutralizzazione di padri e madri nel dispositivo di legge che li definisce genitore 1 e 2 alle fiabe gay diffuse negli asili, dalle campagne governative tese a rieducare la popolazione non solo su lesbiche e gay ma anche sui transgender (da noi l'artefice fu il governo tecnico Monti-Fornero) alla «gayzzazione del mondo». Non inseguirò la casistica e gli infiniti esempi che sconfinano nella pedofilia e nell'abuso di minori, e passano dal riconoscimento all'incentivazione del transgender. Mi soffermo sui presupposti di questa «ideologia» transgender. Alla radice c'è quello che potremmo definire l'horror fati, il rovescio dell'amor fati, cioè il rifiuto, l'orrore di ciò che siamo in origine, in natura e dunque la volontà di cambiare. Dominio assoluto del divenire sull'essere, del desiderio sulla natura, del soggetto sulla realtà. Volontà di autocrearsi e di abolire ciò che evoca origine e radice, identità e differenza, nascita e famiglia. Pensiero che viene da lontano, dal mito delle metamorfosi e del proteiforme, poi dal Rinascimento magico, in un'accezione inquietante dell'homo faber sui ipsius, ossia fabbro di se stesso. La differenza abissale è che questa volta il demiurgo non è la potenza del pensiero o la magia alchemica, ma è la potenza della tecnica applicata su scala planetaria.

Il pensiero corrente è inerme di fronte a questi processi, si arrende, non prova neanche a comprendere la portata filosofica e antropologica di questa mutazione. Manca oggi un dialogo «oltre la linea» come quello che oppose negli anni Cinquanta Heidegger a Jünger, qualcuno che rifletta sul passaggio di linea, il solco uniformità/relativizzazione dei sessi. Eppure si potrebbe reinterpretare creativamente la definizione nietzscheana di Oltreuomo, su cui si soffermò anni fa Gianni Vattimo. Si potrebbe leggere in chiave transgender la profezia di Nietzsche dell'uomo come un ponte e un transito verso il superamento dell'uomo, finora identificato nel Superuomo. La volontà di potenza modifica l'essere e libera dall'umano troppo umano. In una chiave non dissimile si potrebbe leggere il prometeismo di Marx e di Engels (si pensi all'Anti-Duhring), l'umanità che prende in mano la propria sorte e la modifica, subordina l'essere al mutamento, la natura alla produzione, fino al gradino estremo della produzione di sé. L'uguaglianza si evolve in uniformità (unisex) e la libertà in autodeterminazione (decido io chi sono e il mio sesso). Ma anche il capitalismo si potrebbe leggere in questa chiave. Una conseguenza possibile, non dico un'evoluzione necessaria. Il transgender sarebbe il prodotto supremo del processo di manipolazione della natura: l'uomo geneticamente modificato. Ma al di là delle congetture, resta la domanda: chi provoca questo processo? Gli autori di Unisex nutrono la convinzione che ci sia un Disegno voluto dai Poteri Forti e funzionale ai Piani Economici. L'ideologia ne sarebbe la corteccia e il controllo il midollo, riconducibile a un Grande Complotto. È qui, a mio parere, la fragilità di queste retro-letture della crisi contemporanea. Che ci possano essere volontà concomitanti, progetti e disegni all'interno di questo processo è più che verosimile, e che qualcuno ne tragga profitto è certo; ma la cospirazione cosmica mi pare fantasia. Né si può considerare solo un pretesto la convinzione ideologica che ne è alla base. C'è chi è davvero convinto che libertà voglia dire autodeterminazione totale, anche in ordine alla natura, al sesso e al destino. Il corollario di questa ideologia è che il transessuale non decide della tua vita e non dispone dei tuoi valori; tu vivi come vuoi ma lascia che anche gli altri vivano come vogliono. Questa ideologia - virale, permissiva e conformista - si è fatta Spirito del Tempo. Chi non si adegua è out. Ma la spiegazione di fondo di questa rivoluzione non mi pare riconducibile al Complotto degli uni o al Progetto degli altri. Ma a qualcosa che mette in circolo e collega processi, volontà, leggi, ideologie, chirurgie. Una reazione a catena, un processo automatico. La tecnica si serve dei suoi agenti anche se essi credono di servirsi di lei. E decide sulla vita, decreta il mutamento, interrompe una vita con le tecniche abortive o l'eutanasia, o viceversa la sua prosecuzione artificiale. Alla fine resta il dominio della tecnica sulla vita, cioè dei suoi esiti e dei suoi meccanismi sulla sfera biologica e genetica, sulla natura e sulla cultura. Le procedure e i trend vincono sugli scopi e le intenzioni. L'uomo si modifica e si nientifica, è la tecnica a determinarlo. E sarà la tecnica a ridurre la popolazione esercitando il controllo demografico, anche senza sterminio, ma evolvendoci «verso un modello unico - come auspicava Umberto Veronesi - dove gli organi della riproduzione si atrofizzano» e il sesso si separa dalla procreazione. Persi il padre e la madre, verranno i figli della Tecnica, mutanti secondo le facoltà di cui dispone la tecnica. Non esprimo orrore né euforia. Mi limito a dire che essendo uomo, nato da uomini, sono dalla parte dell'umano rispetto al trans, nato dalla tecnica. Il transumano non riguarda la mia umanità.

Commenti

Luigi Farinelli

Lun, 10/03/2014 - 10:21

Dall'articolo: "...qui, a mio parere, la fragilità di queste retro-letture della crisi contemporanea. Che ci possano essere volontà concomitanti, progetti e disegni all'interno di questo processo è più che verosimile, e che qualcuno ne tragga profitto è certo; ma la cospirazione cosmica mi pare fantasia..." Eppure, prese tutte (ma proprio tutte) le tessere del mosaico e studiate attentamente, si scopre (con orrore) che sono quasi tutte collegate. E con legami ben forti! Si potrebbe partire proprio dal "prometeismo di marx e Engel" (frase presa da questo articolo) per iniziare un cammino che porta proprio alla consapevolezza di ciò che sta realmente avvenendo nel mondo. (PS: Prometeo e Lucifero rappresentano lo stesso simbolo, rachiusi nella neo-gnosi massonica)

innocentium

Lun, 10/03/2014 - 10:33

solo l'ottimo Veneziani poteva lanciare questo grido (di allarme: troppo tardi? di disperazione: troppo presto?). Da filosofo ne valuta origini e prospettive rifiutando teorie complottiste (forse a ragione, se riferite a un Grande Fratello) pur accettandone strumentalizzazioni concorrenti a comporre una sorta di (ineludibile?)automatismo. Ma mi permetto di suggerirgli quali utili approfondimenti (se già non lo ha fatto) i seguenti saggi: "Sex/gender: gli equivoci dell'uguaglianza" (Prof.ssa Laura Palazzani- Ed.Giappichelli); "La teoria del 'gender' e l'origine dell'omosessualità" (Mons.Tony Anatrella - Ed.SanPaolo); "Maschi o femmine?" (Dr.ssa Dale O'Leary - Ed.Rubbettino). Concludo con la piena adesione al suo finale: "Il transumano non riguarda la mia umanità".

innocentium

Lun, 10/03/2014 - 11:14

Ha ragione Signor Farinelli: la "moda" (che ha toccato persino l'ultraottuagenario Napolitana con il "virus" sessista...)viene da lontano, ha teorizzatori interdisciplinari e ha già sviluppato (specie nel mondo anglo-sassone ...e dove sennò?)dibattiti filosofici, promosso studi sociologici, storici (ecco i Marx e gli Engel da voi richiamati). Si è infiltrata sapientemente, come accenna Veneziani, nelle Istituzioni (ONU, OMS, UE) attraverso ambigue ONG. Ha fatto passare risoluzioni in Congressi Internazionali e varare leggi dai Parlamenti. E dietro a tutto ci sono business miliardari che si muovono in particolare nel campo degli aiuti ai Paesi del Terzo/Quarto Mondo. Gli unici ostacoli che ha incontrato sono costituiti dalla insufficiente e sparpagliata opposizione da parte delle tre religioni monoteistiche.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Lun, 10/03/2014 - 23:58

La nuova tecnologia è sostanzialmente 'transgender'. Le Ferrovie, la Radio, la stessa televisione sono sessiste. Forse il telefono cominciava ad essere bisessuale. Le Tecnologie cellulari e digitali ci hanno definitivamente trasportato nella transessualità e bisessualità. E nel predominio della donna. L'inseminazione artificiale rende infine inutili (scusate, ma 'quanno ce vò cce vò!) i 'colpi di reni' del maschio!

innocentium

Mar, 11/03/2014 - 14:22

@rosario:ma lei ha chiaro il concetto di "gender"? (se sì, merita il nobel, visto che non l'hanno chiaro neppure i teorici dell'omonima ideologia/filosofia che ancora non si son messi d'accordo dopo oltre 50 anni di dibattiti). Per quanto riguarda l'inseminazione artificiale, lei limita l'aspetto della procreazione (in una confusa ottica "gender")ai colpi di reni del maschio (ma, per scendere al suo livello, si potrebbe dire alle cosce aperte della femmina...): spiace per lei, ma esiste tutto un universo di complementarietà ed integrazione che ovviamente saranno sfuggiti ai miseri accoppiamenti che le fanno esaltare l'artificiale rispetto al naturale.

masaniello

Mar, 11/03/2014 - 18:58

Su sette miliardi di esseri umani brulicanti sul pianeta Terra, quante decine o centinaia di migliaia o quanti milioni di esseri umani seguono e attuano questa ideologia di cui sono pervase "le più grandi agenzie internazionali, come l'Onu," di cui "gli Stati promuovono i suoi esiti"? Purtroppo, avendo 80 anni, mi resta poco tempo per constatare e verificare nel futuro (i prossimi cento o i prossimi mille anni?) nella realtà della vita dei suddetti sette miliardi di esseri umani che i timori dell'articolista basati su libri che lui legge sono farneticazioni utili agli stolti. Perché i sette miliardi di esseri umani sul pianeta Terra continueranno a sfornare attraverso le solite procedure fornicatorie figli di sesso maschile e femminile coi loro cromosomi XX ed XY che caratterizzano i due sessi principali, anche se la natura, così come fa nascere delle persone dawn o con altre malattie genetiche incurabili, fa nascere anche persone coi cromosomi del sesso maldefiniti (come avviene anche in tutto il regno animale). Ed in questi casi, la tecnologia darà una mano. Ma la storia dell'umanità che è partita dal matriarcato, non ne subirà contraccolpi. Fino al giorno dell'Apocalisse.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mar, 11/03/2014 - 21:38

Carissimo @innocentium. Me lo aspettavo. Ci avevo ripensato e mi aspettavo che avrei dato il destro a qualcuno di fare la 'ripassata' alla mia effettivamente cruda affermazione. Potrei dire, dal basso del mio livello, che non l'ho inventato io il 'colpo di reni' e che, se uno va su internet troppi ne trova di esempi anche orribili del suddetto. E allora Courbet dipingendo l'Origine della vita' è stato volgare? Ma forse la pezza è peggio del buco. Ben mi sta. (Ma mi consolo con la colomba di Trilussa!). Detto questo, però, mi dice dove vede la mia 'esaltazione' dell'artificiale rispetto al naturale? Se uno fa una constatazione di un fatto non è mica detto che lo condivida! All'ufficiale tedesco che chiese chi era l'autore di 'Guernica', il grande Picasso rispose: voi! (va ricordato, a proposito, che di cosucce volgarotte ne aveva dipinte pure il grande maestro: e concediamogli qualche divertimento!) Se ho poi chiaro il concetto di gender, di complementarietà e integrazione che sfugge al mio meschino mondo dei 'miseri accoppiamenti'? Gliene dò una mia modestissima sintesi personale e nulla più, un gioco degli incastri: il maschio è quello che la femmina 'non vuole' fare e viceversa. Cordialità

masaniello

Mer, 12/03/2014 - 08:10

Su sette miliardi di esseri umani brulicanti sul pianeta Terra, quante decine o centinaia di migliaia o quanti milioni di esseri umani seguono e attuano questa ideologia di cui sono pervase "le più grandi agenzie internazionali, come l'Onu," di cui "gli Stati promuovono i suoi esiti"? Purtroppo, avendo 80 anni, mi resta poco tempo per constatare e verificare nel futuro (i prossimi cento o i prossimi mille anni?) nella realtà della vita dei suddetti sette miliardi di esseri umani che i timori dell'articolista basati su libri che lui legge sono farneticazioni utili agli stolti. Perché i sette miliardi di esseri umani sul pianeta Terra continueranno a sfornare attraverso le solite procedure fornicatorie figli di sesso maschile e femminile coi loro cromosomi XX ed XY che caratterizzano i due sessi principali, anche se la natura, così come fa nascere delle persone dawn o con altre malattie genetiche incurabili, fa nascere anche persone coi cromosomi del sesso maldefiniti (come avviene anche in tutto il regno animale). Ed in questi casi, la tecnologia darà una mano. Ma la storia dell'umanità che è partita dal matriarcato, non ne subirà contraccolpi. Fino al giorno dell'Apocalisse.

masaniello

Mer, 12/03/2014 - 08:13

Su sette miliardi di esseri umani brulicanti sul pianeta Terra, quante decine o centinaia di migliaia o quanti milioni di esseri umani seguono e attuano questa ideologia di cui sono pervase "le più grandi agenzie internazionali, come l'Onu," di cui "gli Stati promuovono i suoi esiti"? Purtroppo, avendo 80 anni, mi resta poco tempo per constatare e verificare nel futuro (i prossimi cento o i prossimi mille anni?) nella realtà della vita dei suddetti sette miliardi di esseri umani che i timori dell'articolista basati su libri che lui legge sono farneticazioni utili agli stolti. Perché i sette miliardi di esseri umani sul pianeta Terra continueranno a sfornare attraverso le tradizionali arcinote procedure figli di sesso maschile e femminile coi loro cromosomi XX ed XY che caratterizzano i due sessi principali, anche se la natura, così come fa nascere delle persone dawn o con altre malattie genetiche incurabili, fa nascere anche persone coi cromosomi del sesso maldefiniti (come avviene anche in tutto il regno animale). Ed in questi casi, la tecnologia darà una mano. Ma la storia dell'umanità che è partita dal matriarcato, non ne subirà contraccolpi. Fino al giorno dell'Apocalisse.