Dal rigattiere di parole: "Pillacchera"

Il Dir dà una definizione quasi dinamica: “Schizzo proiettato su abiti o scarpe da un veicolo di passaggio”. Il Tommaseo riscontra nella parola qualcosa di onomatopeico: “Il suono dice lo schizzare di liquido e l’appiccicarsi”

Parola usata spesso al plurale, indica lo schizzo o macchia di fango sugli abiti, sinonimo di zacchera. Il Dir dà una definizione quasi dinamica: “Schizzo proiettato su abiti o scarpe da un veicolo di passaggio”. Il Tommaseo riscontra nella parola qualcosa di onomatopeico: “Il suono dice lo schizzare di liquido e l’appiccicarsi”. Scende in dettaglio il Sergent: “Più schizzi di mota che altri in andando si getta dietro su’ calzoni, o se ne imbratta il lembo del vestito”. Interessante l’etimologia proposta da Pianigiani: dal latino pilla (palla), che al diminutivo diventa pillula (pallina, pillola) anche nella variante pillacula; egli immagina che possa essersi unita alla desinenza del sinonimo zacchera. Altra ipotesi è che derivi dal greco pelaki, diminutivo volgare di pélos, fango.

Visto che il fango, appunto, è da sempre una metafora applicata a un ampio ventaglio di significati moraleggianti, anche pillacchera viene indicata come "macchia morale, magagna, pecca” (Hoepli), “difetto morale” (Sabatini Colletti), “uomo sordido, ed avaro” (Crusca), “gretto e spilorcio” (Zingarelli). Quest’ultimo vocabolario indica come definizione anche lo “sterco appallottolato fra la lana delle pecore”, la stessa cosa che il Cardinali-Borrelli chiama “pillacola”, ovvero “cacherello delle capre e delle pecore”. Per similitudine, pillacchera è la “pianta il cui seme, allorché è secco, si attacca facilmente a’ panni passeggiando sui prati, e rende somiglianza di schizzi di fango” (Tommaseo). Per il Dir pillacchera è anche “ciancia calunniosa che macchia la reputazione”, e pillaccherone è “chi è sempre in giro a provocare e a raccogliere pillacchere”.

Commenti

paolonardi

Mar, 16/04/2013 - 22:46

Dopo un intervallo torno per completare al modo fiorentino l'argomento. Esiste anche, nel parlare di qualche tempo fa, anche il verbo impillaccherare nel senso più ampio di macchiare e il suo participio passato impillaccherato. La saggezza popolare ha poi notato che la mota produce pillacchere chiare su tessuti scuri e macchie scure su tessuti chiari. Con stima.

ivana palomba

Mer, 17/04/2013 - 10:50

Gentile Stefanato Il suo rimembrar parole desuete è molto piacevole perché ripropone alla memoria sprazzi del tempo che fu. Pillacchera era parola molto usata nella mia giovinezza che vedeva giochi all’aria aperta con inevitabili inzaccheramenti. Maria Pia Bini, (concordemente al Tommaseo come da lei indicato) nel suo lavoro “Parole che scompaiono” (1974) aggiunge al significato di schizzo di fango, sudiciume, anche i prodotti della pianta Lappa Maior che in Maremma erano detti, appunto, pillacchere. Pillacchera è parola toscana (e si suol dire pillaccherone di uomo sporco e malridotto e figurativamente di persona che con parole infanga o diffama) forse derivante da un incrocio fra il greco-bizantino pilos=fango e zacchera dal longobardo zahhar= goccia che cade (Ascoli,Arch.Glottologico italiano, 1877) Sempre cordialmente Ivana Palomba

Paolo Stefanato

Mer, 17/04/2013 - 15:26

Grazie a entrambi per l'affettuosa costanza e per i contributi davvero interessanti dei quali, se ci sarà l'occasione, farò tesoro. Per Paolo: alle sue osservazioni alla parola "curiosità" ho risposto, ma poco dopo la rubrica è stata aggiornata. Se non avesse fatto in tempo a leggere ciò che le ho scritto, le suggerisco di tornare a quella pagina attraverso Google. Con viva cordialità, Paolo Stefanato

paolonardi

Ven, 19/04/2013 - 12:14

Gentilissimo omonimo Stefanato sono andato, su suo o tuo se mi permetti consiglio, su Google. Il mio intervent non era tanto contro l'uso di parole straniere, ma su, stante la velocità dei giorni nostri, la prossima rottamazione di parole della nostra bella lingua, cosi' ricca, che le metteranno fra quelle del rigattiere. Con immutata stima, un vecchietto brontolone