Dal rigattiere di parole: Massaia

Sopravvive nelle cronache della spesa al mercato questa parola antica, dignitosa, mai completamente soppiantata dal più banale Casalinga, che ne ricalca il significato

Sopravvive nelle cronache della spesa al mercato questa parola antica, dignitosa, mai completamente soppiantata dal più banale Casalinga, che ne ricalca il significato. La Massaia, in realtà, è il femminile di Massaio, Massaro, il contadino di una massa (insieme di fondi, poi podere, tenuta, fattoria) che presiede ai lavori di campagna e ha cura degli strumenti rurali. Il termine massaia – donna che come occupazione esclusiva o principale cura l'andamento della propria casa – ha acquisito anche sfumature legate alla parsimonia e al buon senso, così come Massaio vuol dire “saggio amministratore e risparmiatore del proprio” (Devoto Oli). Durante il fascismo, la massaia rurale fu quasi un'istituzione.

Il massaio nel Medioevo era anche il custode di cose mobili, masserie o denari, appartenenti al pubblico, quindi era un funzionario, un tesoriere, un esattore, un amministratore delle pubbliche entrate. Le cose pertinenti al massaio (nel significato più contadino della parola) furono dette masserizie (o massarizie): le suppellettili di una casa modesta, i mobili e gli arredamenti. Ma anche i mobili e le mercanzie di una bottega e gli attrezzi necessari all'esercizio di un'attività artigiana.

Massaio e massaia per vari autori hanno il significato, rispettivamente, di anziano, vecchio, di donna attempata e grave d'anni. Per il Panlessico “masserizie” “per ischerzo” sono dette “le parti genitali”.

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